21 giugno 2011

I due pesi e due misure cominciano nelle piccole cose


Nella home del Corriere compare un articolo sulla ragazzina pakistana di 9 anni rapita dai talebani e costretta a fare da kamikaze (per fortuna sua e di altri è stata fermata prima che la bomba esplodesse). C'è anche la foto della bambina, completamente visibile. Dopo un po' la foto viene pixelata, si devono essere accorti (o qualcuno gli ha fatto notare) che anche se pakistana è pur sempre minore e quindi la sua foto non può essere pubblicata. Peccato che se si apre l'articolo la foto compare ancora in versione integrale. La cosa mi colpisce perchè sul Corriere sono sempre attenti a nascondere i visi dei bambini. Però dei bambini italiani o comunque occidentali, non è la prima volta che noto questa disparità di attenzioni. Sui giornali italiani ma anche nelle nostre televisioni (mi hanno fatto notare che pure nel servizio del TG3 la bimba non era mascherata). E penso che tutto sommato giornali e televisioni fanno esattamente quello che facciamo noi, quanti sono i viaggiatori italiani brava gente che nei paesi del terzo o quarto mondo fotografano a tutto spiano vecchi, donne, bambini senza chiedere nessun permesso, per poi mostrarli nei loro album, cartacei o in rete, perchè fa tanto colore mostrare un bambino mendicante in India o cose simili. Però mai e poi mai metterebbero online un bambino bianco benestante incontrato a Londra, New York o Viggiù, come non mostrerebbero mai la foto del figlio dei loro amici.
Altra piccola cosa che mi da fastidio, l'uso del lei/tu, quando incontriamo una persona nuova si usa il lei, ma se è un extracomunitario (solo se è visibilmente povero, nessuno che lo faccia con qualche sceicco pieno di petroldollari) spesso, troppo spesso, si usa il tu. Qualcuno persino si esprime come se si trattenesse dall'usare i verbi all'infinito.

Forse sono solo piccoli esempi, forse anche non importanti, dopotutto ce ne sono tante, troppe, di cose più importanti a cui badare. E mi rendo conto che si rientra nei piccoli gesti a cui nessuno presta molta attenzione, entrati nell'immaginario collettivo e che la stragrande maggioranza di noi fa senza cattiveria e senza malizia, un "così fan tutti" insomma. Ancora più inconsci del non chiedere gli scontrini fiscali. Eppure mi chiedo se forse non sarebbe meglio cominciare da queste piccole cose a sistemare il mondo, almeno quello attorno a noi.

Aggiornamento: ora anche all'interno dell'articolo il viso della ragazzina è coperto, alla fine se ne sono accorti.

1 commento:

  1. maria antonietta21 giugno 2011 18:31

    in effetti, è sempre dalle "piccole cose" che si arriva, poi, a discutere delle grandi o, quanto meno, a porle all'attenzione di chi ci sta attorno. Tra l'altro, lo sfruttamento delle immagini e della vita dei minori è stato sancito da importanti "vademecum": la prima è la Convenzione di New York del 1989 e la seconda è la Carta di Treviso che è stata emanata, dagli Ordini dei giornalisti italiani, successivamente, proprio sulla scorta della prima ed a tutela della figura del minore negli strumenti mediatici! Proprio perchè ispirata da un protocollo mondiale (la Convenzione di New York), la Carta di Treviso non può che riguardare minori di qualsiasi Stato ed etnia....lascio a chi legge ogni ulteriore commento...

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