18 dicembre 2011

La crisi se ne va passeggiando per il mondo - La rassegna stampa (internazionale) di Eva

In questa domenica ormai natalizia vorremmo raccontare solo belle notizie, ma non è possibile (non è mai possibile, purtroppo), quindi cominciamo subito con una notizia cattiva e con un'altra pure brutta.
Poi ci sarebbe anche questa che non sapremmo come catalogare, ma che ci sembra la dimostrazione che la distanza è una opinione; visto quello che si dice dall'altra parte dell'Oceano Pacifico, noi ci staremmo attenti.
Già: tra l'altro, cosa avranno da ridere questi qui?
Anche perché c'è una notizia che non avremmo voluto leggere: addio, Cesaria, ti ricorderemo anche così.
Noi siamo certamente contenti per questo, sia ben chiaro, ma sia del pari chiaro che su questa cosa qui abbiamo delle perplessità, ricordate?
Quasi senza accorgercene siamo arrivati alla nostra eterna cronaca italiana; e quindi continuiamo su questo tenore, visto che ci siamo.
La situazione economica è grave, indubbiamente,

17 dicembre 2011

Mica scema la bistecca


Penso che siamo tutti d'accordo nel dire che la fettina o la bistecchina buttata nella padella antiaderente, qualche minuto per parte e poi nel piatto, è una delle cose più deprimenti che si possano mettere in tavola.
Anche quando si è da soli e non si ha voglia di preparare una sella di vitello principe Orloff o uno Stroganof ritengo che ci sia una sorta di obbligo morale a non lasciarsi andare così.
Quindi bistecchina sia pure, ma con qualche semplice accorgimento che vado ad illustrare, con la premessa che io ho da ultimo utilizzato una lombatina di maiale, ma vanno bene anche bistecchine e fettine di manzo o vitello, adeguando i tempi di cottura.
Goccio d'olio nella padella e spicchio d'aglio fino a che non diventa scuro, e a quel punto lo togliamo e mettiamo la fetta di carne che spruzziamo con un mezzo bicchiere di vino bianco; quando il vino è evaporato, giriamo la carne ed aggiungiamo un paio di pomodorini interi ed un po' di prezzemolo.
Ora non ci resta che abbassare la fiamma, salare (poco, mi

13 dicembre 2011

La rassegna di Eva confusa, prudente e smarrita

Abbiamo ancora negli occhi le immagini della manifestazione di domenica, che all'Eva che scrive ha fatto uno strano effetto, aveva un sapore di stanco, già visto e forse anche la sensazione di un tempo sbagliato, come un fuori sincrono in un doppiaggio o in un play back, come di un mancato aggiornamento, perché non aveva più l'urgenza che si avvertiva il 13 febbraio, perché questo è il momento in cui tutti dobbiamo stare dalla stessa parte, lottare ogni giorno, tutti i giorni.
Non c'è dubbio che la notizia che più ha tenuto banco è questa, che ha scatenato numerosi discussioni:
1) la famiglia, il primo nucleo in cui tutti dovremmo sentirci sicuri e felici è, purtroppo, ancora una volta teatro della peggiore mentalità bigotta, e la vergogna come supremo sentimento da affiancare al senso di colpa;
2) la spedizione punitiva che è seguita dopo l'accusa "ai rom" come se fosse una patente che dava il diritto a colpire un obiettivo decisamente semplice e individuabile, non possiamo negarlo, e questo è impressionante e indecente, dobbiamo farci i conti, sarebbe successa la stessa cosa se lo stupratore fosse stato italiano? Si chiama razzismo, che in questo paese in molti rappresentanti delle istituzioni hanno più volte cavalcato quando non addirittura inneggiato e sbandierato con orgoglio.
E' una storia in cui perdono tutti, e viene da chiedersi come sia difficile agire in un contesto così degradato dove nessuno abbia avuto la possibilità di intervenire PRIMA con i servizi sociali, o attraverso il ginecologo che invece si prestava a queste visite compulsive.

12 dicembre 2011

Quando l'Italia perse l'innocenza

Quel pomeriggio del 12 dicembre del 1969 la bomba nella Banca nazionale dell'Agricoltura non uccise solo  Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti.
Uccise il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, che se fosse rimasto a casa sua non sarebbe volato giù dalla finestra della Questura di Milano, dove tra l'altro non avrebbe dovuto trovarsi; anche per le poco garantiste norme dell'epoca, erano scaduti i termini del fermo di polizia di quarantotto ore, e avrebbe dovuto essere a casa o a San Vittore.

11 dicembre 2011

La crisi è simile a un cerchio nell'acqua - La rassegna stampa (sobria) di Eva

Dall'altra parte del mondo arriva la notizia con cui apriamo la rassegna stampa di questa domenica mattina, con i negozi aperti ed il Natale che incombe: Sono Pazzi Questi Australiani? A proposito di negozi, di regali e di Natale, fate attenzione a cosa comprate, anche se a me non verrebbe mai in mente di fare una spesa del genere; anni fa, me lo chiese una persona per me molto importante ma io me la cavai con un libro.
A proposito di pazzi (e non di regali), sembra che neanche in Italia scherziamo però, voi che dite?
Nonostante tutto, per molti è ancora qui Lamerica, e questo ci dovrebbe suggerire qualche riflessione, tipo che potrebbe andare peggio, magari piovere, ricordate? Però potrebbe andare meglio; ora che sappiamo tutto della manovra - ci eravamo lasciati la settimana scorsa in trepidante attesa (e con l'occasione grazie a tutti voi, siete accorsi numerosi) - ci siamo resi conto del motivo per il quale non ci hanno lasciato votare. In effetti, nessun partito poteva decentemente proporre un programma del genere: date un'occhiata qui, magari, per averne conferma.  Ma c'è ancora tempo per scoprire cosa ci pioverà tra capo e collo, mentre chi può vota con i piedi: non nel senso che vota male, in un altro senso.