A me non dispiace.
Il manifesto della Festa dell'Unità a Roma, quello accusato di mercificare il corpo femminile per via di quelle gambe (nemmeno splendide) mostrate in una sorridente citazione della celebre foto di Marylin sulla grata della metro.
Ma dai, le braccia coperte da lunghe maniche con i polsini bianchi, le ballerine rosse ai piedi non suggeriscono una donna che si offre ma una donna che si lascia accarezzare dal vento nuovo ma... non troppo.
Io, almeno, la vedo così e forse ogni tanto le femministe estreme dovrebbero acquisire un po' di humor e lasciar scorrere via un po' di acido.
La mercificazione del corpo della donna va combattuta convincendo le donne che per arrivare a coronare i loro sogni non è necessario usarlo, questo corpo.
Occorre usare la cosa più preziosa che hanno, il cervello, quello che, con buona pace dei maschi, ci dà un potenziale superiore al loro.
In ogni caso guai a mettere in discussione l'etica sessuale delle donne, uomini: in guardia.
Non eravamo i soli a rimanere imbarazzati, un po' sconcertati dai gridolini, ansiti, gemiti e urla strazianti delle tenniste.
Più hard del porno il sonoro delle partite di Winmbledon e non a caso il pubblico non ne può più.
Divertente immaginare quale "museruola" fisica o regolamentare verrà affibbiata alle urlatrici con racchetta.
A proposito di sport, la longeva e imbattibile ciclista Jeannie Longo vince ancora.
A quasi 53 anni e in silenzio.
Maturità.
Sempre la solita storia, si copia.
E allora? E' sempre stato così, un tempo abili miniaturisti creavano bignamini da nascondere nei luoghi più strani mentre altri (io) si ammazzavano di studio e di simulazioni anticipate ma non avrebbero mai voluto abbassarsi a copiare.
A lasciar copiare però sì, un tempo era un'arte.
Oggi genitori fanatici usano mezzi da spionaggio per collegarsi con i figli alla prova d'esame e restano online fino alla fine della prova.
Non stupiamoci poi se questi figli non accetteranno di doversi costruire un futuro ma chiederanno ai genitori di costruirlo per loro in modo che, con i dovuti tempi, vi si degnino di accostarsi.
La RAI si priva di Fazio e Saviano e Vieni via con me approda a La7.
Gepy Cucciari e Saviano commentano i nuovi palinsesti.
Il grande dr. Santoro invece nicchia, ma lui è grande, grandissimo ed il suo IO immenso, vedremo per quali compensi, quali orari e quale trasmissione si concederà con la leggiadria che gli è propria.
Intanto qualcuno alla RAI piange sul latte versato ma è tardi, forse è veramente troppo tardi per salvare l'elefante ferito.
A la7 la sorpresa per molti e la conferma per chi la conosceva già è la forza della comicità pronta e frizzante, diretta e intelligente di Geppy Cucciari.
Ne faremo delle belle.
Risate.
23 giugno 2011
A midsummer morning's review - Notizie dal 23 giugno
L'estate è iniziata da appena due giorni, ma in molti paesi già domani verrà celebrata la Midsummer Night, quella del sogno di Shakespeare, di amanti, fate e incantesimi.

E anche noi ci regaliamo il privilegio di sentirci un po' sognanti, evanescenti, scivolosi e stupidamente allegri. Sensazioni che difficilmente staranno provando invece i nostri figli, fratelli, cugini e amici di famiglia alle prese con il terribile esame di maturità.
Notiamo compiaciuti che quest'anno le tracce non contengono strafalcioni di sorta, ma vorremmo ugualmente porre una domanda alla nostra amata minestra della Pubblica Istruzioni: davvero non c'erano altri pensatori degni di tale nome da accostare a Bobbio, nella traccia politica, invece di appozzare alla produzione di Marcello Veneziani?
21 giugno 2011
I due pesi e due misure cominciano nelle piccole cose

Nella home del Corriere compare un articolo sulla ragazzina pakistana di 9 anni rapita dai talebani e costretta a fare da kamikaze (per fortuna sua e di altri è stata fermata prima che la bomba esplodesse). C'è anche la foto della bambina, completamente visibile. Dopo un po' la foto viene pixelata, si devono essere accorti (o qualcuno gli ha fatto notare) che anche se pakistana è pur sempre minore e quindi la sua foto non può essere pubblicata. Peccato che se si apre l'articolo la foto compare ancora in versione integrale. La cosa mi colpisce perchè sul Corriere sono sempre attenti a nascondere i visi dei bambini. Però dei bambini italiani o comunque occidentali, non è la prima volta che noto questa disparità di attenzioni. Sui giornali italiani ma anche nelle nostre televisioni (mi hanno fatto notare che pure nel servizio del TG3 la bimba non era mascherata). E penso che tutto sommato giornali e televisioni fanno esattamente quello che facciamo noi, quanti sono i viaggiatori italiani brava gente che nei paesi del terzo o quarto mondo fotografano a tutto spiano vecchi, donne, bambini senza chiedere nessun permesso, per poi mostrarli nei loro album, cartacei o in rete, perchè fa tanto colore mostrare un bambino mendicante in India o cose simili. Però mai e poi mai metterebbero online un bambino bianco benestante incontrato a Londra, New York o Viggiù, come non mostrerebbero mai la foto del figlio dei loro amici.
Altra piccola cosa che mi da fastidio, l'uso del lei/tu, quando incontriamo una persona nuova si usa il lei, ma se è un extracomunitario (solo se è visibilmente povero, nessuno che lo faccia con qualche sceicco pieno di petroldollari) spesso, troppo spesso, si usa il tu. Qualcuno persino si esprime come se si trattenesse dall'usare i verbi all'infinito.
Forse sono solo piccoli esempi, forse anche non importanti, dopotutto ce ne sono tante, troppe, di cose più importanti a cui badare. E mi rendo conto che si rientra nei piccoli gesti a cui nessuno presta molta attenzione, entrati nell'immaginario collettivo e che la stragrande maggioranza di noi fa senza cattiveria e senza malizia, un "così fan tutti" insomma. Ancora più inconsci del non chiedere gli scontrini fiscali. Eppure mi chiedo se forse non sarebbe meglio cominciare da queste piccole cose a sistemare il mondo, almeno quello attorno a noi.
Aggiornamento: ora anche all'interno dell'articolo il viso della ragazzina è coperto, alla fine se ne sono accorti.
Rassegna stampa precaria. Eva prova a dare voce a chi non è tutelato
Precari in piazza, ieri 19 giugno, a Roma e Milano. E anche in Spagna, Portogallo e Grecia. Uniti nella «giornata dell’indignazione precaria», hanno manifestato «a fianco del movimento della Global Revolution che dalle piazze di Madrid e Barcellona occupate il 15 maggio dagli indignados ha contagiato l’Europa da Atene a Lisbona, e che anche in Italia ha contagiato decine di città.
A Roma, in piazza Montecitorio, è iniziato il presidio permanente con cui precari manifesteranno contro il Decreto Sviluppo fino al 22 giugno, data conclusiva del dibattito parlamentare sul provvedimento
E tra le tante iniziative i precari hanno deciso di contarsi. Di creare l'anagrafe dei precari, appunto. Qui potete trovare addirittura una rubrica dal titolo "precario fai da te", aiuto, supporto e idee per non perdersi e isolarsi.
Perchè chi è precario non è protetto, non è garantito.
Ma pare che i laureati lavorino meno dei diplomati, così dice il Censis. E i giovani non credono più nel "pezzo di carta". La Eva che scrive, però, continua a sostenere che l'Italia è un paese per vecchi che parlano di giovani. Anche con un pò di ipocrisia.È davvero difficile essere giovani in Italia.
In questi giorni si parla molto di nuove generazioni, ma manca un’attenzione sincera nei loro confronti. Si sono viste molte lacrime di coccodrillo e anche un po’ di ipocrisia. «Non fiori ma opere di bene» verrebbe da dire, se ciò non suonasse un po’ cupo.
Vediamo perchè, lasciando a chi legge osservazioni e commenti:
Berlusconi: «Nonostante la crisi, abbiamo fatto il possibile per andare incontro ai desideri di milioni di ragazzi» con «misure specifiche per il sostegno ai precari e il piano casa» e introducendo nel mondo della scuola e dell'università «la rivoluzione del merito».
Brunetta rincara la dose «Le due signore precarie che mi hanno contestato dovrebbero farmi un monumento - Molto probabilmente verranno candidate alle prossime elezioni e magari faranno le sottosegretarie del presidente del Consiglio Vendola o del presidente del Consiglio Santoro».
E allora per questa generazione, ritorna, come un fastidioso mantra, il consiglio, più atroce che banale, della rassegnazione al lavoro, “qualsiasi e a qualunque costo”. E’ la filosofia che sta dietro tante battutacce, sberleffi e massime di cinismo che si vogliono far passare per buon senso. E’ la morale comoda dei privilegiati. E’ la regola che impone la modernità presunta del presente.
Ma ci piace pensare anche (non è forse nata da una costola dell'indignazione la nostra stanza?), per dirla con Ulrich Beck, che “tanto più il lavoro ci sfugge, tanto più sentiamo il bisogno di difendere i valori e le strutture di una società su di esso fondata”
Noi ci siamo.
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19 giugno 2011
Se cedono
Bene, non abbiamo idea, a questo punto, se e quando si voterà.Ma a Roma siamo pronti per la campagna elettorale: ogni tanto intendiamo pubblicare queste due foto (ma vi avvertiremo perché possiate tempestivamente attivare il parental control sul vostro pc) per ricordare ai romani chi hanno avuto lo stomaco di eleggere e per invitarli a non perseverare nell'errore.
Lo faremo perché siamo sicuri che questi due qui accanto e qui sotto - quella col tailleur rosso e quello con l'orologio, guarda caso, nero - faranno di tutto per lasciar cadere nel dimenticatoio quella giornata.
Come si dice, li riconosci dagli amici che hanno.
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