31 luglio 2011

Notizie (e domande) da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Immaginate di svegliarvi una mattina credendo di essere ancora nel 1992 o giù di lì: vi piacerebbe? Noi ci abbiamo pensato un po' su, decidendo alla fine che preferiamo ricordare quegli anni che abbiamo vissuto, buoni e cattivi.
Oddio, non è che andiamo pazzi per questo 2011, se troviamo storie come questa: dite la verità, vi piacerebbe questo lavoro?
Poi c'è questo cagnolino, adatto ai tempi, pensate di vederlo girare per casa: vi piacerebbe?
Cronaca nera (ci vuole anche quella): la vita di una ragazza vale quanto una cena. Potreste trovarvi al suo posto, vi piacerebbe? Questo stalker non stalkererà più: magari era anche un vostro ex, vi piacerebbe?
Ancora, sull'importanza di allevare bene i figli c'è questa notizia: potevano essere figli vostri, vi piacerebbe?
Estate, quindi anche notizie stupide; prima ci chiediamo se questo tipo di ginnastica fa dimagrire solo le donne, poi vi chiediamo: fosse vero, vi piacerebbe?
Gossip, ovvero come spendere tanti soldi e non essere comunque felici: se poteste farlo anche voi, vi piacerebbe?
Infine, temete che vi tradisca? Ecco una serie di consigli a prova di cretino, ma non bisogna rispondere, vi piacerebbe?
Buona domenica, e almeno questo fatevelo piacere.

30 luglio 2011

Pistacchio allucinante


Che fare quando tua figlia torna dalla gita scolastica in Sicilia orientale con un barattolo di pesto di pistacchi?
Per prima cosa, evitare di dirle che si vende identico sui banchi del mercatino domenicale dietro casa, e poi usarlo per condirci la pasta.
Condirci la pasta, come?
Ecco, il pesto di pistacchi non ha niente a che vedere con il pesto tout court, ovvero quello alla genovese: insomma, non è un condimento pronto, trattandosi soltanto di pistacchi pestati, ma di un semilavorato che ha bisogno di un ulteriore intervento del cuoco.
E' necessario precisare che il purè di pistacchi è completamente neutro, non è paragonabile ai pistacchi tostati e salati e, ovviamente, neanche al gelato di pistacchio?
Quindi ho fatto appassire una cipolla in una tazzina da caffè di olio nella solita padella antiaderente, poi ho aggiunto un etto di prosciutto cotto tagliato a dadini e lo ho fatto rosolare; finalmente ho versato nella padella il pesto di pistacchi, stemperandolo con qualche goccio di latte. Senza esagerare con il latte, perchè c'è già l'olio che collabora a renderlo più liquido.
I pistacchi non devono cuocere: quattro o cinque minuti per amalgamare il sugo e renderlo cremoso, poi si può spegnere e condire la pasta. Ovviamente Regaleali ben freddo a volontà.

29 luglio 2011

Fenomenologia del serial addicted

‎1. Il serial addicted può essere di tre tipi:
a. L’autoreferente: guarda solo serial attinenti alla sua vita. Si sa di medici che indossano il camice per   seguire E.R.
b. Il selettivo: va per generi. Solo medical dramas, solo storie di formazione, solo crime serial. Di solito disprezza ferocemente gli addicted di altri generi.
c. L’onnivoro: segue tutto. Purché sia di origine americana, diviso in 24 episodi di 40 minuti l’uno e di durata complessiva possibilmente decennale.
2. Il serial addicted è endogamico. Si accoppia e frequenta solo altri serial addicted, perché così fanno i suoi personaggi preferiti. La scelta cade preferibilmente su addicted degli stessi serial, per non compromettere la purezza della fidelizzazione.

3. Il serial addicted ha gravi problemi relazionali. È in grado di lavorare spalla a spalla, ogni giorno per dodici ore al giorno per dieci anni, con l’uomo/la donna della sua vita senza mai ammettere di esserne innamorato perso.

4. Il serial addicted è uno che scandisce la sua vita in stagioni e non in anni.

La rassegna stampa di un'Eva che non ama sentir dire che tutto il mondo è paese

Anche in Russia si son mosse loro.
Le donne.
Non so come si dice "se non ora quando" in russo ma loro l'hanno detto e si sono attivate. Contro che cosa??
Una settimana fa circa è stata data la notizia della nascita di un gruppo di ragazze entusiaste, denominato l'Armata di Putin, che è disposto a tutto, perfino a strapparsi la maglietta pur di sostenerne la campagna elettorale verso il Cremlino il prossimo marzo.
Ora, diciamocelo, il fascino di Vladimir è di poco superiore a quello di Silvio,

28 luglio 2011

Rassegna parolaia di notizie a vanvera - Di alemanni, feltrini, bottiglioni e borghezi.

Deve proprio essere scritto nel destino de Le Stanze che a questa Eva il turno di rassegna capiti sempre quando tutt'intorno la gente ha deciso di ribaltare il significato delle parole.
Che se uno non fosse tendenzialmente una persona pacifica, verrebbero in mente almeno dodici modi diversi, ma tutti molto creativi, per portare tali esemplari di umanità a più miti consigli.
Magari avvalendosi di consulenti esperti in materia:


26 luglio 2011

Rassegna stampa alfabetico-vocalica (per comunicare con semplicità)

« La credenza che la realtà che ognuno vede sia l'unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni » P.W.

A come anniversario:
Il 25 luglio del 1921 nasceva Paul Watzlawick, psicologo austriaco, primo esponente della statunitense Scuola di Palo Alto. Portò numerosi contributi allo studio della mente e sebbene sia ricordato soprattutto per essere l'autore principale di "Pragmatica della comunicazione umana", pietra miliare della psicologia che si occupa degli effetti pratici della comunicazione e che, accanto agli studi di Bateson e del gruppo di Palo Alto, introduce l'approccio sistemico alla psicologia, la Eva che scrive lo ricorda soprattutto per gli assiomi della comunicazione.
Quando si parla di comunicazione, si pensa sempre che la cosa più importante sia sapersi esprimere. Ma non è così. L’arte più sottile e preziosa è saper ascoltare. Questo è vero in qualsiasi forma di comunicazione, anche se apparentemente non è un dialogo. Mentre scrivo questo post sto cercando di “ascoltare” – per immaginare che cosa penserà chi legge, per ricordare ciò che ho imparato da chi ha letto altre cose che ho scritto e mi ha aiutato a renderle più chiare. Un libro che nessuno legge (o che nessuno trova utile o interessante) è solo un mucchio di carta sporco di inchiostro.La necessità di ascoltare è più immediatamente rilevante quando si tratta di comunicazione interattiva. È importante in ogni dialogo, ma soprattutto in rete – anche se i nostri interlocutori sono “invisibili” e in alcune situazioni non sappiamo chi sono (per esempio quando siamo in un’area di dialogo collettivo di cui non conosciamo tutti i partecipanti).
Naturalmente “ascoltare” non significa usare solo l’udito; ma capire ciò che gli altri dicono e quali sono le loro intenzioni. Anche quando la comunicazione si trasmette con parole scritte anziché “a voce”. E proprio perché non vediamo le altre persone (e non possono correggerci subito, con una parola a con un gesto, se le capiamo male) dobbiamo essere particolarmente attenti nell’ascoltare e capire.
E allora, forte di queste riflessioni, la Eva che seleziona  la rassegna stampa prova a usare semplicemente le vocali 

25 luglio 2011

Della morte e della rabbia

Quando avevo sedici anni amavo follemente Jim Morrison. Amavo tutti coloro che avevano - a quei tempi mi sembrava così - immolato la propria vita in nome dell'arte.

Poi arrivarono i Nirvana nella mia città, e qualcuno si offrì di accompagnarmi al concerto: io ero triste per una delusione amorosa, e risposi che non avevo voglia, aggiungendo "Tanto i Nirvana sono appena esplosi, ci sarà tempo per vedere un loro concerto".
Quella stessa notte Kurt Cobain tentò il suicidio con un cocktail di farmaci sciolto nello champagne. E qualche mese dopo si sparò in bocca. Me lo disse mia madre, mentre io stavo "decorando" il diario di scuola, e rimasi a lungo impietrita. Ma ancora mi sembrava qualcosa di ovvio, di naturale, di prevedibile da parte di chi non trovava in questo mondo lo spazio sufficiente per dare sfogo a tutto se stesso.
Anni dopo, stavo truccandomi per andare al lavoro quando il mio compagno bussò alla porta del bagno e mi disse che era morto Heath Ledger. Non era uno dei miei attori, avevo sempre preferito Jake Gyllenhaal, ma mi sentii come se avessi preso un pugno in piena faccia. Era bellissimo, era bravissimo, era artisticamente coraggioso, perché aveva sprecato tante possibilità, perché ci aveva privati di future emozioni?
Poi sabato leggevo dell'attentato a Oslo, dell'orrore vissuto da quei ragazzini inseguiti, colpiti, uccisi da uno psicopatico cui ogni etichetta rischierebbe quasi di dare una motivazione giustificativa, e fra le ultim'ora è comparso lo strillo "Amy Winehouse è morta nella sua casa di Londra".
La conoscevo pochissimo, quasi per niente, ma ancora non riesco a smettere di pensarci.
A 34 anni improvvisamente le morti rock non hanno più fascino, non sono più future leggende cui pensare mentre si ascoltano quelle note perfette; no, a 34 anni le morti rock sono semplicemente stupide, e ti viene voglia di ragionare in maniera ingiusta, facendo paragoni fra le morti, lei se l'è andata a cercare, i ragazzi dell'isola di Utoya no. Ed è vero. In qualche modo forse è vero.
Ma io provo dolore per tutte queste morti, in modo diverso ma pur sempre dolore.
Penso a lei, penso a cosa avrà mai pensato quando non riusciva nemmeno più a cantare su un palco, mi chiedo se si sia resa conto di quello che stava facendo; e allo stesso tempo penso a quei ragazzi norvegesi, nascosti ovunque come fecero i loro coetanei di Columbine, penso al terrore che deve averli invasi, loro che erano pieni di progetti e speranze, politicamente impegnati, assolutamente innocenti.
E penso che morire giovani dovrebbe essere proibito.

Amy

Non sono un esperto di musica. Però mi piace ascoltare ed ho generi ed autori preferiti. Amy Winehouse era fra questi, se passava una sua canzone alla radio alzavo  il volume ed ascoltavo anche se  la stessa canzone l'avevo già sentita molte volte. Perchè era capace comunque di trasmettermi delle emozioni, ogni volta. Come capita con Keith Jarrett, con  Miles Davis, con il Guccini d'annata, con altri. Sono un ascoltatore emotivo, del valore musicale capisco poco e a dirla tutta non m'interessa granchè.
Penso anche, sono convinto, che ognuno sia e debba essere padrone della propria esistenza, che sia la vita del nerd che arriva a fondare facebook, che sia la vita di una ragazza dannata come Amy. Che abbia scelto di suicidarsi con un ultimo sballo oppure che abbia scelto di non scegliere un'altra vita, distruggendosi un poco per volta. E' il lato oscuro dell'essere padroni della propria vita.
Ogni volta che l'ascoltavo assieme alle altre emozioni che mi dava la sua musica c'era anche  una sorta di rabbia per quello che faceva, per il suo buttarsi via in quel modo. Era ogni volta il modo di esprimere la paura di trovarmi nella sua situazione. Anche in questo era capace di trasmettermi emozioni.
Non so se qualcuno avrebbe potuto aiutarla, ho la sensazione che fosse lei stessa a non volere aiuto, per quello che può valere la sensazione che gli articoli di giornale possono trasmettere. Ogni volta che pensavo a lei pensavo che stesse sprecando la sua vita. Poi, ed è un discorso diverso, che stesse sprecando anche il dono che lei aveva, anche se forse ha contribuito a portarla alla sua fine.
Ma la ricordo  come una ragazza capace di dare emozioni, in questo era e continuerà ad essere grande.

24 luglio 2011

Notizie (che parlano d'altro) da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Va bene, oggi parliamo d'altro. Alzi la mano che non dedica un pensiero a questo signore, anche se magari lo ha maledetto quando la base "A" non entrava nell'incastro "B" e si rimediava una figura barbina con la figlia che aveva fretta di giocare con qualche assurdo accessorio.
Alzi la mano chi, ormai negli "anta", non ricorda questa signora: a chi non ci è ancora arrivato (agli "anta", intendiamo) siamo disposti a raccontarla.
Alzi la mano, poi, chi pensa che questa sia una bella notizia, e vada dietro la lavagna: non vi è venuto in mente il tempo e le risorse, anche pubbliche, buttati via?
Alzi la mano, ancora, chi sorride leggendo questo; non fa ridere, secondo noi, e ci aspettiamo da un momento all'altro di leggerlo nelle notizie dall'interno, dipende da quando ci saranno le prossime elezioni.
Questa e quest'altra sono, infine, le solite storie di violenza e di sopraffazione, niente di nuovo, che ormai leggiamo oggi giorno: alzi allora la mano chi pensa, quando le legge, "a me non capiterà mai", e rifletta però che gli aguzzini hanno colpito una donna per educarne, alla loro maniera, cento. Non importa quindi chi ne è direttamente toccata, perché cose del genere vogliono offendere tutte le donne.
Abbiamo parlato d'altro, visto? Buona domenica, sempre che sia possibile.

23 luglio 2011

Cipolla tremula


Noi napoletani abbiamo parecchi difetti e qualche pregio. E poi mettiamo strane etichette, facciamo un sugo "alla genovese" che a Genova è francamente ignoto (e se lo proponi ad un non napoletano magari pensa sia il pesto).
Non è un sugo comodo, anche se non è poi dificilissimo; ci vuole solo molta pazienza, perchè occorre tanta cipolla quanta è la carne, e la cipolla va pelata ed affettata, meglio se tenendola lontana dagli occhi.
Possiamo cominciare? Per quattro persone un chilo di cipolle ed un chilo di arrosto (va bene manzo, vitellone o maiale, cambia solo il tempo di cottura) ed un chilo di cipolle bianche o gialle, un mazzetto di odori per soffritto, burro, olio ed un coltello ben affilato.
Affettate la cipolla, non è indispensabile che sia finissima, ma è opportuno, per facilitare la cottura, che le fette siano il più possibile di uguale dimensione; con una noce di burro ed una tazzina da caffè d'olio ponete gli odori per il soffritto e la carne, fate tostare qualche minuto poi aggiungete la cipolla ed un bicchiere di marsala, abbassate la fiamma e fate andare per un'oretta.
Controllate a quel punto se la carne è cotta (magari per il manzo ci vorrà qualche decina di minuti in più), ed a quel punto toglietela dal fuoco: sarà il vostro secondo piatto.
Verificate poi se la cipolla è sufficientemente appassita - dovrà risultare morbida - e se anche gli odori da soffritto si sono consumati.
Se sì, prendete tutto il contenuto della pentola e versatelo nel frullatore (io veramente uso un tritaverdure a mano, passatomi da mia madre, che si ricorda gli anni '50 del secolo scorso, ma qui siamo nel mondo veloce, e magari qualche lettore è un nativo digitale) fino a farne una bella crema.
Finito? No, riprendete la crema e fatela andare ancora sino a che non sarà consumata tutta l'acqua che la precedente operazione ha generato.
tra l'altro, è un ottimo modo per tenerle in caldo mentre bollite la pasta - suggerisco i fusilli (o le eliche) - condite ed aggiungete una bella spolverata di parmigiano.
Si accompagna con un bicchiere di vino di Lettere, se lo trovate: ma questa è un'altra storia.

22 luglio 2011

Rassegna stampa di un'Eva con il cuore che tifa Grecia

Hillary Clinton è un personaggio eccezionale ma non simpatico.
Una donna potente, estremamente intelligente, volontà di ferro e straordinarie doti caratteriali.
Ora se ne esce con una dichiarazione che, a volerle credere, e noi lo vogliamo, la rende umanamente più vicina a noi, a noi donne normodotate che spesso tendiamo non tanto a raggiungere la parità con l'uomo quanto a combatterlo, non tendiamo a solidarizzare fra di noi e a coltivare un'utile complicità quanto a combatterci e a volte, spesso troppo tardi, scopriamo quali sono i valori preziosi ai quali abbiamo rinunciato o che abbiamo accantonato con troppa disinvoltura.
Non credo sia facile, per lei, lasciarsi alle spalle la scena politica proprio quando alcuni di noi la immaginavano prepararsi per concorrere addirittura alla Presidenza degli Stati Uniti ma un perchè ci deve essere e a noi, forse solo a me e a Daria Bignardi, piace credere alle sue parole.

21 luglio 2011

21 luglio


Oggi come allora.
La componente nerd de "Le Stanze di Eva" ricorda il primo uomo sulla Luna.

Rassegna di un'estate che sembra settembre - Notizie del 21 luglio

Strana estate questa, che si è fatta assaporare per un istante e poi è tornata a nascondersi dietro pioggia e vento fresco, attenuando un po' quell'illusione che si ripete ogni anno di ritrovare sempre un momento in cui nulla è cambiato, sentiamo sulla pelle le stesse sensazioni di quando eravamo giovani e quei tre mesi erano come un lunghissimo capodanno in cui proporsi una nuova vita e nuovi progetti.
Sono anche giorni di ricorrenze dolorose, che ci costringono a prendere coscienza di quanto poco siano davvero cambiate certe cose, le stesse che ci proponevamo invece di rovesciare quando pensavamo fosse il nostro turno di rivoluzionare il mondo.
Come dice qualcuno, in quei giorni abbiamo perso tutti.

20 luglio 2011

Il comportamento etico è spesso relativo


Da qualche tempo ho deciso di diventare vegetariano, almeno ci provo. Per scelta ambientalista, penso che il mondo non possa reggere lo sfruttamento che gli stiamo imponendo. In mensa mi ritrovo a parlare con un collega, persona che reputo intelligente, e facendo discorsi da mensa gli racconto della mia scelta. Mi dice che capisce le mie motivazioni, però... però lui abita nelle valli bergamasche, le montagne sono sempre più abbandonate, ad esempio i cinghiali, che non sono autoctoni, si riproducono senza controllo e vanno controllati, l'unico modo è abbatterli. Mi racconta di un mondo in cui c'è bisogno di mantenere in equilibrio le risorse e chi le usa, se lui smettesse di mangiare i conigli dei nonni gli animaletti si riprodurrebbero troppo. Probabilmente mi ha raccontato una cosa corretta dal suo punto di vista, di uno che pur vivnedo nel mondo moderno ha mantenuto una visione del mondo immediatamente circostante derivata da generazioni e generazioni di contadini e montanari. Probabilmente ci potrebbe anche essere un modo per mantenere l'equilibrio vivendo da vegetariani anche in quei posti, non posso saperlo. Io vivo in un altro mondo, non allevo animali, le carni ed i pesci che potrei mangiare potrebbero arrivare da qualsiasi parte del mondo, anzi l'unica cosa certa è che non arrivano da nessuna cascina nel raggio di 50 km. In questo contesto la mia scelta è giusta, da un punto di vista ambientale ma anche etico, ne sono convinto. Però le parole del mio collega mi hanno fatto riflettere, non sempre esiste qualcosa che è bene in modo assoluto, dipende spesso dal contesto, spaziale e temporale, e pure dai parametri con cui valutano le possibili scelte etiche.

19 luglio 2011

Sull'indignazione dei tempi moderni






Sulle pagine web dei quotidiani italiani della passata domenica hanno cominciato ad apparire  articoli su un anonimo blogger che tramite facebook (qui il link alla sua pagina) sta raccontando i piccoli segreti sporchi della casta dei parlamentari. Gli articoli  si sono visti su Repubblica, sul Corriere, la Stampa e così via. la notizia sta dilagando e Spidertruman (il nick usato dal misterioso blogger, sembra ex precario parlamentare, uomo o donna non è dato di sapere), ha anche creato un nuovo blog, isegretidellacasta.blogspot.com.

I fans, gli amici e come si definiscono le persone nell'era digitale stanno crescendo in modo esponenziale.

Chi sia il blogger non credo sia tanto importante, lo si potrebbe definire una sorta di pentito visto che come dice lo stesso autore per 15 anni ha fatto il precario dentro il Palazzo, ed ora che è stato licenziato vuole raccontare cosa succede. Certo si potrebbe dire che solo ora, solo dopo essere stato licenziato, si mette a raccontare, prima tutto andava bene, verrebbe da dire che anche lui  sputa ora nel piatto in cui ha mangiato per anni. Però sarebbe troppo facile commentare così, senza sapere davvero chi sia questo personaggio, sempre che esista davvero (dubbio molto lecito visto come può essere usata la rete, anche se comincia a circolare una possibile identificazione). Con atteggiamento criticamente positivo diciamo che gli si può dare fiducia fino a prova contraria, attendendo di sapere chi sia veramente, e comunque verificando anche le informazioni di cui parla. Ad esempio gli sconti che una nota marca automobilistica fa/farebbe ai parlamentari. Non c'è nulla di scandaloso in quei numeri, sono sconti che vengono fatti da qualsiasi costruttore a qualsiasi azienda di dimensioni medio/grandi, forse sono pure sconti poco convenienti. Inoltre sembra che nessuna delle cose dette sia davvero una novità, anche se non è male ritrovarsele di nuovo sotto gli occhi tutte insieme, per i corti di memoria.

Rassegna stampa "speechless" del 19 luglio


“Noi non siamo come la Grecia” continuano a ripeterci, così alla fine ci credono anche loro. E allora la manovra “lacrime e sangue” passa tra le proteste di tutti perchè affama gli affamati, strema i malati, mette sul lastrico quelli che già ci stanno.
L'ISTAT ci da le ultime notizie sui poco più (sic!) 8 milioni di poveri relativi, ossia quelli che vivono con €992 mensili in due e poco più di 1 milione di poveri assoluti. 
La femminilizzazione della povertà, che è un dato globale, è vero, ma l’Italia non se ne chiama fuori, anzi - l’occupazione femminile, la più bassa in Europa e la disparità salariale (il pay-gap come amano chiamarlo perché si capisca meno di che si parla) - si capisce immediatamente chi dovrà in particolare svenarsi e piangere, qualunque sia l’età.
Ma, diciamolo , l’accanimento è sulla povertà che, come dicono gli studi, è donna. 
Qualcuno dirà "eccola di nuovo l'Eva che non capisce che il problema è delle donne e degli uomini insieme", che la manovra colpisce indiscriminatamente, senza tener conto di sesso, età, condizione. E invece proviamo a tirar giù notizie che ci fanno pensare.

17 luglio 2011

Notizie accaldate da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Ci guardiamo intorno e siamo sempre più perplessi, anche in una calda mattinata domenicale di metà luglio: per esempio, leggiamo questo e ci permettiamo, senza essere dei moralisti, di chiederci dove si pensa di andare, di questo passo. Poi leggiamo questo e ci chiediamo dove siamo arrivati. Siamo arrivati qui e allora non abbiamo motivo di lamentarci, viene voglia di dire, anche perché ci pare che abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile, non vi pare?
Per fortuna, c'è chi si preoccupa della nostra salute; insomma, come l'anno scorso, e come il prossimo, vogliamo scommettere?
Nonostante tutto, questa Italia che a noi italiani non piace è ancora meta di persone che cercano un posto dove stare, e forse saranno proprio loro che la salveranno.
Buona domenica.

16 luglio 2011

Il buono, il brutto e il calzone


Oggi parliamo di un piatto ad effetto che però è pronto con pochissima fatica: il calzone al forno.
Che va bene, tra l'altro, per organizzare una cena al volo, a condizione che si abbia l'accortezza di tenere in frigo una confezione di pasta sfoglia; suggerisco non quella surgelata ma quella fresca, che non ha bisogno di essere stesa con il mattarello e che reca con sé anche un foglio di carta da forno.
Per quattro persone, dunque, due patate non troppo grosse, una mozzarella da duecento grammi, meglio se non troppo fresca, ed una vaschetta di prosciutto cotto, oltre ovviamente alla pasta sfoglia.
Lessiamo le patate e nel frattempo prendiamo una placca del forno e stendiamoci sopra la pasta sfoglia (ovviamente con la carta da forno all'esterno). Pelate e sbucciate le patate, le tagliamo in fettine non troppo sottili e le piazziamo al centro della placca, per costituire la base del ripieno; sulle patate una generosa macinata di pepe nero e poi la mozzarella tagliata a fettine, e sulla mozzarella le fette di prosciutto.
A questo punto il meno è fatto: dobbiamo chiudere il calzone ripiegando i lembi della pasta sfoglia verso il centro, e magari è una buona idea aiutarsi con la carta da forno: così non dovrebbe strapparsi la pasta.
Forno a 180°, il tempo di far colorire la sfoglia: vi consiglio di non usare il grill, che agisce troppo in fretta e non c'è tempo sufficiente per sciogliere la mozzarella. Si accompagna con una buona birra di abbazia, e se cercate bene ne trovate anche di italiane, ottime.
Skoll!!

15 luglio 2011

Il TAR del Lazio fischia il fallo! Cartellino rosso per la giunta Alemanno

Principio della Pari Opportunità in Tema di Nomine
Art 5 : Nel nominare i componenti della Giunta Comunale, i responsabili degli uffici e dei servizi nonché nell'attribuire e definire gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, il Sindaco assicura una presenza equilibrata di uomini e di donne, motivando le scelte operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità.
Per chi volesse conoscere la fonte diciamo subito che è lo Statuto del Comune di Roma, e su questo principio scritto il Tar del Lazio ha accolto integralmente la tesi dei Verdi, i primi a presentare ricorso contro il mancato rispetto delle quote rosa nella giunta capitolino.
Lo Statuto del Comune di Roma infatti, prevede che il sindaco sia obbligato ad assicurare una presenza equilibrata tra uomini e donne, Alemanno invece aveva nominato una sola donna su 12 assessori "nonostante la chiarezza dello Statuto", spiega l'avvocato Valentina Stefutti, che ha curato il ricorso dei Verdi al Tar, che vedeva come primo firmatario il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. "Nonostante la chiarezza dello statuto - riferisce l'avvocato Stefutti - il sindaco Alemanno ha ritenuto di insistere, e addirittura ha rifatto il provvedimento a marzo, nominando una seconda giunta che nominava i precedenti assessori, quindi una sola donna, l'assessore Belviso, con motivazioni completamente destituite da ogni fondamento, la motivazione era - conclude - che c'erano poche donne nel consiglio comunale.

Commento: La decisione del Tar del Lazio di azzerare la giunta del Comune di Roma perchè non ha garantito un'equa rappresentanza di genere ha un grande significato politico, sociale e culturale. E' il segno che dalle parole si passi ai fatti e che le pur blande normative in materia devono essere sempre pienamente applicate.

La toppa è stata messa subito: Rossella Sensi in giunta. Si tenta il rigore al 90° minuto?

Se ti ammali non vale! Licenziata/o



Affrontare la malattia significa anche superare disinformazione, burocrazia, leggi complicate: lo sanno bene i lavoratori che si ammalano seriamente.

Un'operaia dipendente da 16 anni dalla ditta Nuova Termostampi di Lallio (BG) è in stato vegetativo, e la licenziano dal lavoro per le troppo assenze. Non solo: «Crea intralcio all'attività produttiva». Ha dell'incredibile la vicenda che vede al centro una donna in stato vegetativo dal gennaio dello scorso anno, una condizione nella quale quattro mesi dopo, riuscì comunque a dare alla luce una bimba, la quarta dei suoi figli. L'articolo è pubblicato oggi dal Corriere. La signora è tuttora ricoverata all'istituto don Orione di Bergamo, e ovviamente non ha potuto riprendere il suo posto di lavoro alla ditta Nuova Termostampi di Lallio (Bg), di cui è dipendente da 16 anni. E che ora, denuncia la Cgil di Bergamo, le ha inviato una lettera per licenziarla perché, spiegano, la signora «ha effettuato 368 gg di malattia», superando «il periodo di conservazione del posto di lavoro previsto dall'art. 39, comma 7, Parte 2° del vigente C.C.N.L (e pari a 365 giorni)». Non solo: «la discontinuità della sua prestazione lavorativa crea evidenti intralci all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro ed al suo regolare funzionamento, incide in modo sensibile sull'equilibrio dei rispettivi obblighi contrattuali».Sorte analoga è quella dei genitori dei bambini Un genitore ogni quindici di bambini malati di tumore perde il lavoro a causa delle prolungate assenze fatte per assistere il figlio. 

14 luglio 2011

Quatorze juillet




Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
Assemblea Nazionale Costituente del 1789



Entrata in vigore: 26-27 agosto 1789



I rappresentanti del popolo francese, costituiti in Assemblea Nazionale, comprendendo che l’ignoranza, l’oblio o la non curanza dei diritti dell'uomo sono le sole sorgenti delle pubbliche calamità e della corruzione de' governi, decisero di esporre in una dichiarazione solenne i diritti naturali, inalienabili e sacri dell'uomo, affinchè questa dichiarazione, sempre presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi ad essi del continuo i loro diritti e doveri; affinchè gli atti del potere legislativo e dell'esecutivo, potendo essere ad ogni istante paragonati collo scopo d'ogni politica istituzione, siano più rispettati; e i reclami de' cittadini, fondati d'or innanzi su semplici e incontestabili principj, giovino a sempre mantenere la costituzione e il ben comune.

In vista di ciò, l’Assemblea nazionale riconosce e dichiara, dii presente e sotto gli auspizj dell’Essere supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino.

Art. I.Gli uomini nascono e restano liberi ed uguali nei diritti; quindi le distinzioni sociali non possono esser fondate che sull'utilità comune.

Art. II.Lo scopo d'ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell'uomo vale a dire la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione.

Art. III.Il principio d'ogni sovranità risiede essenzialmente nella nazione, nè alcun corpo o individuo può esercitare un'autorità che non emani espressamente da quella.

Art. IV.La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; quindi l'esercizio dei diritti naturali di ogni persona non ha altri confini, se non quelli che agli altri membri della società assicurano il godimento dei medesimi diritti; nè questi confini ponno essere determinati che dalle leggi.

Art. V.La legge ha il diritto di proibire le sole azioni nocive alla società; e tutto ciò che non dalla legge non è proibito non può essere impedito, e niuno costretto a far quello che essa non impone.

Art. VI.La legge è l'espressione della volontà generale, avendo tutti i cittadini diritto di concorrere alla sua formazione, personalmente o per rappresentanti; e debb' essere per tutti la stessa, o protegga o punisca. Tutti i cittadini, come uguali ai suoi occhi, sono del pari ammissibili a tutte le dignità, cariche, pubblici impieghi, secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle virtù e dell'abilità.

Art. VII.Nessuno individuo può venir accusato, arrestato o detenuto fuorchè nei casi determinati dalle leggi e secondo le forme che esse hanno prescritte; e devono punirsi quelli che sollecitano, spediscono, eseguiscono o fanno eseguire ordini arbitrarj: ma ogni cittadino chiamato o arrestato in forza della legge, deve ubbidire immediatamente; resistendo, si rende colpevole.

Art. VIII.La legge non deve stabilire se non pene strettamente ed evidentemente necessarie, e niuno può essere punito se non in virtù d'una legge stabilita e promulgata prima del delitto, e legalmente applicata.

Art. IX.Dovendosi presumere innocente ogni uomo sino a che non sia stato dichiarato colpevole, se il suo arresto sarà giudicato indispensabile, deve però essere dalla legge severamente represso ogni rigore che non necessario per assicurarsi della sua persona.

Art. X.Nessuno dee venir molestato per le sue opinioni, fossero anche anche sediziose, purchè la loro manifestazione non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla legge.

Art. XI.La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è un diritto de' più preziosi per l'uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, stampar liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge.

Art. XII.La garanzia dei diritti dell'uomo e del cittadino rende necessaria una pubblica forza; questa è dunque costituita per il vantaggio di tutti, e non per particolare utilità di quelli, cui essa è confidata.

Art. XIII.Pel mantenimento della pubblica forza e per le spese d'amministrazione è indispensabile una comune contribuzione, la quale debb' essere ugualmente ripartita fra tutti i cittadini in ragione delle loro facoltà.

Art. XIV.Tutti i cittadini hanno il diritto di comprovare o da sè stessi o pe' loro rappresentanti la necessità della pubblica contribuzione, di approvarla liberamente, di seguirne l'uso, di determinarne la quota, la riscossione e la durata.

Art. XV.La società ha diritto di dimandar conto a ogni pubblico agente della sua amministrazione.

Art. XVI.Ogni società, nella quale la guarentigia dei diritti non è assicurata, nè la separazione dei poteri determinata, non è costituita.

Art. XVII.Essendo la proprietà un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, l'esige evidentemente, e a patto d'un equo anteriore risarcimento.

Fine vita: mai


Insomma, i giochi non sono ancora fatti, ma poco ci manca; andrà in terza lettura al Senato, ma la legge sulla dichiarazione anticipata di trattamento è in dirittura di arrivo, e ci vieterà di decidere cosa fare del nostro corpo quando sarà arrivato il momento. Peggio di quanto potessimo immaginare, e di quello che vi avevamo raccontato qui.
Con la dichiarazione anticipata di trattamento, così come è uscita dalla Camera dei Deputati, non
si potranno indicare i trattamenti da rifiutare, ma solo quelli che accetteremo, ed avrà quel modestissimo valore che la legge le conferisce solo alla fine dei nostri giorni.
Saremo prigionieri di un groviglio di commi, cavi e tubi, e nessuno potrà liberarci.
Insomma, stanno violando l'articolo 32 della Costituzione e negando il diritto del cittadino di poter disporre di se stesso.
Dal diritto alla vita stiamo passando all'obbligo di vivere.
E noi vogliamo permettere che degli estranei (287 parlamentari nominati con il Porcellum) decidano per noi?

Rassegna inferocita - la notizia del 14 Luglio.

La Camera dei deputati ha approvato il Disegno di Legge sul c.d. Testamento Biologico, con 278 voti a favore, 205 contrari e 7 astenuti.
In buona sostanza, grazie a questo prodigioso risultato della nostra arte legislativa, d'ora in poi, se vi capiterà qualcosa e voi avrete dichiarato che non volete essere sottoposti a questo e quell'altro trattamento, beh, bisogna vedere che ne pensa il medico, e poi decide lui.
E non verranno sospese alimentazione e idratazione artificiali.
Noi ne avevamo parlato già qui, con maggiore dovizia di particolari e precisione, che l'Eva rassegnista oggi non è in grado di garantirvi, tanto è inferocita, depressa e umiliata da questo ennesimo attacco alla libertà di essere individui diversi, liberi, rispettosi gli uni degli altri.

Oggi è 14 luglio.
Oggi è l'anniversario della Caduta della Bastiglia, e dell'inizio della Rivoluzione Francese.
Oggi vien voglia di gridare Liberté, Egalité, Fraternité. Dignité.
Dignità.

13 luglio 2011

Degli oppressi e degli oppressori, dei giudici e dei giudicati



Leggo questo articolo sul Corriere del Mezzogiorno, dove si racconta in modo succinto della polizia municipale di Napoli che individua, non per caso, una cinquantina di cingalesi sfruttati da un loro connazionale che li ammassava in due miniappartamenti di cui risultava essere l'affittuario, che poi versava due affitti normali ai proprietari. A proposito questi ultimi, nell'articolo non si parla affatto di loro.  Impossibile che non sapessero nulla, decine di persone ammassate in pochi metri quadri  non sfuggono agli occhi, alle orecchie, ai nasi di vicini ed amministratori. La cosa buffa è che solo il subaffittatore sembra essere stato imputato per favoreggiamneto dell'immigrazione clandestina.
Verrebbe spontaneo parteggiare per i 50 costretti a vivere in 2 metri quadri a testa. E altrettanto spontaneamente verrebbe da pensare che il loro concittadino che gli subaffittava gli appartamenti sia quanto meno una carogna.
Partendo dalla lettura di questo breve articolo mi ritrovo a pensare agli oppressi ed agli oppressori e come mi capita ogni tanto  mi viene un pensierino forse controcorrente forse contro e basta. Forse lo stesso uomo avremmo potuto "incontrarlo" qualche sulle pagine di qualche giornale  di qualche anno fa in qualche trafiletto che ci raccontava dell'ennesimo barcone stracarico di disperati che arriva quasi per miracolo. Ecco, se ora parteggiamo per i 50  messi stipati sardine allora avremmo parteggiato per i passeggeri di quel barcone e quindi anche per lui.

12 luglio 2011

Rassegna combattiva del 12 luglio: l'energia del “ selvaggio femminile“.

In realtà doveva essere solo un raduno per annunciare la nascita del nuovo movimento. E invece ne arrivano duemila. Il luogo di ritrovo viene cambiato tre volte, a ogni ondata di iscrizioni si cerca una collocazione più grande. Si ma le donne in politica non si salvano dai fischi delle donne: Livia Turco, fischiata il 23 novembre di 4 anni fa dalle donne in piazza, ne prende atto: «Non è un raduno di nostalgiche, è una novità, un grande progetto». 
Il lavoro è uno dei nodi principali da sciogliere e Susanna Camusso, prima donna segretario generale della Cgil, è anche lei a Siena ad appoggiare il nuovo movimento. Già il 13 febbraio il più grande sindacato non fece mancare sostegno organizzativo alle donne di «Se non ora quando» e oggi lo definisce un «soggetto che indica il bisogno dell’Italia di tornare ad un’etica pubblica, a un’etica della cittadinanza, al riconoscimento della dignità e anche a politiche economiche che lascino immaginare un progetto per il Paese e il lavoro per le donne». Ma la platea non ha pietà di nessuno e a metà pomeriggio dal palco arrivano parole dure anche per la Camusso e per gli accordi firmati sulla pelle delle donne.

11 luglio 2011

Qualche perplessità sull'ora e sul quando

EVA

Premessa 1:
In questi giorni l'Eva che scrive non è del suo umore più brillante. Anzi, diciamocelo, tende un po' all'incazzucchiato. Sarà il caldo.
Premessa 2:
L'Eva che scrive non ha partecipato fisicamente alla due giorni promossa dal comitato Se Non Ora Quando a Siena durante questo weekend.
Premessa 3:
Nonostante questo blog nasca proprio a ridosso delle manifestazioni del 13 febbraio - e l'Eva che scrive ne sia uno dei membri fondatori - non ha mai condiviso né il colore né il nome scelto per il "movimento".

Sic stantibus rebus, quelli che seguono sono solo frammenti di pensieri sparsi, sorti spontaneamente quando, durante il weekend, leggeva il liveblogging offerto su Facebook dal comitato stesso. Quindi, senza alcuna pretesa di completezza o correttezza.
Per una volta, parliamo di sensazioni.

10 luglio 2011

Notizie e basta - La rassegna stampa di Eva


Per questa domenica ormai estiva, vorremmo tenerci leggeri, come si dice al ristorante prima di ordinare antipasti caldi e freddi, tre assaggini di primo, un secondo di carne ed uno di pesce con relativi contorni, formaggio, frutta, gelato, caffè (amaro però) e ammazzacaffè, quindi beccatevi questo e pensate al vostro principe azzurro, che magari non ha bisogno della scaletta per andare a letto.
Restiamo in tema con queste immagini, ma non perdiamoci d'animo perché tutte le donne sono belle quando aspettano un figlio desiderato.
A proposito, quanto avete pagato il vostro nuovo paio di jeans? Noi ne abbiamo visti anche a 14,95, ma abbiamo comprato quelli da 19,95, senza badare a spese. E poi dicono che i saldi non sono andati bene.
La settimana prossima esce anche in Italia l'ultimo film della saga di Harry Potter; abbiamo scoperto che piace anche agli adulti, e per tutti i fan potrebbe esserci una bella sorpresa, a quanto pare.
Sebbene che sia estate, c'è anche qualche notizia più complicata, tipo questa: magari ci torneremo sopra.
Buona domenica, e buona fortuna.

9 luglio 2011

La bottarga sul cortile


Grande invenzione, gli spaghetti. Che possiamo presentare in tavola in mille e mille modi, e per questa volta proviamo con la bottarga.
Avvertenza importante: la bottarga, passata alla grattugia come un parmigiano qualsiasi, NON va cotta, e deve essere trattata come l'uovo sbattuto della carbonara. Quindi, se avete qualche remora a mangiare uova di pesce crude, saltate pure il post, ci rivediamo la settimana prossima.
Mentre cuocete gli spaghetti, fate annerire nell'olio bollente (mezzo bicchiere) un paio di spicchi d'aglio, che toglierete quando saranno scuri, e sostituirete con cinque o sei pomodorini tagliati a metà; fate attenzione quando mettete i pomodorini nell'olio bollente a non schizzare dappertutto, magari abbassate un po' la fiamma. Infatti i pomodorini non dovranno friggere, ma semplicemente ammorbidirsi, in realtà servono soltanto a dare colore.
Direttamente nel piatto di portata, intanto, grattuggiate la bottarga, per quattro persone almeno cinquanta grammi ed aggiungete il prezzemolo fresco; se usate quello secco, nelle pratiche confezioni che ci consentono di avere erbette di ogni genere in tutte le stagioni, versatelo invece a questo punto in padella, sempre tenendo la fiamma bassa.
Bene, in realtà abbiamo finito: cotta la pasta, versatela nel piatto di portata, svuotateci sopra la padella con l'olio ed i pomodorini e mescolate il tutto molto rapidamente, così come molto rapidamente portate in tavola.
Beveteci sopra un Vermentino di Gallura, e prenotate un passaggio sul prossimo traghetto per la Sardegna: lì è molto meglio, la bottarga.

8 luglio 2011

Le ragioni del lavoro e quelle tecniche: le lavoratrici Ma-Vib vincono il primo round

La notizia l'avevamo data qui! . Poi è stato un crescendo di solidarietà e di sostegno alle coraggiose lavoratrici di Inzago.


La nuova notizia è questa:
""Si è da poco concluso l'incontro convocato dall'unità di crisi della Provincia di Milano (cui erano presenti sia l'assessore al Lavoro sia quello alle Pari opportunità) per discutere della vicenda della Ma-Vib di Inzago. Dopo avere ascoltato, separatamente, i vertici aziendali e i rappresentanti di Api Milano e le rappresentanti dei lavoratori e il sindacato, si è svolta la riunione congiunta.
Queste, in sintesi, le conclusioni riportate dalla Fiom di Milano: l'azienda si impegna a non avviare alcuna procedura di mobilità (nessun licenziamento, quindi); a partire dal mese di settembre verrà attivato un tavolo in Provincia per valutare gli strumenti da utilizzare per affrontare l'eventuale calo delle commesse, compreso - come da tempo chiedono sindacato e lavoratori - il contratto di solidarietà.
"I problemi non sono certo risolti - conclude la nota - ma le lavoratrici della Ma-Vib e la Fiom di Milano considerano i risultati odierni come un serio passo avanti sulla strada della soluzione positiva della vertenza. Un passo avanti che senza la determinazione delle lavoratrici e l'impegno delle istituzioni locali non sarebbe stato possibile".
Non lasciamole sole! L’assessore alle Pari opportunità della Provincia di Milano, Cristina Stancari aveva dichiarato: “L’appuntamento .... con l’azienda, mi auguro possa sbloccare la situazione. Abbiamo avuto un incontro con le lavoratrici MA-VIB, perché ciò che è avvenuto è vergognoso. All’incontro in comune, a Inzago, c’erano tutte e 23 le lavoratrici dell’azienda, a dimostrare lo spirito solidale di tutte le donne. Si sono mostrate orgogliose nel rivendicare il diritto al lavoro, nessun risentimento contro l’azienda ma le donne della MA-VIB credono di aver diritto al loro lavoro. Molte lavoratrici – ha concluso Stancari – sono titolari di famiglie monoreddito.”
 
Per dovere di cronaca riportiamo la dichiarazione del sig. Ivaldo Colombo che precisa:  "Se verranno adottati, infatti, provvedimenti il prossimo mese di settembre, a seguito dell'attuale gravissima crisi aziendale,  questi potrebbero riguardare il reparto produzione, ovvero il reparto che maggiormente sta soffrendo la crisi, e in misura minore il settore impiegatizio. Purtroppo il reparto produzione e' quello che attualmente occupa 18 donne su 20 addetti. E' questa l'unica ragione 'tecnica' che potrebbe veder coinvolte piu' donne che uomini e non certamente per una volonta' discriminatoria della societa' e del Sig.Colombo"

Un'ultima annotazione. Se a Inzago si piange a Reggio Emilia, invece, si trovano soluzioni alternative.
Leggete qui! Ma ne faremo un post ad hoc!!!! Per ora la prima pagina va alle amiche di Ma-Vib.

Non è una bella giornata per morire


E' in aula alla Camera il disegno di legge sul testamento biologico, e non è un bel vedere.
Il titolo è un grande esempio di bispensiero (avete presente 1984?), in quanto recita: "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento", ma le regole sono ben diverse.
Cominciamo intanto col dire che, evidentemente ancora sull'onda emozionale del caso di Eluana Englaro, all'articolo 3 viene precisato che l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita e non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento.
Dopo aver posto una serie di vincoli formali e sostanziali alla dichiarazione anticipata di trattamento, come quello del divieto di inserire indicazioni che integrino le fattispecie di cui agli articoli 575, 579 e 580 del codice penale (omicidio, omicidio del consenziente ed istigazione al suicidio), all'articolo 7 si dice chiaro e tondo che le volontà espresse dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono prese in considerazione dal medico curante che annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno.
Ancora: siccome la dichiarazione anticipata di trattamento (ci rifiutiamo di chiamarla DAT e continueremo a definirla per esteso) ha un senso quando il dichiarante non può più cacciare a calci il medico dal suo letto, è prevista la nomina di un fiduciario, che è l’unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico curante.
Nel caso di controversia tra medico curante e fiduciario, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici composto da un medico legale, un anestesista-rianimatore ed un neurologo, sentiti il medico curante e il medico specialista della patologia. Però il parere espresso da questo collegio non è vincolante per il medico curante, il quale non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico.
C'è da dire che ai medici, in realtà, questa legge non piace per niente, visto che li lascia soli alle prese con scelte che nessuno di noi vorrebbe mai fare e li pone tra di fuochi: i parenti o il fiduciario del malato che vorrebbero dare corso alla sua volontà e lo Stato etico, che dice come dobbiamo morire.
Si prevede che per martedì 12 luglio si arriverà al voto finale: noi, ovviamente torneremo sull'argomento, suggerendovi, se già non l'avete fatto, di leggere qui; potrebbe essere utile.

Rassegna stampa di un'Eva preoccupata ma speranzosa.

Chi di noi può affermare di non avere in casa, magari pure in borsa e perchè no nei cassetti in ufficio una confezione di ansiolitici?
Chi non ha mai preso una pasticca di lexotan, di prazene, di valium o altro?
Magari prestato da un'amica in un momento d'ansia, le prime sono ai tempi degli esami... poi altri esami ancora, poi i colloqui di lavoro, il litigio con il compagno, il matrimonio che traballa, i figli che esigono e non possono aspettare.
L'ansia ci divora, alcuni di noi ci convivono e altri la sfruttano, sublimandola in attività convulse, altri ancora la temono e ricorrono alle pillole al primo batticuore, al primo senso di soffocamento, la fame d'aria.
Quanti vanno dal medico a parlarne, informarsi, farsi prescrivere il farmaco più adatto?
In questo articolo si parla di antidepressivi, non di ansiolitici, non è la stessa cosa.
L'antidepressivo è un farmaco da usare con criteri ben precisi, non si prende e si butta gù, tempi e dosi sono fondamentali così come il controllo medico.

7 luglio 2011

Rock 'n' Roses - La quinta storia

(C) MaMarijana
Care amiche ed amici Evisti, oggi nessun articolo tradizionale, ma un gioco. 
Il tema è la luna, l’oggetto le canzoni. 
Andiamo a cominciare… 

Le parole sono importanti - La rassegna stampa del 7 luglio

Magari uno Moretti non lo ama alla follia, ma se si è stati ventenni cinefili e militanti è difficile liberarsene del tutto.
Per dire, l'Eva che scrive non riesce a leggere i giornali senza sentirsene rimbombare la voce in testa:

6 luglio 2011

Eva in corso - Un tram chiamato desiderio


Questa storia è cominciata qui ed è continuata qui.

Adesso possiamo proporvi quasi un lieto fine: il famoso tesserino è arrivato, come potete vedere qui sotto.

Ovviamente, abbiamo cancellato i dati del titolare della tessera di libera circolazione, sempre per le solite buone ragioni.


Ma direte voi: tutta questa fatica per la ricevuta di un versamento di dieci euro su di un conto corrente postale?

E noi rispondiamo di sì, perché la vita è faticosa, anche e soprattutto per chi ha diritto a qualcosa. Comunque abbiamo una specie di presentimento, che non abbiamo ancora finito di occuparci di questa storia.

5 luglio 2011

La notte della rete


Online video chat by Ustream

Su questo argomento avevamo già pubblicato questo post, in cui si possono trovare alcuni link interessanti.

Il tour del coraggio e della grazia

Fra le pagine del Corriere on-line ho tovato questo articolo. Si parla di tre ragazze stanno facendo un viaggio strano, attraversare buona parte dell'Europa su un tagliaerbe. La mia memoria più o meno incosciente mi ha subito fatto ricordare "una storia vera", il film di David Lynch. Peccato che le somiglianze si fermino giusto al mezzo di locomozione e forse neppure a quello. Nel film infatti il mezzo era un vecchio trattorino tosaerba e l'anziano  protagonista si muoveva da solo e dormiva dove capitava, nel caso delle ragazze invece il mezzo è nuovissimo, le ragazze saranno continuamente in contatto col mondo grazie a tutti i social network che vanno per la maggiore e c'è tutto uno staff di supporto, con tanto di camper per la notte.  E si tratta di un viaggio pubblicitario, ideato da un'agenzia di comunicazione per conto dell'azienda che fabbrica i tosaerba. Naturalmente c'è un sito (questo) e qui si scopre che si tratta di "una vera e propria social media strategy, che punta tutto sul marketing di relazione per lanciare il brand in Europa.".  Come dire che vogliono fare in modo che siano i curiosi internauti a diffondere la cosa, un poco come stiamo facendo qui ora.

Rassegna stampa "con ramazza e paletta" del 5 luglio

Facciamo piazza pulita!
La rassegna stampa del 5 luglio della Eva che scrive vuole far conoscere la rete di piazze resistenti, sempre più attive su Facebook e sui blog. 
Oggi cominciamo da qui.



L'iniziativa è di un gruppo di ragazzi innamorati della città. Nasce così CleaNap, una proposta di "performance socialmente utile" come scrive sul suo blog l'ideatrice, Emiliana Mellone, per restituire ai napoletani e ai turisti una città pulita dai rifiuti. L'idea è quella di armarsi di ramazza e paletta e ripulire le tante zone soffocato dall'immondizia. "La sua nascita è stata improvvisa ed il suo successo inaspettato - racconta Emiliana - Grazie ai social network, un evento indirizzato ad amici, si è trasformato in un progetto appassionante di partecipazione". Il primo esperimento risale al 4 giugno scorso quando hanno pulito piazza Bellini, nel centro storico

Le donne hanno una marcia in più. E noi vogliamo darvi ancora notizie delle lavoratrici della Ma-vb che hanno ben gridato "io non ci sto" e hanno raccolto in rete una grande solidarietà. Per chi volesse, la loro pagina è qui. Noi di Eva abbiamo confermato sostegno e amicizia e con noi, nel giro di qualche ora, tanti uomini e donne che credono in un'Italia migliore e molto lontana dai banchetti con carne di orso e dai proclami razzisti e localisti.
Noi sappiamo bene che per ripulire casa e strade in fondo basta poco : una scopa, una paletta, un paio di guanti e ACQUA PUBBLICA per dirla con CLEANAP.
Ma le scope sono anche simbolo delle befane e delle streghe e allora, solo metaforicamente: tremate tremate le streghe son tornate .



Lo sapevate che noi italiane siamo le più laureate del mondo, e troviamo meno lavoro degli uomini, e con lo stesso lavoro guadagniamo il 20% in meno? Studiamo di più, lavoriamo di più e guadagnamo di meno, ma facciamo il triplo della fatica: casa, ufficio, figlio, marito, genitori, e quando restiamo incinte ci chiedono di dimetterci : o lavoro o bambini!?Queste sono le parole con le quali esordisce il video di promozione per le due giornate di mobilitazione che avranno luogo a Siena il 9 e il 10 Luglio!Un ‘iniziativa promossa dal comitato “Se non ora quando” , che già il 13 febbraio scorso ha portato un milione di persone in piazza, per difendere la dignità delle donne e riscattare l’immagine del Paese, e si presta a ripetere nuovamente la sua protesta, nei confronti di un’Italia dove la figura della donna viene sempre più svilita da vari settori: pubblicità, politica ecc…Adesso senza le donne non si governa, continuano nel video, facciamo dell’Italia un paese moderno, un paese per donne…“Vogliamo difendere noi stesse, il nostro presente e il nostro futuro perché una cosa è chiara: un Paese che deprime le donne è vecchio, senza vita, senza speranza”….si legge nel blog di “Se non ora quando”. Ci svegliamo!?

4 luglio 2011

Censura del Web?


Avrete sentito il tam tam sulla Rete in vista del 6 luglio, quando entrerà in vigore una delibera dell'AGCOM che potrebbe, secondo alcuni, riportarci al Medioevo: attenzione, quelle linkate sono soltanto linee guida (capitolo 3.5), non abbiamo trovato un articolato vero e proprio.
In breve, sembra che nel giro di cinque giorni l'Autorità, dopo sommaria istruttoria in contraddittorio, potrebbe ordinare la rimozione di un contenuto che violi il diritto d'autore, o il blocco dell'indirizzo IP ove il contenuto sia collocato su di un sito estero: lo dice meglio di noi qui Guido Scorza e qui un intervento di Punto Informatico.
Insomma, si tratterebbe di una invasione di campo di una Autorità amministrativa nei confronti del potere giudiziario.
Il Web è un mondo enorme e libero e c'è anche chi non è d'accordo con questo allarme, ma Paolo Attivissimo per esempio, cui va tutta la nostra stima e del cui blog siamo lettori attenti ed appassionati, ha il vantaggio di vivere in un Paese normale, anche se forse un po' noioso.
Insomma, molti si sono mossi sulla Rete italiana: nel nostro piccolo, noi abbiamo deciso almeno di parlarne, e assicuriamo i nostri quaranta lettori che seguiremo la vicenda.




3 luglio 2011

Notizie (che poi è sempre la stessa) da non perdere - La rassegna stampa di Eva


La notizia, declinata in tutte le salse possibili e immaginabili, è questa, naturalmente, con questo corollario, tanto per non farci mancare niente, compresi quelli che fanno finta di non capire.
Insomma, mentre la moglie di DSK si beve in Brunello e in compagnia del marito il milioncino di cauzione che le hanno restituito, tutto si appresta a ritornare come prima, anche nel Paese della Libertà: se sei bianco, ricco e maschio (è valida anche una moglie ricca) è molto probabile che non ti capiti niente, se sei nera, immigrata, donna e povera, beh, avete visto come va a finire.
Ah, se sei nero e povero e maschio, nulla esclude che tu possa finire male lo stesso, e non ci sarà nessuno che si lamenterà per la "perp walk".
Buona domenica, e buona fortuna.

2 luglio 2011

Il merchandising del Bunga Bunga

Intimissimi ha lanciato le mutande per uomo «Bunga Bunga Dance»: vi compare la caricatura di una ragazza di colore che, sorridente, è inseguita da vecchiotti in giacca e cravatta che la rincorrono con la lingua di fuori, man mano spogliandosi.
Se per vender mutande si deve andare a traino di vecchi bavosi che inseguono ragazze di colore, allora siamo preoccupati della qualità del prodotto.
Non è riuscita l’operazione discoteche (Rubyrubacuori è stata contestata e boicottata) non riuscirà l’operazione mutande.
Ma quante donne regaleranno simili obbrobri e quanti uomini le compreranno per sé, proiettati nell’idea che per far sesso bisogna inseguire giovani fanciulle, perché tanto nessuna lo vuole per le sue virtù?

Eva aderisce all’iniziativa “inondiamo di mail Intimissimi” con la seguente lettera all’indirizzo info@intimissimi.it:
«Spettabile azienda Intimissimi, ritengo che le mutande “Bunga Bunga Dance”, che avete da poco proposto, offendano:
1. le giovani donne in generale e in particolare quelle di colore(rappresentandole come ben felici di farsi inseguire da vecchiacci bavosi),
2. gli uomini italiani (rappresentandoli come vecchiacci brutti e ridicoli),
3. le relazioni fra i generi  (riducendole a un caricaturale inseguimento fra cacciatori e prede). Ritengo inoltre che le mutande “Bunga Bunga Dance” danneggino l’immagine dell’Italia, visto che – seppure non commercializzate all’estero e nemmeno in tutta Italia – ricordano in modo macchiettistico ai turisti che in questo periodo visitano le nostre città una vicenda su cui non c’è nulla da scherzare.

Vi chiedo quindi di ritirare immediatamente dal commercio l’articolo, pubblicando una lettera di scuse ai consumatori e alle consumatrici italiane. Finché non lo farete, cesserò di acquistareprodotti del gruppo Calzedonia e userò tutti i mezzi che ho in rete (blog, Facebook, Twitter, Friendfeed, mailing list) e fuori dalla rete (centinaia di studenti a cui faccio didattica) per persuadere il maggior numero di persone possibile a fare come me. Cordialmente"


Le salsicce vaganti


Non ci sono più i maiali di una volta: adesso portano la 42 e la loro carne viene suggerita anche nelle diete, e quindi anche le salsicce sono meno ricche. Però possiamo provare lo stesso a preparare un condimento per la pasta veramente essenziale, fatto solo con l'insaccato.
Serve infatti una salsiccia a testa, mezzo bicchiere di vino bianco ed un bicchiere d'acqua, oltre ad un po' di olio, tanto da ungere appena il fondo di una padella antiaderente.
Quando l'olio sarà ben caldo, mettiamo a rosolare per un paio di minuti le salsicce, versiamo il vino e facciamolo evaporare. A quel punto aggiungiamo l'acqua, e pungiamo ripetutamente le salsicce, che dovranno comunque restare scoperte: ci vorrà un po' di pazienza, perché dovremo ripetutamente girarle per farle cuocere in maniera uniforme. Dai buchi che abbiamo praticato, vedremo le salsicce piangere, e ci accorgeremo che mentre l'acqua si consuma, il liquido nella padella non diminuirà; è il grasso della carne che prende il suo posto.
Il tempo di cottura ovviamente varia in relazione alle dimensioni della materia prima, e una lucanica sarà pronta prima di una tradizionale salsiccia di cinta senese: abbiate quindi occhio e, se necessario, aggiungete una tazzina d'acqua ogni tanto.
La mia tradizione di famiglia vuole gli spaghetti con questo intingolo, e cotti con poco sale; ho però di recente provato le orecchiette e le ho mangiate con il cucchiaio, per raccogliere più condimento.
Ulteriore nota di servizio: le salsicce, dopo questo trattamento, perdono buona parte del gusto e del sapore, quindi accompagnatele in tavola con un contorno ricco e saporito o meglio ancora tagliatele a fettine e servitele insieme alla pasta.