4 ottobre 2011

Rassegna della paura, del coraggio e del metterci la faccia

Lui ci mette per primo la faccia con una bella frase: "teatrino della politica". Verrebbe subito da chiedergli che ruolo gli abbiano scritturato nella tragedia a cui assistiamo ogni giorno. Lascio a ognuno di voi la risposta che più gli aggrada.
In compenso a Milano, la Consigliera Regionale voleva che il giudice la vedesse, coraggiosa, non c'ha dormito la notte, pensate. Sarà stata un'attesa lunga, posso immaginare.


Non più lunga però, di chi invece, cerca ogni giorno di essere e fare qualcosa di diverso, specializzandosi in "nientart": nuovo giro nuova corsa signori, fate il vostro gioco, in attesa di un futuro migliore. Quello per cui combattono coraggiosamente e caparbiamente le donne dello Zimbabwe. Tra mille difficoltà e di fronte al rischio di massacri e carcere, che non si sono mai tirate indietro, davanti alla ferocia di una dittatura che partecipa alle beatificazioni in Vaticano. Mah! Quello si che è metterci la faccia, no?
Metterci la faccia vuol dire anche avere del buon senso, senza star lì a recriminare troppo sugli anni che passano e le rughe che diventano solchi. Perché le donne che arrivano a quella maturità sanno bene che non bisogna aver paura ma esserne consapevoli semmai. Il coraggio e l'orgoglio di dire: “Le rughe sono il segno del mio lavoro, della mia fatica”. 

Gli dei della Carneficina


Essere politicamente, socialmente, moralmente impegnati rende difficile parecchie cose: per esempio, continuare a comprare senza rimorsi i romanzi di Fred Vargas, o andare a vedere un film di Roman Polanski.

L'Eva che scrive è dovuta scendere a qualche compromesso con se stessa (e la Vargas appartiene alla categoria), ma con Polanski ha dovuto fare uno sforzo sovrumano, perché proprio non le va giù, tutta la storia dello stupro, del perdono, dell'alzata di scudi da parte dei colleghi... Continua a stonarle, che ci possiamo fare?


Però il cast era straordinario, la trama intrigante, c'era persino un intero cinema a Roma che lo dava in lingua originale, il suo passato da cinefila praticante la guardava con disapprovazione dallo stanzino in cui è rinchiuso... insomma, dai, alla fine siamo andati a vedere Carnage.

2 ottobre 2011

Wear yellow, live strong

Oggi, 2 ottobre, è il Livestrong Day.
Livestrong è l'associazione per la ricerca contro il cancro fondata da Lance Armstrong dopo essere sopravvissuto lui stesso a un tumore ai testicoli, tornando persino a correre e vincere il Tour de France. Il due ottobre è stato scelto come giorno celebrativo perché è la data in cui gli fu diagnosticato.

Chi mi ruba la borsa ruba soldi - La rassegna stampa (sulla criminalità) di Eva

Anche oggi vorremmo partlare d'altro, ma non possiamo accontentarci, purtroppo.
Abbiamo questa notizia, poi questa, questa e anche questa, tanto per gradire.  E tanto per restare in argomento, ci sarebbe da leggere anche qui, per farci un'idea più precisa della situazione.  Poi ci si mette anche l'ISTAT a dirci quello che vediamo con i nostri occhi e sentiamo sulla nostra pelle, e la cosa non ci aiuta a tirar su un morale che è inversamente proporzionale alla temperatura di questo autunno che sembra estate; leggiamo poi qui e non possiamo fare a meno di ricordare - ci sia qui consentito un appunto personale - quello che ci raccontava la mamma quando facevamo le bizze e non volevamo mangiare il grasso del prosciutto: "Noi abbiamo fatto la fame durante la guerra".  Non per altre ragioni, per carità, se non quelle che le storie dei pranzi con le bucce di patate o di piselli potrebbero tornare di strettissima attualità.  Tra l'altro, venerdì pomeriggio al super le pere costavano dai due euro al chilo in su, chissà cosa ne avrebbe pensato Mastro Geppetto.

1 ottobre 2011

Prosciutto prosciutto


Le tradizioni culinarie (accidenti che paroloni) provocano strani corti circuiti. Sapevo che esisteva una minestra di patate e sedano che in alcune regioni prendeva il nome di zuppa santè (o alla santè, o della salute), ma poi ne ho scoperto una rustica versione lucana. Porta via molto tempo, ma non è difficile da preparare ed è di grande soddisfazione, oltre che di effetto garantito.
Oltre a molta pazienza vi serviranno, per quattro persone, un gambuccio di prosciutto disossato (che vi farete anche tagliare almeno in quattro pezzi, se volte un ulteriore consiglio), un chilo di patate ed un cespo di sedano. Niente altro.