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10 settembre 2011

Come le alici nessuno mai



Se avete un pescivendolo che ve le pulisce e ve le consegna aperte a libretto, potete mangiarle così, le alici, evitando la frittura: le prepariamo al forno, quasi un tortino, che potrebbe essere anche spettacolare se appena appena vogliamo impegnarci.
Per quattro persone un chilo di alici grandi, pulite, spinate e aperte, aglio, olio, prezzemolo, qualche pomodorino di pachino e pangrattato.
Ci serve anche una teglia da forno di dimensioni acconce che si possa decentemente presentare anche in tavola.
Si unge la teglia e si cominciano a disporre le alici a strati, possibilmente incrociati: le prime per il lungo, poi per il largo, e così via: l'ideale sarebbero quattro strati, ma vanno bene anche tre. Finite le alici, un pugno di pangrattato, poi due spicchi d'aglio tagliati a fettine, il prezzemolo (ricordate di spezzarlo con le mani, senza usare il coltello) ed i pomodorini spaccati a metà. Niente sale, non serve su questo pesce azzurro, ed un giro d'olio da versare all'ultimo istante, prima di mettere in forno a 180 gradi per dieci minuti.
Se siamo stati bravi e fortunati, si potranno tagliare fette di questo tortino e deporle elegantemente nei piatti.
Attenzione,di questo piatto esiste anche una versione più ricca, che prevede uno strato di patate lesse tra quelli di alici e la salsa di pomodoro a coprire il tutto: è ancora più bella da vedere, ma tradisce la semplicità ed il gusto del pesce in purezza.

22 febbraio 2011

A qualcuno piace il pesce

Ho messo piede in cucina per la prima volta, e non come utilizzatore finale, dopo essermi sposato. Nel senso che mia moglie cucinava (e le piaceva davvero) ed io facevo lo sguattero, mettendo ordine dove lei metteva disordine; poi apparecchiavo, servivo in tavola, sparecchiavo e lavavo i piatti.
Sia detto tra parentesi, mia moglie doveva essere una seguace della filosofia secondo la quale l'uomo si prende per la gola: prima di sposarmi, si presentò a casa mia in regolare tubino nero e tacco dodici di ordinanza, ma anche con tutto il necessario per fare i ravioli in casa.
Un passo alla volta, ho cercato di emanciparmi, ed ho conquistato la parità: un posto davanti ai fornelli, con l'accordo che il primo che rientra a casa cucina.
Ho scoperto che cucinare mi rilassa: non sono un cuoco creativo, e rabbrividisco davanti ai menù dei cosiddetti grandi, preferirei digiunare piuttosto che sedermi davanti ad un piatto di Ferran Adrià, e mi accontento di solida cucina regionale, tra Roma, Napoli e Basilicata, lì dove sono le mie origini.