“Noi non siamo come la Grecia” continuano a ripeterci, così alla fine ci credono anche loro. E allora la manovra “lacrime e sangue” passa tra le proteste di tutti perchè affama gli affamati, strema i malati, mette sul lastrico quelli che già ci stanno.
L'ISTAT ci da le ultime notizie sui poco più (sic!) 8 milioni di poveri relativi, ossia quelli che vivono con €992 mensili in due e poco più di 1 milione di poveri assoluti.
La femminilizzazione della povertà, che è un dato globale, è vero, ma l’Italia non se ne chiama fuori, anzi - l’occupazione femminile, la più bassa in Europa e la disparità salariale (il pay-gap come amano chiamarlo perché si capisca meno di che si parla) - si capisce immediatamente chi dovrà in particolare svenarsi e piangere, qualunque sia l’età.
Ma, diciamolo , l’accanimento è sulla povertà che, come dicono gli studi, è donna.
Qualcuno dirà "eccola di nuovo l'Eva che non capisce che il problema è delle donne e degli uomini insieme", che la manovra colpisce indiscriminatamente, senza tener conto di sesso, età, condizione. E invece proviamo a tirar giù notizie che ci fanno pensare.