Ieri su tutti i giornali campeggiava la notizia "E' morto Osamu Dezaki".
Scorrendo le homepage, di corsa, in ufficio, in un attimo di pausa, il pensiero collettivo della popolazione mondiale normo-nerd è stato "Chiiii?". Ma, per una volta, i giornalisti italiani hanno saputo scegliere un titolo (quasi) esatto, riassuntivo ed esauriente, in grado di paralizzare l'intera generazione di attuali trentenni e far loro comparire uno strano sguardo negli occhi.
Osamu Dezaki è stato infatti regista di un numero strabiliante di quei cartoni animati che, negli anni '80, alle 4 di pomeriggio, richiamavano davanti alla tv un intero esercito di mini-spettatori armati di latte e tegolini, gli stessi che oggi si sono trasformati in serial-addicted praticanti, e si assiepano davanti alle televisioni alle nove di sera, armati di bibite dietetiche e ansiolitici.Fra le sue opere si annoverano Rocky Joe, Lupin III, Remi... e Lady Oscar.
L'Eva che scrive oggi è stata parte integrante dell'esercito pomeridiano di allora e si fregia del grado di feldmaresciallo in quello serale di oggi, per cui sa perfettamente che cosa abbia significato Lady Oscar per la sua generazione.
Vedete, se non fosse caduto di recente il centocinquantesimo anniversario, molte di noi, forse, a bruciapelo, non avrebbero saputo dire l'anno dell'unità di Italia, e sicuramente senza Colin Firth si sarebbero domandate se c'era la monarchia in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale.