27 giugno 2011

Le parole sono importanti

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato alcuni articoli: questo, quest'altro, e poi questa cosa qui.

Tra i nostri quaranta lettori, alcuni hanno fatto clic sul bottone "mi piace", altri sul bottone "non mi piace", qualcuno anche sul "parliamone". E sì, prima che lo chiediate, crediamo proprio che questi bottoni debbano molto a Montagna di Zucchero.
Noi però volevamo dire una cosa diversa, anzi, più di una.

Primo, questo non è un blog di attualità, non abbiamo le risorse per stare sul pezzo come chi ha alle spalle testate giornalistiche, ma si trattava di storie troppo forti per passarle sotto silenzio, specie quella di domenica scorsa.

26 giugno 2011

Notizie (domenicali) da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Il mondo va avanti, e l'Italia scende, senza neanche aspettare che si fermi: nella classifica della libertà di stampa, come in quella del PIL pro-capite. E scende anche in quella dei diritti civili: nella notte italiana lo Stato di New York ha detto sì alle nozze tra persone dello stesso sesso, noi qui invece ci smazziamo ancora questo signore. Tanto è vero che adesso ci facciamo scavalcare anche dal Vaticano. Insomma, direi che ce la battiamo bene con questi signori qui.
Del resto, l'aria non ci sembra sia tanto cambiata, non vi pare? Tanto è vero che, pare, in Italia le donne devono farsi strada con tutti i mezzi possibili, magari rifacendosi a modelli di parecchi anni fa.
Comunque, è bene abituarsi sin da piccole, non vi pare? Poi, da grandicelle, possono anche laurearsi così.
Parliamo ancora d'altro: Romeo e Giulietta erano veneti, non è vero? Ed in veneto hanno ancora le idee chiare in materia, sembra.
Insomma, sarà il caldo, ma per questa domenica è meglio fermarsi qui: buona giornata e, stavolta sì, andate a mare.


25 giugno 2011

L'ultimo saltimbocca


Napoletano residente a Roma da sempre, la cucina di casa mia è indubbiamente eclettica; non mancano piatti romani, ma solo i più semplici.
Oggi propongo i saltimbocca (alla romana appunto), che qualche volta vedo, con raccapriccio, sui menù dei locali per turisti scritti con l'apostrofo: salt'imbocca, proprio così.
Ristabilita la verità dell'ortografia, possiamo dedicarci alla cucina.
Per quattro persone servono 600 grammi di fettine di vitella, tante fettine di prosciutto crudo quante sono quelle di carne, foglioline di salvia, olio e burro ed un buon bicchiere di vino bianco.
Attenzione, non voglio entrare qui nella polemica delle fettine, se vadano o non vadano battute, vi invito quindi a chedere ed a fidarvi del vostro macellaio, che magari ne inciderà anche i bordi per non farle arricciare in cottura; se siete di quelli che comprano (quorum ego) le fettine del supermercato nelle vaschette, il mio consiglio è di non fare niente, visto che ci vuole molto poco a rovinare la carne.
Dopo questa doverosa premessa, rimbocchiamoci le maniche; si tratta di porre su ogni fettina di carne una fetta di prosciutto ed una fogliolina di salvia. Vista la presenza del prosciutto io non aggiungerei sale.
A questo punto la regola romana invita a piegare a libretto la carne, fissandola con uno stuzzicadenti, anche se a casa mia, forse per la attrazione degli involtini napoletani (ve ne ho già parlato qui), si è sempre preferito arrotolarla. Ovviamente, sentitevi liberi di scegliere la soluzione che preferite.
Possiamo passare alla cottura, con un cucchiaio d'olio ed un ricciolo di burro nella padella antiaderente; sciolto il burro facciamo rosolare per un istante la carne a fuoco vivace e bagniamola poi con un bicchiere di vino bianco.
Evaporato il vino, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere: è vitella, ma è anche un fagottino, ci vorrà quindi una ventina di minuti, durante i quali è lecito aggiungere una tazzina d'acqua.
Non dimenticate di togliere lo stuzzicadenti, quando li avete nel piatto!

Houston abbiamo (risolto) un problema e altre sciocchezzuole di cronaca per cominciare bene il weekend - la rassegna stampa di Eva di sabato 25 giugno

Huguette Clark strikes again! Dopo aver vissuto una vita misteriosa e riservatissima, la miliardaria americana, morta a 105 anni e di cui l'Eva di oggi si era già occupata perchè adora questo genere di storie, ha fatto un ultimo, simpatico scherzetto a chi aveva sperato in una sua dipartita più precoce, nominando erede l'infermiera che l'ha assistita per 20 anni e lasciando a bocca asciutta tutti gli altri.
Molto divertente!

Si sarà divertito molto meno il pilota si è fatto beccare ad esprimere commenti sui colleghi e per questo condannato dalla compagnia aerea per la quale lavora a seguire un corso sulla diversità. Fosse successo qui da noi, il pilota si sarebbe
indignato e avrebbe invocato il sacrosanto diritto a non essere intercettato. Ma per fortuna è successo a Houston e gli hanno dato una lezione. Letteralmente.
E sempre in tema di eredità e di speranzosi rimasti a bocca asciutta, è stato ritrovato a casa di Ryan O'Neal (chi non ha sospirato per la lacrimosa Love Story della quale era il protagonista?) un quadro dipinto da Andy Warhol e raffigurante Farrah Fawcett. Si credeva perduto per sempre e invece è ricicciato. Evviva!
Vi sentite divorati dal tarlo dei dubbi? Attenzione, perchè potrebbe non essere solo un modo di dire. Ne sa qualcosa questa povera veterinaria...
E infine, scortesie per gli ospiti... come diceva Zsa Zsa Gabor: "Aveva ragione mia madre: stiratrici si nasce".
E chiediamo perdono alla gentile signora Maria, senza la quale la Eva scrivente sarebbe a stirar camicie invece di rassegnare.




24 giugno 2011

Rock 'n' Roses - La quarta storia

Esistono due fasi della vita di Marianne Faithfull: in una la vediamo interpretare una dignitosissima proletaria inglese, che a causa di un serio problema familiare accetta di lavorare in un’attività che definire particolare è decisamente eufemistico. 

Il film è Irina Palm, se siete curiosi di vedere qual è quest’attività, leggetevi la trama su wikipedia o vedetevi il film. 

Io rovinarvi la sorpresa non ho voglia.