Visualizzazione post con etichetta cronache. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cronache. Mostra tutti i post

20 febbraio 2012

La crisi 2.0

Ricevo e volentieri pubblico

Nelle aziende del web 2.0 sembra che tutto sia 2.0, anche i rapporti nelle aziende fra vertici e dipendenti. Ecco, già questi termini sono 2.0. non c'è più il padrone, ci sono i vertici, non c'è più i lavoratori, ci sono i dipendenti. Ed i vertici aggiornati con i tempi comunicano con gli strumenti 2.0, i social network aziendali. I grandi capi non comunicano più usando scarni comunicati ma usano i blog aziendali per fare conoscere i loro pensieri, le loro speranze, i loro obbiettivi. Tutto per mostrare che sono come umani, che sono come noi. E tutti possono intervenire, tutti sono invitati a partecipare, comunicare, interagire. E se la lingua aziendale è l'inglese è un fiorire di "Hi xxx..." dove xxx è il nome del C.E.O. o del V.I.P. di turno, come se nella FIAT di oggi l'operaio potesse scrivere "Ciao Sergio...".

11 settembre 2011

Un altro 11 settembre


Per ricordare Salvador Allende, socialista, presidente della Repubblica del Cile, ucciso dai generali golpisti l'11 settembre 1973.

14 luglio 2011

Fine vita: mai


Insomma, i giochi non sono ancora fatti, ma poco ci manca; andrà in terza lettura al Senato, ma la legge sulla dichiarazione anticipata di trattamento è in dirittura di arrivo, e ci vieterà di decidere cosa fare del nostro corpo quando sarà arrivato il momento. Peggio di quanto potessimo immaginare, e di quello che vi avevamo raccontato qui.
Con la dichiarazione anticipata di trattamento, così come è uscita dalla Camera dei Deputati, non
si potranno indicare i trattamenti da rifiutare, ma solo quelli che accetteremo, ed avrà quel modestissimo valore che la legge le conferisce solo alla fine dei nostri giorni.
Saremo prigionieri di un groviglio di commi, cavi e tubi, e nessuno potrà liberarci.
Insomma, stanno violando l'articolo 32 della Costituzione e negando il diritto del cittadino di poter disporre di se stesso.
Dal diritto alla vita stiamo passando all'obbligo di vivere.
E noi vogliamo permettere che degli estranei (287 parlamentari nominati con il Porcellum) decidano per noi?

8 luglio 2011

Non è una bella giornata per morire


E' in aula alla Camera il disegno di legge sul testamento biologico, e non è un bel vedere.
Il titolo è un grande esempio di bispensiero (avete presente 1984?), in quanto recita: "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento", ma le regole sono ben diverse.
Cominciamo intanto col dire che, evidentemente ancora sull'onda emozionale del caso di Eluana Englaro, all'articolo 3 viene precisato che l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita e non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.
Dopo aver posto una serie di vincoli formali e sostanziali alla dichiarazione anticipata di trattamento, come quello del divieto di inserire indicazioni che integrino le fattispecie di cui agli articoli 575, 579 e 580 del codice penale (omicidio, omicidio del consenziente ed istigazione al suicidio), all'articolo 7 si dice chiaro e tondo che le volontà espresse dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono prese in considerazione dal medico curante che annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno.
Ancora: siccome la dichiarazione anticipata di trattamento (ci rifiutiamo di chiamarla DAT e continueremo a definirla per esteso) ha un senso quando il dichiarante non può più cacciare a calci il medico dal suo letto, è prevista la nomina di un fiduciario, che è l’unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico curante.
Nel caso di controversia tra medico curante e fiduciario, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici composto da un medico legale, un anestesista-rianimatore ed un neurologo, sentiti il medico curante e il medico specialista della patologia. Però il parere espresso da questo collegio non è vincolante per il medico curante, il quale non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico.
C'è da dire che ai medici, in realtà, questa legge non piace per niente, visto che li lascia soli alle prese con scelte che nessuno di noi vorrebbe mai fare e li pone tra di fuochi: i parenti o il fiduciario del malato che vorrebbero dare corso alla sua volontà e lo Stato etico, che dice come dobbiamo morire.
Si prevede che per martedì 12 luglio si arriverà al voto finale: noi, ovviamente torneremo sull'argomento, suggerendovi, se già non l'avete fatto, di leggere qui; potrebbe essere utile.

6 luglio 2011

Eva in corso - Un tram chiamato desiderio


Questa storia è cominciata qui ed è continuata qui.

Adesso possiamo proporvi quasi un lieto fine: il famoso tesserino è arrivato, come potete vedere qui sotto.

Ovviamente, abbiamo cancellato i dati del titolare della tessera di libera circolazione, sempre per le solite buone ragioni.


Ma direte voi: tutta questa fatica per la ricevuta di un versamento di dieci euro su di un conto corrente postale?

E noi rispondiamo di sì, perché la vita è faticosa, anche e soprattutto per chi ha diritto a qualcosa. Comunque abbiamo una specie di presentimento, che non abbiamo ancora finito di occuparci di questa storia.

4 luglio 2011

Censura del Web?


Avrete sentito il tam tam sulla Rete in vista del 6 luglio, quando entrerà in vigore una delibera dell'AGCOM che potrebbe, secondo alcuni, riportarci al Medioevo: attenzione, quelle linkate sono soltanto linee guida (capitolo 3.5), non abbiamo trovato un articolato vero e proprio.
In breve, sembra che nel giro di cinque giorni l'Autorità, dopo sommaria istruttoria in contraddittorio, potrebbe ordinare la rimozione di un contenuto che violi il diritto d'autore, o il blocco dell'indirizzo IP ove il contenuto sia collocato su di un sito estero: lo dice meglio di noi qui Guido Scorza e qui un intervento di Punto Informatico.
Insomma, si tratterebbe di una invasione di campo di una Autorità amministrativa nei confronti del potere giudiziario.
Il Web è un mondo enorme e libero e c'è anche chi non è d'accordo con questo allarme, ma Paolo Attivissimo per esempio, cui va tutta la nostra stima e del cui blog siamo lettori attenti ed appassionati, ha il vantaggio di vivere in un Paese normale, anche se forse un po' noioso.
Insomma, molti si sono mossi sulla Rete italiana: nel nostro piccolo, noi abbiamo deciso almeno di parlarne, e assicuriamo i nostri quaranta lettori che seguiremo la vicenda.




1 luglio 2011

Lo sapevamo, non è un Paese per donne. O forse sì


Allora, avevamo letto qualcosa in giro per la rete, e ci siamo messi in contatto con la fonte.
L'Istituto Neurologico Carlo Besta ha recentemente presentato i risultati finali di una ricerca, svolta su un campione nazionale, su "Funzionamento e Disabilità negli Stati Vegetativi e negli Stati di Minima Coscienza".
Per chiarezza, lo Stato Vegetativo è una condizione clinica che insorge dopo uno stato di coma causato da un evento acuto (trauma, ictus, anossia cerebrale, ecc.) ed è caratterizzato da mancata coscienza di sé e mancata consapevolezza dell’ambiente circostante, assenza di qualunque gesto volontario e finalizzato di tipo spontaneo e di risposte motorie, verbali e comportamentali a stimoli di diversa natura (visivi, uditivi, tattili o dolorosi), assenza di comprensione o produzione verbale, intermittente vigilanza che si manifesta con la presenza di cicli sonno-veglia (ad es. periodi di apertura spontanea degli occhi), sufficiente conservazione delle funzioni autonomiche tale da permettere la sopravvivenza con adeguate cure mediche, incontinenza urinaria e fecale ed infine variabile conservazione dei nervi cranici e dei riflessi spinali: insomma dalla completa perdita della coscienza di sé e della consapevolezza dell’ambiente oltre ad altre condizioni più strettamente tecniche, che non abbiamo capito e quindi vi risparmiamo; lo Stato di Minima Coscienza è invece una condizione clinica caratterizzata da una grave compromissione della coscienza nella quale, tuttavia, possono essere individuati comportamenti finalizzati, volontari, inconsistenti ma riproducibili, a volte mantenuti sufficientemente a lungo, non configurandosi così come comportamenti riflessi. Lo stato di minima coscienza può presentarsi dopo un coma o può rappresentare l’evoluzione di un precedente stato vegetativo; relativamente alla durata, lo stato di minima coscienza può essere presente per un breve periodo o può perdurare per un tempo più o meno protratto o indefinito fino alla morte del paziente.
Obbiettivo del progetto era raccogliere dati per l’identificazione del funzionamento e della disabilità dei pazienti in tali stati, di rilevare i bisogni di coloro, quasi sempre familiari, che assistono i pazienti, e di valutare il carico assistenziale degli operatori del settore.
Qui in redazione, ahimè, non ci sono specialisti in materia, ma ci ha colpito una parte della ricerca, e precisamente lì dove si apprende che sul campione di 487 “caregiver” (coloro che assistono i pazienti) <-- !more! -->il 70% è di genere femminile e il 56% di età media oltre i 50 anni. Sul piano occupazionale, ci sembra importante sottolineare che il 49% lavora, il 24% è pensionato e il 23% casalingo, e che la grande maggioranza dei "caregiver" di pazienti adulti in Stato Vegetativo o di Minima Coscienza dichiara di aver ridotto tutte le attività nel tempo libero rispetto a prima dell’evento acuto del proprio caro. Per quanto riguarda l’impegno temporale profuso da ciascun caregiver per la cura del paziente, il 55,5% ha dichiarato di dedicarci più di tre ore al giorno, di cui il 22% tra le 4 e le 6 ore quotidiane, il 12% oltre le 6 ore al giorno. La maggior parte dei caregiver dei minori, invece, dichiara di prestare assistenza continua 24 ore al giorno. Il 29% dei caregiver dichiara di dedicarsi alla cura del paziente perché si sente il più adatto a farlo, il 14% perché non c’è nessun altro, e tra le risposte più frequenti, nel 37% indicato come “altre motivazioni”, molti hanno risposto che si occupano del loro caro per amore.

E noi proprio qui volevamo arrivare.
Insomma, considerato che poche regioni, principalmente del Nord e Centro Italia, hanno strutture specialistiche dedicate, il peso dell'assistenza - nonostante tutte le chiacchiere sullo Stato Sociale che non viene smantellato e sulla sussidiarietà - sembra proprio, guardate un po', continuare a gravare sulle donne.


Vogliamo cominciare a fare qualcosa per cambiare questa situazione?

19 giugno 2011

Se cedono

Bene, non abbiamo idea, a questo punto, se e quando si voterà.
Ma a Roma siamo pronti per la campagna elettorale: ogni tanto intendiamo pubblicare queste due foto (ma vi avvertiremo perché possiate tempestivamente attivare il parental control sul vostro pc) per ricordare ai romani chi hanno avuto lo stomaco di eleggere e per invitarli a non perseverare nell'errore.
Lo faremo perché siamo sicuri che questi due qui accanto e qui sotto - quella col tailleur rosso e quello con l'orologio, guarda caso, nero - faranno di tutto per lasciar cadere nel dimenticatoio quella giornata.
Come si dice, li riconosci dagli amici che hanno.

6 giugno 2011

Tanti ma tanti anni fa


No, non c'era nessuno di noi, sessantasette anni fa, quando arrivarono gli americani a Roma; e no, non era Alberto Sordi con i suoi amici, ma gli americani quelli veri, che venivano dall'altra parte del mondo.
A raccontare quel giorno ci si mise anche Malaparte, ma forse la sua storia cedeva troppo al gusto per la battuta, con l'ufficiale gentile che davanti al Colosseo gli chiedeva scusa per l'ottimo lavoro dei bombardieri - e del luglio '43 forse dovremo parlare anche qui, una volta o l'altra.
Per ricordare quel giorno la Provincia di Roma ha organizzato questa cosa che è decisamente interessante.
Sono immagini a colori scattate nel giugno e nel luglio del 1944 da fotografi al seguito dell'Ottava Armata britannica: se possiamo fare un appunto, dal momento che soggetto delle foto sono i militari angloamericani (ed alcune immagini di Roma da cartolina), non sono in grado di aiutarci a ricostruire quelle giornate dal punto di vista dei romani, anche se ci aiutano comunque a ricordare perché quel giugno 1944 non fu solo sigarette, caramelle, cioccolata e calze di seta, ma un segno, dopo venti anni di dittatura e tre di guerra, per ricordare che un popolo si deve anche salvare da solo.
E questa è una lezione che oggi è sempre attuale.

30 maggio 2011

Nunc est bibendum



La redazione de Le Stanze di Eva vuole qui ringraziare, in rigoroso ordine alfabetico, i cittadini di Arcore, Cagliari, Gallarate, Napoli, Novara, Milano e Trieste, ed offre loro la colonna sonora per i festeggiamenti. Per i cittadini di Varese e Cosenza trasmettiamo invece alcuni messaggi speciali: "i lunghi singhiozzi dei violini d'autunno feriscono il mio cuore con monotono languore".

24 maggio 2011

18 maggio 2011

Eva in corso - A proposito di deputati e di posta elettronica


Qualche giorno fa vi mettevamo al corrente di un insoddisfacente scambio di messaggi di posta elettronica con l'onorevole Concia in relazione alla questione del disegno di legge contro l'omofobia che da tempo vaga per gli anditi di Montecitorio (e poi dovrà passare al Senato).

Forse ricorderete che stigmatizzavamo, tra l'altro, un comportamento non proprio dialogante dell'onorevole Concia, che non rispondeva alle domande ed utilizzava l'indirizzo di posta elettronica del nostro redattore per inviare un messaggio pubblicitario.

Onore al merito, ieri l'onorevole Concia - osiamo anche pensare che abbia letto l'articolo - ci risponde in questi termini:



da Concia Anna Paola concia_a@camera.it
a ******* ***********@gmail.com>

data 17 maggio 2011 14:25
oggetto Re: Sostieni la legge contro l'omofobia
proveniente da camera.it

Gentile Signor Siniscalchi,
quello che posso dirle è che io ce la sto mettendo tutta per non cadere in nessuna imboscata e per far approvare questa legge.

Un saluto cordiale,
Anna Paola Concia

Grazie, onorevole Concia, e speriamo bene per il 23 maggio, quando si ritorna in aula.


Post Scriptum
Subito dopo aver pubblicato questo articolo, è accaduto questo. Gli auguri bisognava farli per oggi, insomma.


11 maggio 2011

Deputato significa non dire mai mi spiace?


Allora, qualcuno ha notizie della legge contro l'omofobia, di cui ogni tanto si parla?
Noi abbiamo fatto qualche modesta indagine.
Tanto per cominciare, ecco il testo uscito dalla Commissione della Giustizia della Camera:

PROPOSTA DI LEGGE (CONCIA)

Art. 1.
1. All'articolo 61 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente numero:

«11-quater) l'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per motivi di omofobia e transfobia, intesi come odio e discriminazione in ragione dell'orientamento sessuale di una persona verso persone del suo stesso sesso, persone del sesso opposto, persone di entrambi i sessi».

Art. 2.
1. Entro il mese di febbraio, a decorrere dall'anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per le pari opportunità presenta al Parlamento una relazione sulle azioni intraprese contro le discriminazioni operate per motivi di omofobia e transfobia, sugli obiettivi raggiunti, nonché sugli indirizzi da seguire.

Per i non esperti di diritto, ci permettiamo di dare una spiegazione: l'articolo 61 del codice penale è quello che elenca le circostanze aggravanti di un reato, ovvero quei fatti o quelle ragioni ricorrendo i quali la pena viene aumentata.
Come fanno correttamente notare gli uffici della Camera,

10 maggio 2011

La burocrazia colpisce ancora


Qualche tempo fa vi avevamo raccontato una storia di ordinaria burocrazia; una storia che era però rimasta senza conclusione.
Ebbene, ci sono ulteriori sviluppi, e siamo onorati di darvene conto. Anche stavolta, abbiamo reso anonimi i messaggi di posta elettronica, sempre per i soliti motivi.


From: ********************
To: urp@consiglio.regione.lombardia.it; spazioregione_milano@regione.lombardia.it
Cc: *********************
Sent: Fri, May 6, 2011 11:49:11 AM
Subject: Re: R: URGENTE denunzia di mancato pervenimento bollettini per Carta Regionale Trasporti
Per cortesia, riuscite a far entrare l'interessata (mia mamma) in possesso della carta?
Per tutti i titoli di trasporto acquistati e pagati nel frattempo a causa della Vs. mancata spedizione della Carta con mezzi idonei, potrà ottenere il rimborso direttamente da codesta Regione?
Per cortesia comunicateci anche a chi dobbiamo inviare le coordinate bancarie per ottenere a mezzo bonifico tale rimborso.
Mia mamma è reperibile al nr. ************
.
Grazie,
************************

3 maggio 2011

La burocrazia che cadde sulla terra

Abbiamo ricevuto, e volentieri pubblichiamo, questo scambio di messaggi fra una cittadina e le strutture della Regione Lombardia. Abbiamo ovviamente tolto i nomi dei corrispondenti: ah, la privacy...

Da: **************************
Inviato: venerdì 18 marzo 2011 09:40
A: spazioregione_milano@regione.lombardia.it; info@regionelombardia.it; Urp
Cc: **************************
Oggetto: URGENTE denunzia di mancato pervenimento bollettini per Carta Regionale Trasporti
Buongiorno, sono passati quasi tre mesi dal 21 dicembre 2010, data in cui mia mamma, *********** (che ci legge in copia) ha consegnato la richiesta di Carta Regionale dei Trasporti per invalidità 100% e handicap grave L 104 art3 c.3.
L'Ufficio di Pavia ha riferito di aver evaso la pratica il 29.12.2010;
Dopo 2 mesi, il 18 febbraio u.s. abbiamo chiesto la cortesia di poter ricevere i bollettini online per effattuare il versamento ma ce la avete negata adducendo a motivazione che occorre il bollettino cartaceo anti contraffazione.
A tutt'oggi mia mamma non ha ricevuto nulla.

Rassegna frastornata. Notizie da non perdere del 3 maggio 2011

Puntuale, alla morte del 'pericolo numero uno', scatta il rebus del 'vero o falso': lo è stato oggi con la foto del cadavere di Osama Bin Laden, ma nel passato ha riguardato moltissimi dei 'cattivi' della storia. Forse perchè siamo incapaci di assorbire immediatamente notizie quasi incredibili ma, ancor più, la serie di eventi mediatici che hanno segnato gli ultimi giorni. Però non possiamo non aprire la nostra rassegna stampa con le prime pagine dei giornali americani e con la notizia che il blitz è stato raccontato in tempo reale su Twitter da Sohaib Athar, giovane pakistano che in poche ore è diventato una celebrità sul web. Questo episodio è un’ulteriore conferma del fatto che allo stato attuale delle cose il Web non ha confini né restrizioni. Non pubblicheremo la foto di Osama, non ci piace. 
Diremo però, parlando di donne, che una delle mogli di Bin Laden, usata dal capo di Al Qeada come scudo umano, è stata uccisa durante il blitz Usa. Lo ha riferito il capo dell'antiterrorismo della Casa Bianca, John Brennan, aggiungendo che non è ancora chiaro se la donna sia morta proteggendo il terrorista e suo figlio o se sia stata raggiunta da qualche proiettile durante l'operazione. "Questo è quello che ritengo", ha risposto, "era posizionata in modo tale da fare da scudo".
Un raduno di 150 donne che avevano indetto una manifestazione di solidarieta’ alla citta’ di Deraa, assediata dalle forze governative di Bashar al Assad, e’ stato disperso oggi con la forza a Damasco. Le donne innalzavano cartelli con le scritte ”No alla violenza”, ”No alle stragi”, ”Togliete l’assedio ai bambini di Deraa”. Sono state arrestate una giornalista siriana e, davanti alla sua abitazione,Diana Jawabra, attivista per i diritti umani di 39 anni.
Nella nostra frastornata rassegna stampa non poteva mancare un'ulteriore riflessione sul primo maggio appena passato. 
C’era una volta il Quarto Stato. 

Perché ormai siamo arrivati al Quinto, ossia la classe dei lavoratori della conoscenza (knowledge workers). Vero motore delle aziende occidentali, i soggetti di questa categoria non sono più definibili come lavoratori, ma piuttosto come operatori in grado di manipolare sofisticate conoscenze e produrne di nuove  - possono rientrarvi i dipendenti del terziario avanzato, i liberi professionisti, i creativi e il sempre più affollato mondo delle partite Iva (comprese le “false”, ossia quelli che collaborano con una sola impresa ricevendo un compenso mensile di poco superiore a 1.000 euro). Domenico De Masi,  sociologo, ha detto «Ci stiamo avviando verso un mondo di sovra occupati, per i quali il tempo per lavorare non basta mai, laddove vi siano competenze spendibili, e disoccupati o sottooccupati cronici quando le competenze possedute siano scarse o troppo fungibili».
E per finire, amici di Eva anche l'ultimo pesce italiano ha abboccato. L'Italia sta consumando molto più pesce rispetto alla produzione nazionale e dal 30 aprile, di fatto, dipende dai prodotti ittici provenienti da altri mari. Dipendenza dall'import, a causa del progressivo calo delle catture, che cresce in Italia, ma riguarda tutta l'Unione Europea "in dipendenza" dal 2 luglio. E' quanto emerge dal dossier 'Fish Dependence Day'presentato da Nef (New Economics Foundation) e Ocean2012.
Nelle prossime settimane, secondo il report, diversi Stati Membri dell'Ue raggiungeranno il loro 'Fish Dependence Day', il giorno della dipendenza dal pescato importato in acque non-europee. Mentre il Fish Dependence Day per l'Ue è il 2 luglio 2011. L'Italia è sempre più dipendente dal pesce proveniente da altri mari.
Quest'ultima notizia ci deprime: il pesce azzurro è economico ma anche molto chic. Piatto perfetto per bambini ma anche per anziani. Un pensiero ai pescatori, lavoratori del mare, con l'augurio che i nostri mari si ripopolino di pesci, le nostre vite di pace, tolleranza, accoglienza.


9 marzo 2011

Liberarsi dal fumo nero con un concerto d'amore



CONCERTO D’AMORE PER LA TERRA DEI FUOCHI
Intervista a Maria Novella Vitale - sociologa e ideatrice del concerto

Parlami del Concerto che ti ha visto tra gli organizzatori e che si è tenuto il 25 febbraio 2011 a Castel Morrone in provincia di Caserta. E’ stato un concerto di denuncia, vero?

Si’, circa sette mesi fa e precisamente il 25 luglio 2010, nel mio paese del casertano, Santa Maria Capua Vetere e nei paesi vicini, bruciava di tutto. E non stiamo parlando non di falò da spiaggia, ma di roghi di rifiuti industriali altamente tossici.

5 marzo 2011

Sebben che sono donne








Con tempismo decisamente sospetto, il partito del Caro Bungabungaro organizza un convegno sulla condizione femminile, e fa le cosa in grande.
Roma tappezzata di manifesti, Auditorium della Confindustria, quartiere piantonato dalle forze dell'ordine, e già alle nove del mattino arrivano i pullman con le truppe cammellate: impagabile uno striscione delle donne PdL del Sannio, quelle che una volta erano le truppe mastellate.