28 marzo 2011

Fact checking, questo sconosciuto

Da un paio di giorni c'è questo sul sito del Corriere della Sera, e allora siamo andati a vedere, e abbiamo trovato questa cosa qui, che con tutta la buona volontà ci sembra diversa.
Voi che ne dite?

27 marzo 2011

Il quiz della settimana

Se qualcuno dei nostri lettori lavora da Guess o conosce qualcuno che, può gentilmente spiegarci che diamine reclamizza questa foto? In redazione siamo indecisi fra il costume e il rossetto.

Da parte nostra, ci limitiamo a sperare che non volesse essere una vetrina per l'agenzia fotografica. Il riflesso sulla sinistra, giusto sopra le chiappe della modella, è pessimo.

26 marzo 2011

Risotto senza gloria


Lo so, sembra una contraddizione in termini, ma per una cena veloce si può proporre anche un risotto; e non un risotto qualsiasi, ma un risotto al salmone, quindi di un un certo tono. Se mi si consente il ricordo personale, un risotto come quello che sto per proporvi fece capitolare una gentile signora rimasta, invece, indifferente davanti alle ben più qualificate proposte di un ristorante di pesce nel Tridente di Roma.
Per due persone due pugni di riso preferibilmente vialone nano, una confezione di panna da cucina al salmone, una cipolla bianca non troppo grande, mezzo dado da brodo tipo vegetale, un cucchiaio di passata di pomodoro, un bicchiere di vino bianco molto secco e una noce di burro; per guarnire, una busta di salmone selvaggio affumicato (poi capirete perché). La passata di pomodoro ha solo una ragione estetica, in quanto colora di rosa il piatto, richiamando in maniera quasi subliminale il colore del salmone, ma il sapore non si sentirà.
Sciogliete il burro nella pentola a fuoco vivace e fate appassire la cipolla, abbassando la fiamma; quando sarà dorata alzate la fiamma e fate tostare il riso fino ad assorbire il burro, poi bagnate con il vino e lasciate evaporare. A questo punto aggiungiamo tutta la panna al salmone, la passata ed il mezzo dado, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere: ci vorranno 18/20 minuti.
Non abbiate paura di assaggiare per controllare la cottura, il risotto troppo al dente è immangiabile. Se necessario possiamo aggiungere, durante la cottura, una tazzina da caffè d'acqua, e poca per volta, altrimenti si abbassa troppo la temperatura di cottura.
Mentre il risotto cuoce, tagliamo a striscioline (vanno benissimo le forbici) il salmone affumicato, che servirà per la guarnizione, da effettuarsi direttamente nei singoli piatti; dopo aver sporzionato, disponiamo le striscie di salmone a raggiera sul riso. Attenzione, se non è salmone selvaggio, col calore del riso diventa bianco, e non è bello.
Mi raccomando, accompagnatelo con lo stesso vino che avete usato per la cottura, e sarà un successo.

25 marzo 2011

Le notizie da non perdere - La rassegna stampa di Eva



Stando a una stima delle Nazioni Unite in Asia ci sono circa 100 milioni di ragazzi in più rispetto alle ragazze. L’economista indiano Amartya Sen, Premio Nobel per l’economia nel 1998, definì questo divario di genere “ il mistero delle donne mancanti”, ovvero quelle donne che esisterebbero oggi se non fosse per l’aborto selettivo, l’infanticidio, e la discriminazione economica.
Ora il numero delle “donne mancanti” è sicuramente superiore perché nonostante il tenore di vita nei paesi asiatici abbia fatto registrare un’impennata, il divario di genere si è comunque allargato. In molte società asiatiche, e l’India non fa eccezione, le ragazze godono di minore attenzione rispetto ai ragazzi perché sono economicamente sottovalutate.
(da "il Journal")

Amnesty International ha chiesto alle autorità egiziane di indagare sulle gravi denunce di torture, compreso l'obbligo a sottoporsi a "test di verginità", inflitte dai militari alle donne che hanno preso parte alle manifestazioni al Cairo.
Il 9 marzo, dopo aver disperso con la violenza una manifestazione in piazza Tahrir, i militari hanno arrestato almeno 18 donne. Queste hanno poi riferito ad Amnesty International di essere state picchiate, sottoposte a scariche elettriche, obbligate a denudarsi mentre i soldati le fotografavano e infine costrette a subire un "test di verginità", sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione.
Il "test di verginità" costituisce tortura quando è eseguito con la forza o sotto coercizione.

Se Milano piange Napoli non ride. I tradimenti uniscono l’Italia!
L’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami) accende una faro sulle infedeltà coniugali e svela che il 60% delle crisi in un matrimonio, sono dovute al tradimento di uno dei partner con un collega sul proprio luogo di lavoro. Secondo i dati raccolti dall’associazione Ami, il tradimento avviene sul luogo di lavoro tra colleghi che spesso instaurano vere e proprie relazioni amorose anche durature negli anni.

Si, però, l’ottimismo dei napoletani si riconosce nel bicchiere mezzo vuoto, o meglio, meno pieno della visione napoletana. E allora per consolarci il Corriere del Mezzogiorno che riporta così la notizia:
Ufficio che vai, amante che trovi: l’associazione avvocati matrimonialisti italiani, presieduta da Gian Ettore Gassani, stila la classifica delle cause delle separazioni e delle città italiane a rischio sindrome «Guerra dei Roses». È il tradimento, con il 40%, è in cima alla graduatoria delle cause di divorzio e separazione

E per gli amanti degli scatti una segnalazione:
Sono aperte, fino al 31 marzo, le iscrizioni a "Scatta contro la discriminazione", il concorso fotografico europeo di Amnesty International che intende mobilitare le persone affinché esprimano la loro visione di una società europea più giusta e inclusiva, attraverso la creatività e l'immaginazione.
Possono partecipare al concorso tutte le persone, al di sopra dei 14 anni di età, residenti in Italia, e che non siano fotografi professionisti, che vogliono contrastare il pregiudizio e gli stereotipi e promuovere la diversità attraverso le immagini.

24 marzo 2011

2 notizie da non perdere - La rassegna stampa di Eva del 24 marzo

Ieri è morta Liz Taylor.
Foto di Douglas Kirkland
Una delle ultime dive, con una vita in cui è sempre stato labilissimo il confine fra realtà e cinema, dove l'eccesso l'ha fatta da padrona, ma senza che l'opinione altrui ne condizionasse mai le scelte.
Potremmo raccontare anche noi milioni di storie su di lei, i suoi personaggi cinematografici, i suoi infiniti mariti (ma uno più marito degli altri), l'alcol, le crisi, la lotta all'Aids, ma la rete è stracolma di coccodrilli, non si sente alcun bisogno di un altro.
Noi ci limitiamo a salutarla guardandola in quegli occhi che hanno bruciato la pellicola e il nostro immaginario per sempre.


Parlando di donne molto meno piacevoli, ricordate la storia del presunto finto master di Daniela Garnero (Eva sposa la mozione "Non chiamarla più Santanché")?
Puntuale è arrivata la smentita, che va letta con un briciolo d'attenzione, insieme alle dichiarazioni rilasciate dalla stessa Garnero poco dopo la pubblicazione della notizia. Sia lei sia l'Università parlano solo di "frequentazione" del master.
Comunque, vi terremo aggiornati.