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2 maggio 2012

La leggenda del rimborso sull'oceano

Ricevo e volentieri pubblico ( qui e qui le precedenti puntate di questo appassionante feuilleton)


Bene, decorso il termine di ammortamento del vaglia cambiario, oggi non si tratta più di prendersela con i meccanismi dell'IRPEF che nei confronti dei pensionati generano più facilmente un credito che un debito, e neanche con l'Agenzia delle Entrate e la sua presunta impossibilità di prendere atto di un decesso e di cambiare un indirizzo sulla busta; oggi siamo tu ed io, cara Banca d'Italia, vediamo se riesco a farti tirar fuori questi quattro soldi che mi devi. 

19 marzo 2012

I predatori del rimborso perduto


Ricevo e volentieri pubblico

L'Agenzia delle Entrate mi telefona e poi mi manda una e-mail: ha dato mandato alla Banca d'Italia, per la seconda volta, di emettere un vaglia cambiario di 696,61 euro intestato a mio padre per il rimborso dell'Irpef pagata in eccesso nel corso del 2005.
Perchè chiama me? Perché papà è morto nel 2007 e non può ovviamente rispondere al telefono, ma neanche ricevere la posta o incassare assegni.
Infatti il primo assegno è stato spedito a casa del fratello: una persona che è sì ancora viva, ma non è neppure erede, ed un indirizzo in cui papà non ha mai abitato, chissà come mai hanno scelto di spedirlo lì (la gentilissima funzionaria delle tasse non ha saputo spiegarmelo, mi viene il dubbio che abbiano cercato qualcuno con lo stesso cognome nella città di nascita, meno male che non ci chiamiamo Rossi).