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28 settembre 2011

L'essenza del potere

In uno dei posti più belli di Roma, Hermès espone la propria esperienza di sellaio ed oltre.  La mostra è suggestiva, dal momento che per evitare l'effetto negozio, lo spazio espositivo è tutto nero e gli oggetti, dalle borse alle scarpe, dalle selle agli orologi, illuminati da vivide luci grazie alle quali sembrano, in alcuni casi, addirittura galleggiare nell'aria.
Nessuno fa niente per niente: questa mostra accompagna l'apertura di un secondo negozio del marchio del lusso al centro di Roma, e qui casca il sellaio.
Copio dal trattamento stampa, consegnato anche al redattore delle Stanze di Eva: "La prossimità con Palazzo Montecitorio ha suggerito una boutique dalla dominante maschile".
Insomma, lo sanno proprio tutti, in giro per il mondo, che il potere, in Italia, è maschio.

2 luglio 2011

Il merchandising del Bunga Bunga

Intimissimi ha lanciato le mutande per uomo «Bunga Bunga Dance»: vi compare la caricatura di una ragazza di colore che, sorridente, è inseguita da vecchiotti in giacca e cravatta che la rincorrono con la lingua di fuori, man mano spogliandosi.
Se per vender mutande si deve andare a traino di vecchi bavosi che inseguono ragazze di colore, allora siamo preoccupati della qualità del prodotto.
Non è riuscita l’operazione discoteche (Rubyrubacuori è stata contestata e boicottata) non riuscirà l’operazione mutande.
Ma quante donne regaleranno simili obbrobri e quanti uomini le compreranno per sé, proiettati nell’idea che per far sesso bisogna inseguire giovani fanciulle, perché tanto nessuna lo vuole per le sue virtù?

Eva aderisce all’iniziativa “inondiamo di mail Intimissimi” con la seguente lettera all’indirizzo info@intimissimi.it:
«Spettabile azienda Intimissimi, ritengo che le mutande “Bunga Bunga Dance”, che avete da poco proposto, offendano:
1. le giovani donne in generale e in particolare quelle di colore(rappresentandole come ben felici di farsi inseguire da vecchiacci bavosi),
2. gli uomini italiani (rappresentandoli come vecchiacci brutti e ridicoli),
3. le relazioni fra i generi  (riducendole a un caricaturale inseguimento fra cacciatori e prede). Ritengo inoltre che le mutande “Bunga Bunga Dance” danneggino l’immagine dell’Italia, visto che – seppure non commercializzate all’estero e nemmeno in tutta Italia – ricordano in modo macchiettistico ai turisti che in questo periodo visitano le nostre città una vicenda su cui non c’è nulla da scherzare.

Vi chiedo quindi di ritirare immediatamente dal commercio l’articolo, pubblicando una lettera di scuse ai consumatori e alle consumatrici italiane. Finché non lo farete, cesserò di acquistareprodotti del gruppo Calzedonia e userò tutti i mezzi che ho in rete (blog, Facebook, Twitter, Friendfeed, mailing list) e fuori dalla rete (centinaia di studenti a cui faccio didattica) per persuadere il maggior numero di persone possibile a fare come me. Cordialmente"


4 giugno 2011

Perseverare diabolicum

Ma chi è questa signorina, e come mai se ne sta lì in poltrona?
Da La Repubblica di sabato 4 giugno e domenica 5 giugno, pagine della cronaca di Roma.

28 aprile 2011

L'uomo forte che ha bisogno della donna forte


Su Libero leggo quella che pare una critica letteraria.
ll titolo vorrebbe essere provocatorio, mette insieme maschi con le palle e donne che amano i fascisti, si parla di un'opera di poesia di una certa giovane poetessa, il dubbio che viene è che i due si siano trovati. Senza incontrarsi però, ognuno preso a pensarsi per quello che poi non dimostra di essere. Di lei, che partendo dal verso di Silvia Plath ("ogni donna ama un fascista") si lancia nell'elogio dell'uomo forte e della donna "che non vorrebbe lavorare fuori casa e perfino fuori sede ma tra le mura domestiche e per una famiglia" verrebbe da chiedersi come mai non abbia ancora trovato l'uomo che dice di sognare e non viva la vita che dice di desiderare. Del giornalista, che si compiace di una donna che attacca i fighetti, ma che nel suo sito si presenta come un aspirante figurante per un film di Woody Allen, verrebbe da chiedersi la stessa cosa (ma a ruoli ovviamente invertiti).  Di loro,  integralisti cattolici (un ossimoro, se si pensa a cosa dice il Gesù del Vangelo), verrebbe da dire che il  loro Dio li fa e poi li accoppia.
Solo che dopo avere letto le loro parole la mia parte maliziosa mi dice che insieme non potrebbero stare, così concentrati nel dirsi da soli "quanto sono figo". 

8 aprile 2011

Vietato vietare


Era lo slogan dei ruggenti anni '60, nei campus universitari statunitensi. Chi di noi non è più giovanissimo lo collega ai primi jeans a zampa d'elefante, alle camicie a fiori ed ai capelli lunghi.
Adesso è diventato, su questa confezione, vietato invecchiare; la pena è di dieci euro, tanto costano questi fogli d'aloe.
Ah, dimenticavo: in vendita in farmacia - nella specie quella di piazza Capranica a Roma - e lì fotografato.

6 aprile 2011

La pubblicità è l'anima di qualcosa


Qui in giro le amiche delle Stanze di Eva hanno ripetutamente stigmatizzato l'uso che si fa del corpo femminile nel marketing: anch'io mi ero permesso di segnalare una pubblicità particolarmente sgradevole apparsa su di un quotidiano.
Bene, tutto questo nell'immediatezza, ma forse è il caso di approfondire la questione, almeno per un aspetto che a me è sempre sembrato sconcertante.
Mi riferisco alle pubblicità indirizzate alle donne (per i media sui quali compaiono e per i prodotti pubblicizzati) che abbiano una o entrambe di queste caratteristiche, ovvero da una parte presentino corpi fin troppo perfetti e dall'altra abusino di nudità o di posture non precisamente composte.
Insomma, premesso che tutte le donne sono bellissime, per quella scintilla che ognuna si porta dentro, mi sono sempre chiesto in che modo non la mitica casalinga di Voghera ma una qualsiasi lettrice possa essere convinta ad acquistare qualcosa da un manifesto come quello con la modella smutandata di Silvian Heach: ho trovato la foto su internet ma mi rifiuto di pubblicarla qui, anche perché c'è stato molto can can mediatico intorno a quell'immagine e tutti voi la ricordate certamente.
Ma diciamo che una consumatrice media non si faccia prendere dalla rabbia e magari apprezzi l'oggetto pubblicizzato (che non è il fondoschiena al vento della signorina sul ponte, si spera non in vendita, nè il fondoschiena nè il ponte): perché dovrebbe comprare un abito di cui non si vede bene il taglio e la linea, e si capisce solo che è molto scollato dietro? E perché alla consumatrice media, tralasciando tutto il resto, viene proposta una modella così perfetta?
Questa raffinata (insomma) immagine in bianco e nero è probabilmente il più perfetto esempio di mercificazione del corpo della donna ed è assurta a paradigma per i cartelloni, poi oscurati, sulle pubbliche piazze, ma ci sono altri esempi, magari meno eclatanti perché relegati sulle pagine patinate delle riviste. Insomma, perché creme contro gli inestetismi della cellulite sono affiancate a fondoschiena perfetti? Al limite, la signorina accovacciata sul cofano dell'auto ha più senso, da questo punto di vista, in quanto il prodotto (l'impianto a gas) è rivolto agli uomini, ed una bionda discinta attira l'attenzione certamente meglio di uno spinterogeno.
Vorrei fosse chiaro che non è, il mio, un discorso moralista; mi chiedo semplicemente quali perversi meccanismi si suppone debbano essere messi in moto da una specifica campagna di comunicazione per ottenere il risultato che banalmente, come tutti sappiamo, è quello di vendere il prodotto.
Ecco, io ho anche provato a chiedere a delle amiche quali fossero le reazioni davanti ad immagini come quelle, ma nessuna ha detto chiaramente "non comprerei mai quella cosa per protesta contro l'uso del corpo delle donne". Ci siamo persi in una serie di ragionamenti sui meccanismi di autoidentificazione, ma io vorrei a questo punto chiudere chiedendo: chi si identificherebbe mai in quella signorina bionda e stupefatta che brandisce un cetriolo?


5 aprile 2011

Giovani e donne: l'alcol che consuma

E' stato battezzato 'drunkoressia' ed e' un fenomeno che, nato negli Stati Uniti, inizia a diffondersi anche tra le ragazze italiane. Si tratta del pericoloso 'connubio' tra alcol e anoressia: sempre piu' giovani scelgono cioe' di digiunare dalle 24 alle 48 ore per poter poi 'sballarsi' la sera consumando alcolici senza correre il rischio di ingrassare. I dati pubblicati oggi dall'Istat sul consumo di alcol, sono preoccupanti, in particolare quelli che vedono protagoniste le giovani generazioni.
Il fenomeno recente della 'drunkoressia' arriva d'oltreoceano: una tendenza, che 'dilaga' anche sul web, finalizzata a bilanciare le quantità di calorie che attraverso un drink si possono assumere: un alcolico può infatti arrivare a contenere anche 500 kcal. Negli Stati Uniti ''una ragazza su tre è pronta a ridurre drasticamente quanto mettere sul piatto pur di poter bere liberamente la sera e avere un fisico super magro''. Gravi, avvertono gli esperti, i danni alla salute che possono derivare dalla drunkoressia: l'organo più danneggiato è il fegato, che ha la funzione di metabolizzare l'alcool.
Un nuovo fenomeno che si somma ai disturbi da disordini alimentari che in Italia, negli ultimi anni, sono nettamente aumentati: almeno il 3% della popolazione italiana soffre infatti di disordini alimentari ed oltre 200 mila donne sono colpite da questo genere di disturbi. A cio' si aggiunge il consumo di alcol, spesso dettato dalle mode del momento. ''Nonostante, in Italia, molte realtà comunali abbiano previsto delle restrizioni al consumo di alcol, il fenomeno non sembra arrestarsi. Oltre ad una adeguata campagna di prevenzione - commenta la sociologa del Codici Monia Napolitano - probabilmente bisognerebbe adottare nuove misure contro le pubblicità e i messaggi televisivi che veicolano stili di vita e modelli sbagliati''
La pubblicità purtroppo non aiuta il percorso di sensibilizzazione sui danni dell'alcol. Gli inserzionisti considerano le donne e i giovani il target prediletto per le campagne di marketing, investendo sempre più risorse e proponendo modelli che associano al bere valori come il successo, la ricchezza, la creatività, le amicizie, il divertimento, il sesso e addirittura la salute. Una riflessione per noi donne e per gli uomini di Eva: le donne si avvicinano sempre di più ai comportamenti maschili : diventeremo donne con le palle ma senz'anima?

27 marzo 2011

Il quiz della settimana

Se qualcuno dei nostri lettori lavora da Guess o conosce qualcuno che, può gentilmente spiegarci che diamine reclamizza questa foto? In redazione siamo indecisi fra il costume e il rossetto.

Da parte nostra, ci limitiamo a sperare che non volesse essere una vetrina per l'agenzia fotografica. Il riflesso sulla sinistra, giusto sopra le chiappe della modella, è pessimo.

22 marzo 2011

Viva Giusi, abbasso Daniela

Questa notizia andrebbe senz'altro messa sotto l'etichetta di "Donne che non ci piacciono". Nel caso ve la siate persa, eccola qui riassunta: il settimanale Oggi ha scoperto che all'Università Bocconi non esiste alcuna traccia di iscrizione dell'on. Santanchè ad un corso di direzione aziendale, che la stessa ha inserito nel proprio curriculum. Attendiamo rassegnati le ovvie smentite e le accuse di complotto con le quali la sig.ra Garnero (si chiama così, lo sapete, vero? Santanchè è un lascito di un matrimonio fallito, che ha nobilitato il più plebeo cognome di nascita) ci inonderà a mezzo di lanci d'agenzia. Dov'è la notizia? La notizia non c'è. Alle smentite e alle accuse di complotto non seguiranno né dimissioni, né una purché minima dimostrazione di vergogna da parte dell'onorevola.


11 marzo 2011

Il Kidiota


Il Kidiota (G.D.P) 09 marzo alle ore 22.47
Ciao sei bellissimaaa anzi stupendaa... ti va' di fare chat erotika? ho anke web cam un bacio sei bellissimaaa..

Leggo il commento e strabuzzo gli occhi. Chi mai alle 22,47 fa blogging alla ricerca di compagne in chat erotica?

9 marzo 2011

L'8 marzo è una festa istruttiva

Qualcuno sostiene che feste come l'8 marzo andrebbero abolite. Noi non siamo d'accordo, perché senza ricorrenze del genere perderemmo la possibilità di scoprire tutta una serie di informazioni nuove che ignoravamo fino a un momento prima.
Per dire, quest'anno, grazie ai commenti in calce al bell'articolo di Severgnini (http://tinyurl.com/6cajsbu) comparso ieri su corriere.it, abbiamo appreso diverse cosette interessanti, per esempio che il milione di donne in piazza il 13 febbraio scorso non sono serie come la Santanché:
"Parliamo delle vere donne oggetto [...] quelle che dieci giorni fa circa (ventidue, a essere precisi n.d.Eva)  hanno partecipato ad una penosa manifestazione contro l'orco Berlusconi [...], Sarebbe stato piu' "dignitoso" per loro scendere in piazza per casi ben

3 marzo 2011

Birretta?

Questo post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale


Cerco da ore un commento pungente da aggiungere a siffatto capolavoro pubblicitario, ma davvero mi mancano le parole dallo stupore.
(E sì, è esattamente la pratica che sembra.)

Il lettore Daniele Costantini ci informa che in realtà trattasi di pubblicità virale non commissionata dalla Guinness e mai andata in onda.
La notizia ci rende particolarmente felici: da storici amanti della birra dell'arpa, avremmo faticato non poco a boicottarla.

Ringraziamo Antonio C. per la segnalazione.

Il metodo Ricci


Facebook mi piace da morire, perché si vengono a sapere cosucce simpatiche alle quali non sarebbe possibile accedere altrimenti.

Stasera, per esempio, Maria Laura Rodotà ha condiviso questo stato:

Antonella Baccaro ha giustamente denunciato l'ennesima idiozia squadrista di Ricci (il regista di Striscia la notizia, n.d.r.)

Ecco l'email (inviata) alle giornaliste:

DIGNITÀ DELLE DONNE. DOPO LA PROTESTA LA PROPOSTA:

È DISPOSTA A METTERE LA SUA FACCIA NELLA BATTAGLIA PER CAMBIARE L’UTILIZZO CHE ANCHE IL SUO GIORNALE FA DEL CORPO DELLE DONNE?
o SÌ
o NO
LA MANCATA RISPOSTA VERRÀ VALUTATA COME UN NO.

Ufficio stampa Striscia la Notizia
02/21024176- 4930.

La domanda mi nasce dal cuore: perché per giustificare se stessa, Striscia la notizia ha bisogno di sperare sul silenzio-assenso delle giornaliste donne verso le sue iniziative?

Grazieadomina, non è una trasmissione che guardo. E da stasera ne sono anche più contenta.


1 marzo 2011

Vergogniamoci per loro


La foto, scattata con un telefonino non modernissimo, non è proprio bellissima, e me ne scuso in proprio e nel nome del blog.
La bionda svestita da postribolo per feticisti dovrebbe pubblicizzare impianti a gas per auto ed è comparsa sulla Repubblica di ieri, 28 febbraio, nelle pagine della cronaca di Roma.
Mi sembra non ci sia bisogno di aggiungere altro.

25 febbraio 2011

Il Quiz della settimana

Domanda:
Cosa pubblicizza questa réclame (trovata nell'ultimo numero di Vanity Fair in edicola)?

Risposte:
a) Una ditta che produce impianti di irrigazione.
b) Un marmista specializzato in fontane.
c) La nuova funzionalità di Photoshop per sballare il rapporto gambe-busto.
d) Il nuovo film di Emanuelle.
e) Vestiti di un noto marchio la cui creatrice si starà ora rivoltando nella tomba.

22 febbraio 2011

Brevi istanti di incommensurabile terror panico

L'amica M.V., che ringraziamo, ci segnala questa chicca comparsa nel forum "Italians" di Severgnini.
Donne del 13 febbraio, vergognatevi
Domenica 13 febbraio abbiamo assistito all'ennesima presa in giro. Le donne protestano perchè sentono in pericolo DIGNITA', LAVORO, FUTURO. Vergognatevi. Siete le stesse che quando vogliono (e lo fate spesso) abbandonate i vostri uomini togliendogli tutto senza pietà e che ancora più grave togliete i figli senza meritarveli. Noi sempre pronti a perdonare voi pronte a farci pagare anche una telefonata non fatta. Ho vissuto anni insieme ad un avvocato divorzista, e lo schifo a cui ho assistito è indescrivibile. Sul lavoro usate l'arma della seduzione fino a che vi fa comodo. poi quando i vostri limiti caratteriali emergono usate l'arma del ricatto morale per assicurarvi la carriera. Le donne che conosco guadagnano tutte più di me. e non tutte lo meritano. Guai a toccarle. Si rischia la galera come minimo.

20 febbraio 2011

Dalla politica del fango al fango sulle automobili. Il giornalista Nino Materi trova divertente il sexy car wash!

Da Mirano (Venezia) giunge la conferma: alla Cgil i bacchettoni non mancano. Ma come, un benemerito cittadino veneto ha l’eccitante idea di aprire un «sexy car wash», e i sindacalisti rossi cosa fanno? Bloccano l’iniziativa. Di più, gridano allo scandalo: «Basta con le donne oggetto!». Macché «donne oggetto», qui si voleva solo rendere un po’ più emozionante una delle incombenze familiari più noiose.

Tutti sanno infatti come quello del lavaggio dell’auto rappresenti uno degli scogli familiari su cui rischiano di infrangersi anche i più solidi sodalizi coniugali. Quando la macchina comincia a fare concorrenza a una discarica abusiva e spunta il solito simpaticone che ti fa trovare sul parabrezza impolverato la scritta «LAVAMI PORCO!», tra marito e moglie comincia il solito palleggiamento: «Vai a lavarla tu», «No, vacci tu». Certo è che se a insaponarti la cappotta fossero delle belle ragazze in bikini o in versione miss maglietta bagnata, le cose per lui cambierebbero alla grande; idem per lei, se

ESCORT - Pubblicazione mensile di cultura, spettacolo e attualità

Edicola di paese. Domenica mattina. Un amico a conoscenza di questo blog mi segnala la cosa.
Ok, niente di particolare, giornali porno ce ne sono a decinaia.

Solo quando inizio a sfogliarlo, realizzo all'improvviso che c'è qualcosa che non va.
Numeri di telefono? Sono stata teletrasportata in una cabina telefonica di Londra? 
Descrizione delle prestazioni? Cos'è, il catalogo IKEA?

Ma il coronamento dell'orrore arriva solo nelle ultime pagine, dove, quasi si volesse rivestire con una patina di rispettabilità quelle che sono le pagine gialle per mignottari (una specie di "Escort Fair"), la spiegazione del mestiere. Leggo. E scopro che il lavoro peggiore del mondo non è più il casellante notturno della tratta Bussi-Popoli, ma quello/a che si è dovuto inventare quest'apoteosi di minchiate e che io, per dovere di cronaca, riporto: