30 giugno 2011

Licenziamo solo donne, così stanno a casa con i figli


Di italiette paternalistiche degli anni cinquanta ne abbiamo continuamente notizia. Di inviti a sposare figli di uomini ricchi altrettanto. Se siamo incinte non ci rinnovano il contratto. Servizi inesistenti, titoli di studio e creatività accantonati in una scatola di cartone. 

Una fabbrichetta di Inzago (Milano) prima mette in CIG solo le donne, ma c'è un uomo a confermare la regola. Poi, di fronte alla richiesta di avviare le procedure per i contratti di solisdarietà, arriva la grottesca dichiarazione , così come spiega il rappresentante della FIOM CGIL: "le donne pèossono stare a casa a curare i bambini e che comunque il loro è il secondo stipendio"

Dalla parte delle donne a prescindere?



Così al comando del Fondo Monetario Internazionale dopo il .... Strauss-Kahn (ognuno metta al posto dei puntini l'aggettivo che preferisce) arriva una donna, Christine Lagarde. E' una bella signora di una certa età, di quelle che di solito si definiscono di classe.

Una donna per la prima volta dirige l'FMI, succedendo ad un uomo caduto per uno scandalo sessuale di terza categoria. Sembra un successo per le donne, ma lo è davvero? Basta davvero che una donna arrivi a certe posizioni perchè la cosa sia positiva?

Notizie (perplesse) da non perdere - La rassegna stampa di Eva

Ieri a Roma non si è lavorato, in omaggio ai santi Pietro e Paolo, ma qualche notiziola interessante c'è sempre.
Cominciamo da questa, e proviamo a chiederci se quella legislativa è la via migliore per la parità di genere, con riserva di approfondimento, ovviamente.
Donne di successo? C'è questa signora, e quest'altra, ma non è che debbono diventare per forza punti di riferimento, come pure questa signorina qui, non vi pare? Magari basterebbe non essere trattate così, o così, e poi trovare un lavoro, che non sia qualcosa del genere.
Donne che lavorano, donne che vogliono avere figli: ci sembra che questa notizia sia abbastanza neutra, e ci piacerebbe, anche qui, avere un riscontro. E donne che guidano anche se non potrebbero: vi ricordate, ne avevamo già parlato, compatibilmente con i nostri poveri mezzi terremo d'occhio questa cosa per voi e anche per noi.
Chiudiamo con lo sport: anche queste sono donne che ci piacciono, e non ci sembra un caso la mancata qualificazione della nazionale italiana.
Buon giovedì, e buona fortuna.

29 giugno 2011

Camera con vista sull'altro lato della Manica

L'Eva che scrive era di turno per la rassegna stampa di domani, ma non è in condizione di aprire i giornali italiani, né cartacei né elettronici.
Di ritorno da un viaggio all'estero, vuole conservare quanto più possibile il sapore e l'odore e il colore e il rumore della breve vacanza nella sua città del cuore, quella dove torna sempre, anche solo col pensiero, quando ha bisogno di una boccata d'aria fresca.
Pertanto, la rassegna di domani sarà scritta da un altro Evista, e per oggi voi amati 20 lettori potrete dare un'occhiata a quel che Eva ha visto di là dal mare, le piccole cose che l'hanno particolarmente colpita quest'anno e che un po' danno la misura delle differenze fra il nostro attuale Paese e quello in cui in tanti stiamo ancora cercando di trasformarlo.

28 giugno 2011

Rassegna stampa indecisa: ma Napoli riparte?


La nostra rassegna stampa monotematica prende avvio dalla consueta riunione di redazione ( gli Evisti fanno sul serio!) con il grillo parlante del gruppo.

Alla soddisfazione personale per una Napoli che comincia ad essere ripulita con foto pubblicate, è arrivato subito un "" anche berlusconi in una delle sue tante volte che aveva detto l'avrebbe ripulita aveva fatto vedere strade pulite nei tg minzoliniani, peccato che avesse solo spostato da un'altra parte la monnezza, non bastano poche foto per dire che il problema è risolto, si sa dove sono finite le migliaia di tonnellate di mmondizia?"". Come dare torto a chi è così diffidente?
E che fine hanno fatto le mamme antidiscarica di cui abbiamo parlato? E i roghi? E le discariche? 
Vediamo di fare un pò d'ordine perchè non è molto chiaro a chi è fuori da questa meravigliosa città cosa sta realmente succedendo.

Cominciamo di Giggino con la sua frase storica “Guagliù, mo amma scassato veramente”. Abbiamo scassato, rotto, frantumato tutto: il vecchio sistema e i nuovi affari, quello che qui chiamano il “bassolinismo” e il nuovo, terribile, potere che si presentava sulla scena, quello di Nick ‘o mericano e dei suoi inquietanti alleati. Apre così la festa di Napoli e dei napoletani Luigi de Magistris. e, subito dopo, si ritrova a fare i conti con una Lega che proprio non ne vuole sapere. Lo sentiamo qui: 

Ma allora, il rischio salute c'è? E Napoli è pulita o no? Si ricomincia a vivere? 
Alla Eva che scrive piace molto l'iniziativa dei Friarielli Ribelli che cercano adepti così: "I Friarielli Ribelli si battono per la riappropriazione degli spazi verdi urbani lasciati al degrado e all'incuria, vogliono che la città ritorni a respirare, e per questo vanno in gira alla ricerca di quei pochi angoli di terra nel cemento per lanciare i loro attacchi verdi, piantando piante, orti e fiori. Se vicino casa tua c'è un aiuola al caso nostro e sei disponibile a prendertene cura in futuro, contattaci!"
Comunque vada, non abbandoniamo i cittadini napoletani. Diffondiamo le immagini della risocssa e della voglia di vento nuovo che soffia.
Nessuno si senta abbandonato !!!


27 giugno 2011

Le parole sono importanti

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato alcuni articoli: questo, quest'altro, e poi questa cosa qui.

Tra i nostri quaranta lettori, alcuni hanno fatto clic sul bottone "mi piace", altri sul bottone "non mi piace", qualcuno anche sul "parliamone". E sì, prima che lo chiediate, crediamo proprio che questi bottoni debbano molto a Montagna di Zucchero.
Noi però volevamo dire una cosa diversa, anzi, più di una.

Primo, questo non è un blog di attualità, non abbiamo le risorse per stare sul pezzo come chi ha alle spalle testate giornalistiche, ma si trattava di storie troppo forti per passarle sotto silenzio, specie quella di domenica scorsa.

26 giugno 2011

Notizie (domenicali) da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Il mondo va avanti, e l'Italia scende, senza neanche aspettare che si fermi: nella classifica della libertà di stampa, come in quella del PIL pro-capite. E scende anche in quella dei diritti civili: nella notte italiana lo Stato di New York ha detto sì alle nozze tra persone dello stesso sesso, noi qui invece ci smazziamo ancora questo signore. Tanto è vero che adesso ci facciamo scavalcare anche dal Vaticano. Insomma, direi che ce la battiamo bene con questi signori qui.
Del resto, l'aria non ci sembra sia tanto cambiata, non vi pare? Tanto è vero che, pare, in Italia le donne devono farsi strada con tutti i mezzi possibili, magari rifacendosi a modelli di parecchi anni fa.
Comunque, è bene abituarsi sin da piccole, non vi pare? Poi, da grandicelle, possono anche laurearsi così.
Parliamo ancora d'altro: Romeo e Giulietta erano veneti, non è vero? Ed in veneto hanno ancora le idee chiare in materia, sembra.
Insomma, sarà il caldo, ma per questa domenica è meglio fermarsi qui: buona giornata e, stavolta sì, andate a mare.


25 giugno 2011

L'ultimo saltimbocca


Napoletano residente a Roma da sempre, la cucina di casa mia è indubbiamente eclettica; non mancano piatti romani, ma solo i più semplici.
Oggi propongo i saltimbocca (alla romana appunto), che qualche volta vedo, con raccapriccio, sui menù dei locali per turisti scritti con l'apostrofo: salt'imbocca, proprio così.
Ristabilita la verità dell'ortografia, possiamo dedicarci alla cucina.
Per quattro persone servono 600 grammi di fettine di vitella, tante fettine di prosciutto crudo quante sono quelle di carne, foglioline di salvia, olio e burro ed un buon bicchiere di vino bianco.
Attenzione, non voglio entrare qui nella polemica delle fettine, se vadano o non vadano battute, vi invito quindi a chedere ed a fidarvi del vostro macellaio, che magari ne inciderà anche i bordi per non farle arricciare in cottura; se siete di quelli che comprano (quorum ego) le fettine del supermercato nelle vaschette, il mio consiglio è di non fare niente, visto che ci vuole molto poco a rovinare la carne.
Dopo questa doverosa premessa, rimbocchiamoci le maniche; si tratta di porre su ogni fettina di carne una fetta di prosciutto ed una fogliolina di salvia. Vista la presenza del prosciutto io non aggiungerei sale.
A questo punto la regola romana invita a piegare a libretto la carne, fissandola con uno stuzzicadenti, anche se a casa mia, forse per la attrazione degli involtini napoletani (ve ne ho già parlato qui), si è sempre preferito arrotolarla. Ovviamente, sentitevi liberi di scegliere la soluzione che preferite.
Possiamo passare alla cottura, con un cucchiaio d'olio ed un ricciolo di burro nella padella antiaderente; sciolto il burro facciamo rosolare per un istante la carne a fuoco vivace e bagniamola poi con un bicchiere di vino bianco.
Evaporato il vino, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere: è vitella, ma è anche un fagottino, ci vorrà quindi una ventina di minuti, durante i quali è lecito aggiungere una tazzina d'acqua.
Non dimenticate di togliere lo stuzzicadenti, quando li avete nel piatto!

Houston abbiamo (risolto) un problema e altre sciocchezzuole di cronaca per cominciare bene il weekend - la rassegna stampa di Eva di sabato 25 giugno

Huguette Clark strikes again! Dopo aver vissuto una vita misteriosa e riservatissima, la miliardaria americana, morta a 105 anni e di cui l'Eva di oggi si era già occupata perchè adora questo genere di storie, ha fatto un ultimo, simpatico scherzetto a chi aveva sperato in una sua dipartita più precoce, nominando erede l'infermiera che l'ha assistita per 20 anni e lasciando a bocca asciutta tutti gli altri.
Molto divertente!

Si sarà divertito molto meno il pilota si è fatto beccare ad esprimere commenti sui colleghi e per questo condannato dalla compagnia aerea per la quale lavora a seguire un corso sulla diversità. Fosse successo qui da noi, il pilota si sarebbe
indignato e avrebbe invocato il sacrosanto diritto a non essere intercettato. Ma per fortuna è successo a Houston e gli hanno dato una lezione. Letteralmente.
E sempre in tema di eredità e di speranzosi rimasti a bocca asciutta, è stato ritrovato a casa di Ryan O'Neal (chi non ha sospirato per la lacrimosa Love Story della quale era il protagonista?) un quadro dipinto da Andy Warhol e raffigurante Farrah Fawcett. Si credeva perduto per sempre e invece è ricicciato. Evviva!
Vi sentite divorati dal tarlo dei dubbi? Attenzione, perchè potrebbe non essere solo un modo di dire. Ne sa qualcosa questa povera veterinaria...
E infine, scortesie per gli ospiti... come diceva Zsa Zsa Gabor: "Aveva ragione mia madre: stiratrici si nasce".
E chiediamo perdono alla gentile signora Maria, senza la quale la Eva scrivente sarebbe a stirar camicie invece di rassegnare.




24 giugno 2011

Rock 'n' Roses - La quarta storia

Esistono due fasi della vita di Marianne Faithfull: in una la vediamo interpretare una dignitosissima proletaria inglese, che a causa di un serio problema familiare accetta di lavorare in un’attività che definire particolare è decisamente eufemistico. 

Il film è Irina Palm, se siete curiosi di vedere qual è quest’attività, leggetevi la trama su wikipedia o vedetevi il film. 

Io rovinarvi la sorpresa non ho voglia.

23 giugno 2011

Rassegna stampa di un'Eva che non vuole parlare di politica

A me non dispiace.
Il manifesto della Festa dell'Unità a Roma, quello accusato di mercificare il corpo femminile per via di quelle gambe (nemmeno splendide) mostrate in una sorridente citazione della celebre foto di Marylin sulla grata della metro.
Ma dai, le braccia coperte da lunghe maniche con i polsini bianchi, le ballerine rosse ai piedi non suggeriscono una donna che si offre ma una donna che si lascia accarezzare dal vento nuovo ma... non troppo.
Io, almeno, la vedo così e forse ogni tanto le femministe estreme dovrebbero acquisire un po' di humor e lasciar scorrere via un po' di acido.
La mercificazione del corpo della donna va combattuta convincendo le donne che per arrivare a coronare i loro sogni non è necessario usarlo, questo corpo.
Occorre usare la cosa più preziosa che hanno, il cervello, quello che, con buona pace dei maschi, ci dà un potenziale superiore al loro.
In ogni caso guai a mettere in discussione l'etica sessuale delle donne, uomini: in guardia.


Non eravamo i soli a rimanere imbarazzati, un po' sconcertati dai gridolini, ansiti, gemiti e urla strazianti delle tenniste.
Più hard del porno il sonoro delle partite di Winmbledon e non a caso il pubblico non ne può più.
Divertente immaginare quale "museruola" fisica o regolamentare verrà affibbiata alle urlatrici con racchetta.
A proposito di sport, la longeva e imbattibile ciclista Jeannie Longo vince ancora.
A quasi 53 anni e in silenzio.
Maturità.
Sempre la solita storia, si copia.
E allora?  E' sempre stato così, un tempo abili miniaturisti creavano bignamini da nascondere nei luoghi più strani mentre altri (io) si ammazzavano di studio e di simulazioni anticipate ma non avrebbero mai voluto abbassarsi a copiare.
A lasciar copiare però sì, un tempo era un'arte.
Oggi genitori fanatici usano mezzi da spionaggio per collegarsi con i figli alla prova d'esame e restano online fino alla fine della prova.
Non stupiamoci poi se questi figli non accetteranno di doversi costruire un futuro ma chiederanno ai genitori di costruirlo per loro in modo che, con i dovuti tempi, vi si degnino di accostarsi.

La RAI si priva di Fazio e  Saviano e Vieni via con me approda a La7.
Gepy Cucciari e Saviano commentano i nuovi palinsesti.
Il grande dr. Santoro invece nicchia, ma lui è grande, grandissimo ed il suo IO immenso, vedremo per quali compensi, quali orari e quale trasmissione si concederà con la leggiadria che gli è propria.
Intanto qualcuno alla RAI piange sul latte versato ma è tardi, forse è veramente troppo tardi per salvare l'elefante ferito.
A la7 la sorpresa per molti e la conferma per chi la conosceva già è la forza della comicità pronta e frizzante, diretta e intelligente di Geppy Cucciari.
Ne faremo delle belle.
Risate.

A midsummer morning's review - Notizie dal 23 giugno

L'estate è iniziata da appena due giorni, ma in molti paesi già domani verrà celebrata la Midsummer Night, quella del sogno di Shakespeare, di amanti, fate e incantesimi.
E anche noi ci regaliamo il privilegio di sentirci un po' sognanti, evanescenti, scivolosi e stupidamente allegri. Sensazioni che difficilmente staranno provando invece i nostri figli, fratelli, cugini e amici di famiglia alle prese con il terribile esame di maturità.
Notiamo compiaciuti che quest'anno le tracce non contengono strafalcioni di sorta, ma vorremmo ugualmente porre una domanda alla nostra amata minestra della Pubblica Istruzioni: davvero non c'erano altri pensatori degni di tale nome da accostare a Bobbio, nella traccia politica, invece di appozzare alla produzione di Marcello Veneziani?

21 giugno 2011

I due pesi e due misure cominciano nelle piccole cose


Nella home del Corriere compare un articolo sulla ragazzina pakistana di 9 anni rapita dai talebani e costretta a fare da kamikaze (per fortuna sua e di altri è stata fermata prima che la bomba esplodesse). C'è anche la foto della bambina, completamente visibile. Dopo un po' la foto viene pixelata, si devono essere accorti (o qualcuno gli ha fatto notare) che anche se pakistana è pur sempre minore e quindi la sua foto non può essere pubblicata. Peccato che se si apre l'articolo la foto compare ancora in versione integrale. La cosa mi colpisce perchè sul Corriere sono sempre attenti a nascondere i visi dei bambini. Però dei bambini italiani o comunque occidentali, non è la prima volta che noto questa disparità di attenzioni. Sui giornali italiani ma anche nelle nostre televisioni (mi hanno fatto notare che pure nel servizio del TG3 la bimba non era mascherata). E penso che tutto sommato giornali e televisioni fanno esattamente quello che facciamo noi, quanti sono i viaggiatori italiani brava gente che nei paesi del terzo o quarto mondo fotografano a tutto spiano vecchi, donne, bambini senza chiedere nessun permesso, per poi mostrarli nei loro album, cartacei o in rete, perchè fa tanto colore mostrare un bambino mendicante in India o cose simili. Però mai e poi mai metterebbero online un bambino bianco benestante incontrato a Londra, New York o Viggiù, come non mostrerebbero mai la foto del figlio dei loro amici.
Altra piccola cosa che mi da fastidio, l'uso del lei/tu, quando incontriamo una persona nuova si usa il lei, ma se è un extracomunitario (solo se è visibilmente povero, nessuno che lo faccia con qualche sceicco pieno di petroldollari) spesso, troppo spesso, si usa il tu. Qualcuno persino si esprime come se si trattenesse dall'usare i verbi all'infinito.

Forse sono solo piccoli esempi, forse anche non importanti, dopotutto ce ne sono tante, troppe, di cose più importanti a cui badare. E mi rendo conto che si rientra nei piccoli gesti a cui nessuno presta molta attenzione, entrati nell'immaginario collettivo e che la stragrande maggioranza di noi fa senza cattiveria e senza malizia, un "così fan tutti" insomma. Ancora più inconsci del non chiedere gli scontrini fiscali. Eppure mi chiedo se forse non sarebbe meglio cominciare da queste piccole cose a sistemare il mondo, almeno quello attorno a noi.

Aggiornamento: ora anche all'interno dell'articolo il viso della ragazzina è coperto, alla fine se ne sono accorti.

Rassegna stampa precaria. Eva prova a dare voce a chi non è tutelato


Precari in piazza, ieri 19 giugno, a Roma e  Milano. E anche in Spagna, Portogallo e  Grecia. Uniti nella «giornata dell’indignazione  precaria», hanno manifestato «a fianco del  movimento della Global Revolution che dalle  piazze di Madrid e Barcellona occupate il 15  maggio dagli indignados ha contagiato  l’Europa da Atene a Lisbona, e che anche in  Italia ha contagiato decine di città.
A Roma, in piazza Montecitorio, è iniziato il  presidio permanente con cui precari  manifesteranno contro il Decreto Sviluppo  fino al 22 giugno, data conclusiva del dibattito  parlamentare sul provvedimento
E tra le tante iniziative i precari hanno deciso  di contarsi. Di creare l'anagrafe dei precari, appunto. Qui potete trovare addirittura una rubrica dal titolo "precario fai da te", aiuto, supporto e idee per non perdersi e isolarsi. 
Perchè chi è precario non è protetto, non è garantito. 
Ma pare che i laureati lavorino meno dei diplomati, così dice il Censis. E i giovani non credono più nel "pezzo di carta". La Eva che scrive, però, continua a sostenere che l'Italia è un paese per vecchi che parlano di giovani. Anche con un pò di ipocrisia.È davvero difficile essere giovani in Italia. 
In questi giorni si parla molto di nuove generazioni, ma manca un’attenzione sincera nei loro confronti. Si sono viste molte lacrime di coccodrillo e anche un po’ di ipocrisia. «Non fiori ma opere di bene» verrebbe da dire, se ciò non suonasse un po’ cupo. 
Vediamo perchè, lasciando a chi legge osservazioni e commenti:

Berlusconi: «Nonostante la crisi, abbiamo fatto il possibile per andare incontro ai desideri di milioni di ragazzi» con «misure specifiche per il sostegno ai precari e il piano casa» e introducendo nel mondo della scuola e dell'università «la rivoluzione del merito». 
Brunetta rincara la dose «Le due signore precarie che mi hanno contestato dovrebbero farmi un monumento - Molto probabilmente verranno candidate alle prossime elezioni e magari faranno le sottosegretarie del presidente del Consiglio Vendola o del presidente del Consiglio Santoro». 
E allora per questa generazione, ritorna, come un fastidioso mantra, il consiglio, più atroce che banale, della rassegnazione al lavoro, “qualsiasi e a qualunque costo”. E’ la filosofia che sta dietro tante battutacce, sberleffi e massime di cinismo che si vogliono far passare per buon senso. E’ la morale comoda dei privilegiati. E’ la regola che impone la modernità presunta del presente. 
Ma ci piace pensare anche (non è forse nata da una costola dell'indignazione la nostra stanza?), per dirla con Ulrich Beck,  che  “tanto più il lavoro ci sfugge, tanto più sentiamo il bisogno di difendere i valori e le strutture di una società su di esso fondata” 
Noi ci siamo. 



19 giugno 2011

Se cedono

Bene, non abbiamo idea, a questo punto, se e quando si voterà.
Ma a Roma siamo pronti per la campagna elettorale: ogni tanto intendiamo pubblicare queste due foto (ma vi avvertiremo perché possiate tempestivamente attivare il parental control sul vostro pc) per ricordare ai romani chi hanno avuto lo stomaco di eleggere e per invitarli a non perseverare nell'errore.
Lo faremo perché siamo sicuri che questi due qui accanto e qui sotto - quella col tailleur rosso e quello con l'orologio, guarda caso, nero - faranno di tutto per lasciar cadere nel dimenticatoio quella giornata.
Come si dice, li riconosci dagli amici che hanno.

Vedremo chi rimetterà i pantaloni all'Unità

"Ci somiglia, è una di noi"
"Ognuna di noi è di fatto sola contro il mondo"
Sono queste alcune delle reazioni (emotive) alla risoluzione consensuale del contratto tra Concita De Gregorio e Soru.
Noi, di pancia, siamo dispiaciute per l'uscita di Concita dall'Unità. 

Ma siamo sicure che il suo percorso non è terminato. Le scelte editoriali di un editore privato sono spesso dettate da fattori economici, anche se da storica lettrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci,  mi aspetto un'impostazione meno privatistica e più politica.
Le rendiamo omaggio con un bellissimo articolo  pubblicato sul suo blog. 
Grazie Concita, ti abbiamo ascoltato in Piazza della Scala a Milano e ancora alle manifestazioni di "se non ora quando". Il tuo impegno è fondamentale per tutte le donne e gli uomini di questo paese.

Le donne per strada danno alla luce un tempo nuovo.


Notizie (quasi estive) da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Peccato, oggi non si vota: ci avevamo fatto l'abitudine a passare delle belle domeniche al seggio, invece oggi bisognerà andare al mare. Prima, però, facciamo un salto in Giappone per regalare ai nostri fidanzati questa cosa, così magari non insisteranno più per avere un figlio.
Poi ci sarebbe questa storia qui, tanto per ricordare che è più facile essere ammazzate da qualcuno che conosciamo che da un romeno incavolato.
Quasi estate: infatti ecco una notizia estiva che più estiva non si può; e voi, avete qualche altra istruzione per l'uso?
Ne avevamo già parlato l'altroieri, ve lo ricordiamo oggi: avete guidato con Malan?
Belle notizie: queste signorine non sono nude, ma le loro immagini vanno a ruba.
Infine, ovviamente, irriducibilmente romantici, segnaliamo la storia del bacio di Vancouver: la foto è qui a sinistra; tutti vorremmo essere nei panni di quei due ragazzi, e non solo perché sono giovani e belli.


18 giugno 2011

Nove carciofini e mezzo


Si trovano ancora dei carciofi freschi? Temo di no, ma vorrei comunque condividere con i miei venti lettori un'ultima ricetta che li vede protagonisti, e per la quale si possono utilizzare anche quelli di fine stagione, un po' più duri e magari con il "pelo", che vanno puliti più a fondo e che, alla fine, risultano meno belli da vedere.
Proviamo quindi ad utilizzarli per arricchire una frittata.
Nota importante: i carciofi in cottura tendono a ridursi, io suggerisco di utilizzarne una piuttosto piccola, così la frittata sarà più alta.
Per quattro persone quattro/cinque carciofi e cinque uova: i carciofi andranno puliti con pazienza e tagliati a spicchi: potete salvare anche il gambo, separandolo dalle foglie.
A questo punto, un paio di cucchiai d'olio, sale, spicchi d'aglio e prezzemolo (se vi piace anche un po' di peperoncino) e quando l'aglio è scuro avanti a rosolare i carciofi con fiamma vivace, almeno per una ventina di minuti. Il tempo quindi di sbattere le uova aggiungendo eventualmente anche una tazzina da caffè di latte (e no, niente parmigiano, secondo me non va bene) e renderle ben schiumose.
Nella padella aggiungiamo dunque l'uovo e abbassiamo la fiamma per non far diventare la frittata troppo scura: quando l'uovo sarà rappreso da una parte è il momento di girarla. Sconsiglio di provare il colpo di polso, aiutatevi piuttosto con un piatto.
Mi voglio rovinare: su questa frittata addirittura un frizzantino bianco potrebbe starci bene.

La retorica delle mele ovvero "chi non ascolta si candida alle sberle"



Mai come in questo momento la politica è stata così lontana dai cittadini. Mai come in questo tempo si tocca con mano il divorzio tra paese e potere politico. Mai come in questo momento l'arroganza e la volgarità offendono i lavoratori, tutti, e non solo i precari .

Imbarazzante. Non ci sono altri aggettivi per definire le ultime affermazioni del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, pronunciate a margine del convegno “I Giovani Innovatori”.
Il ministro, di fronte ad una rappresentate dei “Rete dei precari della P.A.“, non solo ha rifiutato qualsiasi tipo di confronto, ma ha pensato bene di lasciare l’incontro pronunciando poche, semplici parole: «questa è la peggiore Italia».
Un commento sprezzante, inaccettabile proprio perché arriva da un ministro della Repubblica e, nello specifico, da colui che dovrebbe preoccuparsi proprio dei problemi degli impiegati pubblici. Ai pochi, temiamo molto pochi, che non hanno potuto ascoltare le parole del Ministro lasciamo il video originale caricato su Youtube.
Lo stesso Brunetta, peraltro, era intervenuto solo 24 ore prima nella trasmissione “Otto e mezzo“, condotta da Lilli Gruber e in onda su La7. 

Già lì aveva detto : «Basta con la retorica del precariato – aveva attaccato – visto che ci sono 4 milioni di stranieri che vengono a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare, quando ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, quando ci sono le imprese che cercano specializzazioni che non trovano perché nessuno vuol fare quei lavori. Basta con la retorica – ha poi proseguito – ci vuole concretezza. Ogni tanto c’è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: “Bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette”, lei risponde sempre “eh no!”. Se vuole lavorare, invece, quello è il modo migliore. Scaricare la cassette! Per tutti gli italiani! E magari anche raccogliere le mele delle sue parti».

Renato Brunetta - Ministro della Repubblica
Si, ma se Brunetta piange Stracquadanio non ride. E allora vi rimandiamo al lusinghiero giudizio sul popolo del web. 
Ma ci consola far parte del popolo del web. E di non aver bisogno di essere una donna orizzontale. Sicuramente non abbiamo bisogno di fare coming out.
"Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza - insiste Stracquadanio - non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato".



L'ingegno

L'Aquila disse ar Gatto: - Ormai so' celebre.
Còr nome e co' la fama che ciò io
me ne frego der monno: tutti l'ommini
so' ammiratori de l'ingegno mio! - 

Er Gatto je rispose: - Nu' ne dubbito.
Io, però, che frequento la cucina,
te posso di' che l'Omo ammira l'Aquila,
ma in fonno preferisce la Gallina...

(Trilussa) 

17 giugno 2011

Eva guida con Manal - #Women2Drive


Sono le quindici di venerdì 17 giugno.
In Arabia Saudita le donne si sono messe al volante per protestare contro la legge che vieta loro di guidare.
Eva non può non essere al loro fianco e non suonare il suo simbolico clacson.

Dai ragazze, accensione, frizione, prima e via!
Buon viaggio.





Per esprimere sostegno:
Il blog ufficiale: http://www.saudiwomendriving.blogspot.com/
Su Facebook: https://www.facebook.com/Women2Drive?sk=wall e
https://www.facebook.com/pages/Women2drive-Manal-and-Bertha-Woman2drive-17-June-Saudi-Arabia/176962935691371
Su Youtube: http://www.youtube.com/user/HonkforSaudiWomen
Su Twitter hashtag #Women2Drive

Dov'è la Persia?

Chi ha avuto l'onore di incrociare Persepolis quando era ancora meno che un fenomeno di nicchia sa che il primo problema che si presenta è capire come si pronunci correttamente il nome dell'autrice.
Istintivamente, l'Eva che scrive ha optato subito per Marian Satrapì e, a quanto pare, non è andata troppo lontana dalla verità. 

Rassegna stampa di un'Eva che vorrebbe veder cambiare il mondo... più in fretta.

Il matrimonio. Ci si sposa(va) innamorati e desiderosi di percorrere insieme tutta la strada possibile, nell'unione di intenti, nel desiderio di dare forma alla complicità psico fisica, alla voglia di fare "ditta" di una coppia che si ama.
Poi capita che si cambi, che il tempo maturi in modo diverso i componenti della coppia, che la vita trasformi caratteri ed abitudini sino ad arrivare all'estremo, il cambio di sesso di uno dei due. Il che non significa la fine dell'amore e degli altri requisiti che ho elencato prima, significa unicamente il riconoscimento della vera identità di uno dei due. Lo Stato però decide di no, che non è giusto e il divorzio tanto avversato da alcuni partiti (gli stessi i cui componenti lo applicano alla grande e a volte in modo seriale) viene imposto ad una coppia che si ama. Accade a Bologna.

16 giugno 2011

Rassegna videosolidale del 16 giugno

In questi giorni in cui per lunghi momenti ci è sembrato che davvero questo Paese sia molto, ma molto meglio di come per anni hanno cercato di spacciarlo (anche se, in fondo ai nostri evici cuori, la domanda rimane invariata: "Ma dove cappero siete stati in questi 17 anni?", ferma restando la soddisfazione per aver assistito al risveglio collettivo), alcune immagini ci sono rimaste particolarmente impresse:

13 giugno 2011

Rassegna stampa anticipata del 14 giugno. Ma stiamo sul pezzo



Stavolta usciamo con un'edizione speciale. Due ore prima del 14 giugno ma, amici di Eva, non si può non esultare per il risultato raggiunto.

Per una strana congiunzione astrale, estremamente fortunata, la Eva che scrive può firmare quattro righe sulla vittoria della democrazia, ma soprattutto del popolo della Rete. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà ricordato come la prima web-consultazione elettorale della storia italiana: internet infatti è stato nei mesi scorsi il campo di battaglia della sfida referendaria. Ora alla luce dei risultati, si conferma il fatto che i social network non sono soltanto uno strumento di svago, ma una realtà importante per smuovere la partecipazione democratica dei cittadini. Oggi, dal primo minuto dopo le 15, il web si è trasformato nel luogo della festa.

El mundo parla della Monumental bofetada la que ha recibido Silvio Berlusconi, que ya no podrá agarrarse a presuntos problemas de agenda para no personarse en las vistas de sus procesos penales. Más del 95% de los votantes en los referendos que se celebraron entre el domingo y este lunes ha decidido derogar la ley de "legítimo impedimento" que desde abril del año pasado le servía a 'Il Cavaliere' de escudo judicial y a la que el 'premier' se aferraba para no sentarse en el banquillo de los acusados por los cuatro juicios que tiene pendientes alegando que sus obligaciones como primer ministro le imposibilitaban a ello.

Noi Eviste conosciamo bene la potenza del web (non a caso la redazione delle Stanze è formata da amici di rete) e partecipiamo attivamente a "Democrazia 2.0", una forma di partecipazione diretta del web-cittadino alla vita politica. E così tutti a festeggiare, ovviamente recuperando in rete gli indirizzi.

E, a proposito di rete, blog e passaparola vi informiamo che esiste una rete antitalebani. Leggete qui:

Il Dipartimento di stato e il Pentagono hanno già speso almeno 50 milioni di dollari per creare una rete indipendente di telefonia mobile in Afghanistan, usando i ripetitori delle basi militari nel Paese. L'operazione è mirata a contrastare l'abilità dei talebani a spegnere le telecomunicazioni afghane ufficiali. Il governo americano, inoltre, sta finanziando la creazione di reti wireless nascoste per permettere agli attivisti di comunicare oltre la portata dei governi in paesi come Iran, Siria e Libia.

E poi...

Dopo Usa e Canada La «Marcia delle zoccole» è approdata in Europa, in Australia e in America Centrale. Centinaia di donne in minigonna e scarpe con tacchi vertiginosi hanno sfilato per le strade per protestare contro chi dà la colpa alle vittime di violenze sessuali per indossare vestiti troppo succinti. Le SlutWalk (marce delle zoccole) erano iniziate ad aprile scorso a Toronto dopo che un ufficiale della polizia aveva dichiarato che le donne dovrebbero evitare di vestirsi come «sluts», zoccole, per non essere violentate o molestate. Le proteste si erano poi diffuse negli Stati Uniti e, durante il weekend sono state organizzate a Città del Messico, a Matagalpa, in Nicaragua, e nella capitale dell'Honduras, Tegucigalpa. A Città del Messico donne e uomini hanno manifestato insieme portando striscioni con le scritte: «No vuol dire no»

E, per finire, una precisazione.

Sembra davvero incredibile, ma a quanto pare la storia di Amina, la bloggersiriana rapita pochi giorni fa, era una bufala! Mentre il mondo si commuoveva per la scomparsa di questa giovane ragazza, Amina Abdallah Araf, ecco che veniamo a sapere che in realtà Amina non esiste e non è mai esistita! In realtà Amina era Tom, uno studioso quarantenne americano residente in Scozia, che ha finalmente confessato la verità.
L’uomo, che con la notizia del rapimento aveva fatto preoccupare moltissime persone in tutto il mondo, non crede di aver fatto nulla di male: “Non credo di aver fatto male a nessuno – ha scritto sul suo Blog -. Ho creato una voce per problemi che mi preoccupano fortemente”.


Voi cosa ne pensate? Come ci si può fidare delle identità che nascono su internet alla luce di fatti del genere?

Noi però ci abbiamo messo la faccia, visitate la pagina dei componenti. Ci troverete tutti lì.

Anche la Legge sa parlare di sentimenti

Mi ha colpito questo articolo di Repubblica. La sentenza di cui parla potrebbe essere una di quelle definite storiche. Secondo la Cassazione “la convivente ha gli stessi diritti di una moglie”. Non male in un paese in cui i vari leader politici si riempiono la bocca di lodi per la famiglia “normale”, fatta da un uomo ed una donna sposati in chiesa, spesso con poca coerenza personale visto che chi più loda questa famiglia meno la pratica, ma questa è un'altra storia.
Tornando all'articolo sembra di leggere di uno scontro fra concezioni diverse, la Cassazione ha definitivamente chiuso una vicenda in cui una famiglia “normale” chiede che non vengano riconosciuti gli stessi diritti all'”altra” famiglia. Non voglio entrare nel merito specifico, le vicende personali sono sempre complesse e dietro ad un articolo stanno storie di persone e di vite e non è corretto farne argomento di conversazioni da bar o da blog.
Ma mi ha colpito come anche una sentenza possa parlare di sentimenti e possa farlo in un modo quasi poetico, perchè dire che un rapporto vale quanto un matrimonio “quando esiste una comunanza di vita e di affetti e di una vicendevole assistenza morale e materiale”  trovo che sia poesia. E che parli al cuore delle persone oltre che alla testa.

Si può fare



Coraggio, andate a votare.

12 giugno 2011

Notizie e voti da non perdere - La rassegna stampa (referendaria) di Eva


, buongiorno.
Oggi ci sarebbero solo quattro parole da dire, ma proviamo ad allargare il discorso su quanto accaduto ieri, e soprattutto su quanto hanno detto ieri, tipo giocare d'anticipo : carino, non è vero? Tra l'altro, noi ci siamo andati, e abbiamo trovato tanta allegria e tanta rabbia, ma di quella bella, che mette voglia di impegnarsi, un po' come - pare - quella che in tutta Italia ribolle da qualche mese a questa parte.
, parliamo ancora d'altro: tipo questa storia che è ancora più brutta.
, questa è un'altra storia, che magari ci piace di più, siamo elitisti ed anche un po' etilisti (o viceversa, fate voi).
, gli americani sono gente strana: tutti gli affari privati di un politico e, pare, neanche una storiellina di sesso, che noia.
A questo punto c'è solo da concludere: buon referendum a tutti.


11 giugno 2011

Gorgonzola now


Va bene da solo, con le pere ma anche con il risotto, ed un risotto con il formaggio dalla muffa nobile vi propongo oggi, o miei venti lettori, avvertendovi che se vi piace quello cremoso e dolce non è il caso che andiate avanti: questo risotto ha da puzzà.
Per quattro persone quattro pugni di vialone nano (o di carnaroli, in difetto), una cipolla bianca, una confezione di panna da cucina (100 grammi), centocinquanta grammi di gorgonzola piccante (vi suggerisco quello di Croce, che è anche abbastanza compatto), mezzo dado da brodo, una noce di burro, comunque meno del solito, per favore, ed un bicchiere di vino bianco.
Si comincia come per tutti i risotti, facendo appassire la cipolla affettata sottile nel burro, poi facciamo tostare il riso e bagnamo con il vino.
Quando il vino sarà evaporato, aggiungiamo la panna, il dado da brodo ed il gorgonzola tagliato a pezzi; bisognerà tenere la fiamma bassa finchè il formaggio non sarà sciolto, e girare spesso il tutto per non farlo attaccare alla pentola. Ammesso aggiungere mezzo bicchiere d'acqua per facilitare l'amalgama.
Il risotto dovrà cuocere per i consueti 18 - 20 minuti, ma in questo caso non possiamo dedicarci ad altro, perchè c'è poco liquido: bisogna continuare a girare, un classico risotto all'onda, insomma, che dovrà rivelare sfumature azzurre e verdi sul bianco del riso e della panna.
Sconsiglio di aggiungere sale a questo risotto, e vi suggerisco uno chardonnay friulano (di quelli che profumano di peperone) per accompagnarlo.

Cinque cose e due video da non perdere - La rassegna stampa di Eva dell'11 giugno

Ancora indecisi se andare a votare? Vediamo se, con questo video, vi aiutiamo a far cadere gli ultimi dubbi... e poi domenica piove, che ci andate a fare, al mare?
Nel caso non bastasse, vogliamo darvi un altro aiutino, qualora pensaste ancora che l'acqua privata è buona cosa. Mettetevi comodi e guardate la storia dell'acqua in bottiglia. Alla fine, le vostre certezze sulla tenerezza della particella di sodio saranno - speriamo - sgretolate.
Quindi, mettetevi in borsa un piccolo termos di acqua del rubinetto e andate ad affrontare il caldo estivo (quando arriverà...). E vestitevi come vi pare, soprattutto se siete donne. Se qualcuno trovasse qualcosa da ridire sul vostro abbigliamento, raccontate le marce delle Slut Walkers, che rivendicano il diritto ad andare in giro abbigliate
come meglio credono, senza essere accusate di provocare reazioni violente in maschi idioti.
Affinchè non ci siano dubbi sulla sua obiettività, Eva rassegna un articolo del raffinatissimo New Yorker, che racconta come gli scandali sessuali in politica non coinvolgano solo gli uomini ma - surprise! surprise! - anche le donne.
Il premio "Cretino della settimana" (istituito per l'occasione), a insindacabile giudizio dell'Eva rassegnista di oggi, va a questo marito friulano che ha messo in rete le foto della moglie per ravvivare il rapporto coniugale un po' ammosciato. All'insaputa della moglie, naturalmente... Eva, gandhianamente contraria alla violenza, di fronte a episodi come questi, non potendo invocare Darwin, ricorrerebbe volentieri ad una mazza chiodata.
Oggi è sabato ed è giornata di silenzio delle campagne referendarie. Giornata di riflessione, per decidere come votare. Eva non ha dubbi: e urla il suo SI' 4 convinte volte.





10 giugno 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane - Ultimo imperdibile episodio

...continua da qui



Cinque anni dopo, ma anche tre giorni prima, o un periodo a caso.
Mary Alice’s voice off [la camera si muove con carrellata dall’alto verso il basso e poi segue il percorso della strada principale]:
A Wisteria Lane ha piovuto una sola volta. Nevica a Natale, qualche volta passa un tornado, ma per il resto dell’anno il tempo è sempre bello, soleggiato e temperato. Non c’è ragione perché oggi sia diverso.Le mie amiche sono di nuovo riunite per la partita settimanale di poker, mentre altrove, nel deserto, un uomo e una donna cercano di dar voce alle vittime, e un medico lotta perché di vittime, del caso, ve ne siano sempre di meno. Dall’altra parte del mondo, una giovane donna continua a dimostrare al suo anziano compagno che la vita è un’esperienza straordinaria.
Tutti ricordano il giorno dell’orso bianco, ma nessuno vuole pensarci. Forse, se lo facessero, potrebbero prevedere quanto sta per succedere. O forse no. Nessuno può immaginare che oggi sarà diverso.

Una fumosa nube nera si scaglia con violenza lungo le strade di Wisteria Lane.

La gente esce di casa urlando in preda al terrore.

Il caos imperversa ovunque.

Gli investigatori e i medici assistono alla scena dagli schermi dei televisori.

È Catherine la prima a capire cosa sta succedendo: - Guardate, è Bree Van de Kamp Hodge Van de Kamp!

Bree è immobile in mezzo alla strada. Lo sguardo fiero, il tailleur perfettamente stirato. Accanto a lei, Lynnette e Gabrielle si tengono per mano, guardando nella sua stessa direzione.

- Che donna! Che donna! – esclama House fra una manciata di popcorn e l’altra. La Cuddy e Cameron corrono a prendere appuntamento con il parrucchiere per tinta e messa in piega.

Per un attimo il tempo sembra fermarsi, mentre Bree estrae l’arma con cui ha deciso di affrontare il mostro di fumo. Susan piange e saltella istericamente dietro la finestra.

- Questa è Wisteria Lane. Questa è casa nostra. Tu. Non. Passeraiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

Bree aziona il nuovissimo super-aspirapolvere ultra, brevetto della NASA. Con un urlo terrificante, la nube scompare nel tubo.

E, finalmente, è di nuovo notte a Wisteria Lane.

Medici e investigatori hanno raggiunto i Wisteriani per celebrare degnamente il coraggio di quella donna straordinaria.

La camera arriva in carrellata dall’altro, a mostrare i volti sorridenti, i brindisi, gli abbracci di amici vecchi e nuovi. A poco a poco, la gente dell’orso si ritrova e, mentre la camera si allontana di nuovo verso l’alto, sullo sfondo passano Jack, Kate, Sawyer e Sayid, saltellando su un piede solo e sventolando le mani da destra a sinistra, da sinistra a destra, alto in basso, basso in alto, fate volteggiare la vostra dama e si ricomincia! I quattro escono dall’inquadratura.



Ma gli scettici sognano pecore elettriche?

Sapete, nella vita di ognuno di noi, quel tale che un bel giorno ci compare all'improvviso alle spalle e si mette a spiegarci che no, le stelle cadenti non sono lacrime di déi in grado di esaudire i nostri sogni ma meteore che attraversando l'atmosfera si incendiano per la reazione blablablablabla? 
Immagine di Andy Riley
O che si può realizzare un cerchio nel grano con un pezzetto di legno, la carta millimetrata, i permessi e blablablabla?

Quel tipo che, nel migliore dei casi, è giusto un po' noioso? 

Ecco. 

In una piccola porzione di mondo da questa parte dello schermo, quel tipo lì è l'Eva che scrive. 

Rassegna stampa di un'Eva che non si arrende al mal di testa e domenica andrà a votare.

Domenica mattina, e prima delle ore 10,  Eva andrà a votare per i Referendum abrogativi su quat­tro que­siti re­fe­ren­dari del 12 e 13 Giu­gno 2011, che ri­guar­dano: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione di fatto dell’acqua pre­vi­sta dal de­creto “Ron­chi” (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare.

E non ci andrà da sola.
Di certo porterà la sua nonna e quella di Adamo, quella del suo amico Beppe e la vicina di casa che usa il deambulatore per spostarsi.
Porterà anche sua nipote Francesca,che ha compiuto 18 anni il 6 giugno... almeno una volta Francesca potrà dire non  soltanto di aver votato ma anche di

9 giugno 2011

Rock 'n' Roses - La terza storia

La sequenza è onirica, come l’inizio della canzone; si sovrappongono differenti tracce audio: elicotteri, musica, una voce.
Saigon. Cazzo. Sono ancora soltanto a Saigon.

Immagini. Soldato sul letto. Soldato che si ferisce una mano tirando un pugno contro una vetrata. 

La musica. The end dei Doors. 

Rassegna cinefila - Le notizie del 9 giugno

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Vi sarete accorti che in questi giorni Eva è un po' salterina.
Rassicuratevi: non abbiamo smesso di partecipare, ma anche qui tira aria d'estate, qualcuno gira il mondo, qualcuno va semplicemente in ferie, qualcun altro ha bisogno di recuperare un po' di sonno arretrato, tutti, ma proprio tutti aspettiamo col fiato sospeso domenica e lunedì prossimo (checché ne dicano ai TG, si vota il 12 e 13 giugno, ricordate!) e ripetiamo come un mantra "51 per cento, 51 per cento, 51 per cento..."

7 giugno 2011

Rassegna sparsa de Le Stanze di Eva. Di Aids non si muore più, di "protocollo" si.

Era il 5 giugno 1981 quando su Morbidity and Mortality Weekly Report, la rivista dei Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti, venne pubblicata la strana storia di 5 giovani omosessuali maschi di Los Angeles che avevano contratto una polmonite da Pneumocystis carinii.
Quell’articolo, come si ricostruì più tardi, descriveva in realtà i primi casi di quella Sindrome da Immunodeficienza acquisita che accompagna l’umanità ormai da trent’anni, modificando la vita di milioni di persone e la storia della medicina.
A trent’anni di distanza, si può dire che l’Aids è stata la peggior pandemia della storia dell’umanità con oltre 60 milioni di infezioni, quasi 30 milioni di morti e nessuna cura definitiva in vista.

Aveva 46 anni. I parenti accusano: "Le hanno bucato l'intestino". La clinica: "Abbiamo seguito i protocolli". La Procura ha aperto un'inchiesta. Già, perchè "La Commissione d'inchiesta sugli errori sanitari intende acquisire ogni dato utile a conoscere quanto accaduto alla donna di 46 anni, ricoverata per un intervento ginecologico in una casa di cura di Palermo e deceduta venerdì scorso a causa di una setticemia, dopo un mese di complicazioni, tre operazioni e sofferenze tremende".
 
Che cosa succede se, in caserma, il sergente piomba alle spalle del caporale, lo cinge con le braccia, lo attira a sé e gli stampa un vorace bacio sul collo? Nulla.
Neppure se il caporale non è consenziente? Neppure.
E se il caporale è donna e denuncia il sergente al Tribunale militare per molestie sessuali?
È possibile che il superiore, denunciato dal subalterno, sia condannato dal Tribunale militare, ma che, poi, la condanna venga annullata dalla Cassazione.

Ti amerò fino ad ammazzarti, recitava il titolo di un film del 1990. O meglio, in questo caso, al tentato omicidio. Accade a Piazza Armerina, in provincia di Enna. Un marito infedele, una moglie stanca di sopportare e l'idea di vendicarsi, assassinandolo. Come nel film americano in cui Tracey Ullman, consorte tradita del pizzaiolo italo-americano Kevin Kline, cercava in tutti i modi, senza riuscirci, di eliminare il fedifrago coniuge. Solo che nel film il lieto fine trionfava mentre per la donna siciliana, 50 anni, non è andata bene. 


E, infine, una notizia di servizio. Vi segnaliamo Codice Donna, un’associazione di avvocate specializzate nel diritto di famiglia, civile e penale e nel diritto del lavoro, in un ottica di genere. Presta attività di consulenza e assistenza a favore delle donne.
Ciascuna avvocata ha un percorso professionale che si è costruito coniugando l’attività in un’ottica di genere, a sostegno di tante donne che hanno avuto difficoltà nella loro vita quotidiana, sia in famiglia, sia nella realtà lavorativa.
Qui trovate tutte le Normative Regionali sulla violenza contro le donne e, se necssario, ma ci auguriamo di no, vi segnaliamo che l’associazione ha la propria sede presso la Casa Internazionale delle Donne, in Roma, Via della Lungara, n.19, per appuntamento telefonare al n. 06.3221495, studionasp@mclink.net.

Buona giornata Eviste ed Evisti. 

E andate a votare per i referendum!!!

6 giugno 2011

Tanti ma tanti anni fa


No, non c'era nessuno di noi, sessantasette anni fa, quando arrivarono gli americani a Roma; e no, non era Alberto Sordi con i suoi amici, ma gli americani quelli veri, che venivano dall'altra parte del mondo.
A raccontare quel giorno ci si mise anche Malaparte, ma forse la sua storia cedeva troppo al gusto per la battuta, con l'ufficiale gentile che davanti al Colosseo gli chiedeva scusa per l'ottimo lavoro dei bombardieri - e del luglio '43 forse dovremo parlare anche qui, una volta o l'altra.
Per ricordare quel giorno la Provincia di Roma ha organizzato questa cosa che è decisamente interessante.
Sono immagini a colori scattate nel giugno e nel luglio del 1944 da fotografi al seguito dell'Ottava Armata britannica: se possiamo fare un appunto, dal momento che soggetto delle foto sono i militari angloamericani (ed alcune immagini di Roma da cartolina), non sono in grado di aiutarci a ricostruire quelle giornate dal punto di vista dei romani, anche se ci aiutano comunque a ricordare perché quel giugno 1944 non fu solo sigarette, caramelle, cioccolata e calze di seta, ma un segno, dopo venti anni di dittatura e tre di guerra, per ricordare che un popolo si deve anche salvare da solo.
E questa è una lezione che oggi è sempre attuale.

5 giugno 2011

La mandorla, di Nedjma

L'Eva lettrice compulsiva ha un'insana passione: quella di frequentare mercatini dell'usato, a caccia di libri. Non libri antichi, di valore antiquario, ma libri interessanti che sazino la sua fame inestinguibile di belle storie.
A volte, in mezzo a volumi dozzinali per forma e contenuto, Eva ha la fortuna di scoprire veri piccoli gioielli. E' stato così che si è innamorata di Elizabeth von Armin e di Muriel Spark, per esempio.

L'ultima incursione in quel meraviglioso luogo di perdizione libresca che è il reparto dedicato del Mercato per la Lotta alla Fame nel Mondo di Forlì ha fruttato tre sporte di libri, tra i quali il primo ad essere iniziato è stato questo testo, a metà tra il saggio e l'autobiografia romanzata, che racconta l'educazione sentimentale e sessuale di una donna marocchina.
Pubblicato per la prima volta in Francia nel 2004, non è certo l'ultima novità approdata sugli scaffali.
I piani di lettura sono diversi. Il più semplice è quello di racconto erotico e sensuale, con descrizioni esplicite di rapporti sessuali, che però non diventano mai volgari né fanno della Mandorla un'opera di pornografia.
L'aspetto sociologicamente più interessante è l'addentrarsi dell'autrice (che scrive sotto pseudonimo) nei segreti dei matrimoni del Maghreb, nei riti - spesso crudeli e umilianti - ai quali le donne devono sottoporsi per essere ritenute degne dei loro - spesso indegni - sposi.
A Eva è piaciuto molto seguire l'evoluzione della protagonista, Badra, che si ribella alle convenzioni, scappa, ama, si emancipa.
Da essere sottomesso diventa una donna libera che scopre di avere un potere immenso: quello del sesso. E impara ad usarlo, a farne un valore, senza esserne usata e senza divenirne schiava.

La Mandorla, Nedjma - Einaudi, 11 euro