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3 febbraio 2012

Sherlock 2 - E fu amore per sempre

L'estate scorsa avevamo parlato velocemente della prima stagione di questa serie inglese, che ci era piaciuta molto, era andata in onda un anno prima e non si sapeva quando sarebbe uscita la seconda.
Poi, finalmente, il 1 gennaio 2012 abbiamo potuto guardare il primo dei tre nuovi episodi: A Scandal in Belgravia. Ovvero, la cosa più sexy, intelligente, brillante e perfetta andata in onda in tv dopo pochi-altri-momenti-epocali-di-questo-tipo-forse-la-prima-puntata-di-Lost?

Va bene, è un giudizio un po' di parte, da fan accanitissima, ma davvero un lavoro di questo tipo non può che entusiasmare.
I criteri della prima stagione sono rimasti invariati: ambientazione contemporanea, carattere di Sherlock persino peggiore rispetto a quello dell'originale letterario, citazioni del Canone a getto continuo ma senza mai essere smaccate, ottimi interpreti di contorno (si sospetta che gli attori vengano scelti in base alla voce, non è spiegabile altrimenti la quantità di timbri caldissimi, profondi e di cui non si accusa minimamente l'impostazione recitativa), regia instancabile e bellissima fotografia.

11 novembre 2011

Pessime ragazze che fanno ridere

Lo so, lo so, è un po' che la rubrica latita, e so anche di essere l'unica al mondo ad essersene accorta. Ma se qualcuno di voi dovesse davvero aver sentito la mancanza di questo settimanale appuntamento con il dispenser di consigli televisivi (really? seriously? Get a life, dude!), questo qualcuno sappia che durante la latitanza, l'Eva addicted ha lavorato alacremente (leggi: si è inchiodata al divano con connessione neurale ai siti di sottotitoli) e torna su questi schermi con una nuova, eccitante scoperta da condividere con il suo lettore: 2 Broke Girls.

14 ottobre 2011

Saltando con gli squali


L'altra sera ero - come sempre - tutta presa dal processo di annessione delle mie cellule epiteliali al divano, e nel frattempo mandavo giù la solita quantità imbarazzante di serie, quando mi sono accorta che proprio un altro episodio di Weeds non mi andava. 'sta quarta serie è diventata assurda, la trama ormai è troppo inverosimile, insomma abbiamo bellamente saltato lo squalo, e si sa che il jump of the shark è il punto di non ritorno.
Siccome è autunno e quindi un po' di malinconia è doverosa, siccome poi soprattutto l'altra metà di SaraS invece non ci pensa per niente a sospendere Weeds e quindi dovevo aspettare che finisse l'episodio, mi sono messa a ripensare a quante altre volte, in passato, ho abbandonato una serie e perché.

30 settembre 2011

Poco pregiudizio e molto orgoglio - Austen pride

E' vero.
Non è una serie recentissima. Anzi, tre anni sono parecchi, nel mondo mutevole e veloce della tv.
Ma magari vi è sfuggita, non ve ne siete accorti, ve ne siete dimenticati, l'avete volutamente ignorata perché vi stava antipatico il discutibile taglio di capelli dell'attrice protagonista. E poi, oh, my section my rules! (E in realtà sto aspettando che vada un po' avanti la settima stagione per fare il post-definitivo-e-assoluto su How I met your Mother.)
Quindi, andiamo a recensire.

23 settembre 2011

These guys Rock!


Oggi è il 38mo venerdì dell'anno, il 17mo dedicato alla nostra rubrichetta televisiva, il primo dell'autunno e soprattutto quello della settimana in cui sono ricominciate tutte le serie.
Facile presumere che i serial-addicted nostri lettori siano ancora preda dei postumi da celebrazioni, o semplicemente fusi col divano mentre si sparano endovena dosi massicce dei loro ansiolitici preferiti, ma per quelli che dovessero essere stati costretti a mettere ad uscire di casa questa settimana abbiamo deciso di parlare della meta-serie per antonomasia, la serie tv che parla di tv e si affaccia sul Rockfeller Center: 30 Rock.

16 settembre 2011

La serie di Maria - Le due prime stagioni di Weeds

Non c'è niente da fare: anche quando ormai l'astinenza sta per finire e può quasi tornare a respirare liberamente, il serial-addicted medio si aggira irritato e irritabile nei meandri della Rete, in cerca di qualche palliativo che possa, nel frattempo, tenere a bada la sua ansia da visione.
Poiché l'Eva che scrive è in tutto e per tutto una serial-addicted media (non ve n'eravate ancora accorti, dite la verità, eh?),  non è sfuggita al postulato espresso ora per la prima volta, e, in cerca di uno spuntino, è incappata in Weeds.
Andiamo a recensirlo.


13 settembre 2011

Fey e Carrell sperduti a Manhattan


Ancora un po' allibiti per i premi della Mostra del cinema di Venezia (soprattutto perché presidente di giuria era il nostro amato Aronofsky), questa settimana ci regaliamo una recensione facile facile, su un film facile facile che però qualche risata ce l'ha strappata.
Parliamo di "Notte folle a Manhattan", con Tina Fey, Steve Carrell, Mark Whalberg e James Franco.

9 settembre 2011

Mildred Pierce - Recensione delusa al vetriolo

***WARNING: SPOILER INSIDE! Non proseguite la lettura se non volete anticipazioni!***

C'era Kate Winslet. L'attrice che sdoganò tutte noi paciarotte con l'incandescente e ingenuo nudo di Titanic.


Il regista era Todd Haynes, che ha raccontato Bob Dylan dandogli il volto di una quindicina di attori diversi.

La casa di produzione era l'HBO, quella dei Sopranos, per capirci.

Le sinossi che circolavano in Rete raccontavano la storia di questa donna che, in piena Depressione e alle prese con un divorzio e una figlia molto problematica, sapeva rialzarsi in piedi, aprire il proprio ristorante e trovare l'amore.

In pratica, sembrava fatto su misura per parlarne qui nelle Stanze. Quindi la vostra Eva recensitrice si è portata avanti coi compiti e ha guardato Mildred Pierce, così da darvi la sua illustre opinione su cui basarvi per decidere se seguirla o meno ora che la trasmetterà anche Sky. Contentucci?

2 settembre 2011

Recensioni a metà

Ci siamo quasi.
Ancora poche settimane (due o tre al massimo) e tutte le nostre serie preferite riprenderanno ad andare in onda (e noi continuiamo serenamente a far finta di niente di fronte alla notizia che la prossima è l'ultima stagione delle Casalinghe).
Nel mentre che aspettiamo il rientro in grande stile, possiamo comunque dare un'occhiata a qualcosina di diverso, magari anche nuovo.

5 agosto 2011

Consigli di visioni estive

Ultimo venerdì prima delle ferie.
Fra poche ore si parte.
Questo forse è l'unico periodo dell'anno in cui anche il più fedele dei serial addicted riesce a stare lontano da download, sottotitoli e tv.com persino per qualche giorno consecutivo.
Se però siete proprio addicted all'ultimo stadio o rimanete ancora a casa per un po', qualcosina di buono da vedere lo si trova sempre, nonostante la notoria penuria della stagione (che poi è vero fino a un certo punto, all'estero non hanno questa strana convinzione che si stia tutti in ferie tre mesi l'anno e mandano in onda materiale nuovo anche ad agosto), e noi siamo qui proprio per darvi qualche suggerimento succoso, un paio di titoli che hanno un buon sapore estivo e sono perfetti per le notti lunghe e piene di grilli.

29 luglio 2011

Fenomenologia del serial addicted

‎1. Il serial addicted può essere di tre tipi:
a. L’autoreferente: guarda solo serial attinenti alla sua vita. Si sa di medici che indossano il camice per   seguire E.R.
b. Il selettivo: va per generi. Solo medical dramas, solo storie di formazione, solo crime serial. Di solito disprezza ferocemente gli addicted di altri generi.
c. L’onnivoro: segue tutto. Purché sia di origine americana, diviso in 24 episodi di 40 minuti l’uno e di durata complessiva possibilmente decennale.
2. Il serial addicted è endogamico. Si accoppia e frequenta solo altri serial addicted, perché così fanno i suoi personaggi preferiti. La scelta cade preferibilmente su addicted degli stessi serial, per non compromettere la purezza della fidelizzazione.

3. Il serial addicted ha gravi problemi relazionali. È in grado di lavorare spalla a spalla, ogni giorno per dodici ore al giorno per dieci anni, con l’uomo/la donna della sua vita senza mai ammettere di esserne innamorato perso.

4. Il serial addicted è uno che scandisce la sua vita in stagioni e non in anni.

10 giugno 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane - Ultimo imperdibile episodio

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Cinque anni dopo, ma anche tre giorni prima, o un periodo a caso.
Mary Alice’s voice off [la camera si muove con carrellata dall’alto verso il basso e poi segue il percorso della strada principale]:
A Wisteria Lane ha piovuto una sola volta. Nevica a Natale, qualche volta passa un tornado, ma per il resto dell’anno il tempo è sempre bello, soleggiato e temperato. Non c’è ragione perché oggi sia diverso.Le mie amiche sono di nuovo riunite per la partita settimanale di poker, mentre altrove, nel deserto, un uomo e una donna cercano di dar voce alle vittime, e un medico lotta perché di vittime, del caso, ve ne siano sempre di meno. Dall’altra parte del mondo, una giovane donna continua a dimostrare al suo anziano compagno che la vita è un’esperienza straordinaria.
Tutti ricordano il giorno dell’orso bianco, ma nessuno vuole pensarci. Forse, se lo facessero, potrebbero prevedere quanto sta per succedere. O forse no. Nessuno può immaginare che oggi sarà diverso.

Una fumosa nube nera si scaglia con violenza lungo le strade di Wisteria Lane.

La gente esce di casa urlando in preda al terrore.

Il caos imperversa ovunque.

Gli investigatori e i medici assistono alla scena dagli schermi dei televisori.

È Catherine la prima a capire cosa sta succedendo: - Guardate, è Bree Van de Kamp Hodge Van de Kamp!

Bree è immobile in mezzo alla strada. Lo sguardo fiero, il tailleur perfettamente stirato. Accanto a lei, Lynnette e Gabrielle si tengono per mano, guardando nella sua stessa direzione.

- Che donna! Che donna! – esclama House fra una manciata di popcorn e l’altra. La Cuddy e Cameron corrono a prendere appuntamento con il parrucchiere per tinta e messa in piega.

Per un attimo il tempo sembra fermarsi, mentre Bree estrae l’arma con cui ha deciso di affrontare il mostro di fumo. Susan piange e saltella istericamente dietro la finestra.

- Questa è Wisteria Lane. Questa è casa nostra. Tu. Non. Passeraiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

Bree aziona il nuovissimo super-aspirapolvere ultra, brevetto della NASA. Con un urlo terrificante, la nube scompare nel tubo.

E, finalmente, è di nuovo notte a Wisteria Lane.

Medici e investigatori hanno raggiunto i Wisteriani per celebrare degnamente il coraggio di quella donna straordinaria.

La camera arriva in carrellata dall’altro, a mostrare i volti sorridenti, i brindisi, gli abbracci di amici vecchi e nuovi. A poco a poco, la gente dell’orso si ritrova e, mentre la camera si allontana di nuovo verso l’alto, sullo sfondo passano Jack, Kate, Sawyer e Sayid, saltellando su un piede solo e sventolando le mani da destra a sinistra, da sinistra a destra, alto in basso, basso in alto, fate volteggiare la vostra dama e si ricomincia! I quattro escono dall’inquadratura.



3 giugno 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane - parte penultima

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L’equipe medica accorre intorno al capezzale, tutti si agitano, si muovono, gridano frasi sconnesse, mentre gli abitanti di Wisteria Lane si ritrovano nella sala d’aspetto con la telecamera che li carrella da lontano e una triste musica di sottofondo.
- Troppo tardi, non c’è più nulla da fare – dichiara House giocherellando con una pallina da baseball. – Caso incurabile di “Mancatoaccordusconproduttoris”.
- Basta! Io non posso più tollerare l’orrore quotidiano di questo lavoro. Mi dispiace, lascio. – E Sara se ne va dalla stanza, con le lacrime che le solcano il volto mentre gli sceneggiatori mandano in dissolvenza incrociata un po’ di materiale avanzato dalla sala di montaggio.
Grissom, l’uomo che l’ama, e che con lei è tornato a vivere i propri sentimenti e la propria umanità, devastato dal dolore della perdita siede discosto da tutti, a un tavolo d’angolo, intento a giocare a scarabeo con Hodge (avendolo scambiato per Hodges).
- Non possiamo lasciare che quanto appena accaduto ci distolga dalla nostra ricerca della verità, è il nostro compito, il nostro lavoro, il nostro scopo – dice Catherine, improvvisamente più giovane di cinque anni.
- Mi dispiace, miss, ma arriva un momento nella vita in cui nessuna giustizia può sostituire la propria – sorride Bree impugnando un lucidissimo Kalashnikov che ha appena estratto dalla borsetta. – Andiamo, Orson.

27 maggio 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane - parte quarta

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– Abbiamo informazioni sullo stato della signora Britt? È in grado di rispondere a qualche domanda? – chiede Grissom cui è improvvisamente comparso in testa un cappello di paglia.
– Sì, papà. L’abbiamo sottoposta a tutti gli esami di routine e, a parte un rush sulla schiena, non le abbiamo riscontrato altri sintomi. Per cui la nostra diagnosi differenziata, ottenuta aprendo a caso l’enciclopedia medica, è che la paziente abbia il lupus. Oppure è svenuta per lo shock dopo aver trovato un orso bianco nel salotto di casa.
– Oh, ma, dottore, lei è davvero un genio! La sua fama di diagnosta è più che meritata! – dice in un profluvio di ciglia sventolate la casta e morigerata Catherine, che annuserebbe un buon partito anche alla riunione nazionale dei veterani del Vietnam.
– E lei è inutile che finga di essere incinta solo per tenere nascosta la gravidanza di sua figlia e poter poi allevare il neonato come fosse suo, chiaro? – l’ultima battuta è rivolta a Bree, che sta entrando in quel momento al braccio di Orson portando un veloce rinfresco.
– Ma… veramente… io…
– Per piacere, mi risparmi la solita solfa sul bisogno profondo di dare un senso all’autunno della vita! Voialtre donne di mezza età che rifiutate il naturale scorrere del tempo e vi ostinate a coltivare le speranze e l’illusione che mantenere in vita la razza umana sia cosa buona e giusta. L’umanità fa schifo, tutto fa schifo, io sono cinico, antipatico e politically uncorrect. Cicca Cicca Bum!
– La sua ultima affermazione è fuori da ogni possibile dubbio, dottore. Io intendevo semplicemente ricordarle che non fingerò di essere incinta prima della quarta stagione, perciò sarebbe opportuno che lei evitasse di spargere spoiler gratuiti rovinandomi anche il colpo di scena, e si decidesse ad accompagnarci dalla nostra cara Edie.
Nel pronunciare queste parole, Bree sorride.
E anche Orson.
Tutti capiscono.
Aiutati anche dalle fiamme e dall’odore di zolfo che si sprigionano alle spalle dei due coniugi.
Catherine e la Cuddy si gettano in adorazione ai piedi di Bree: – Nostra signora e maestra!
House si innamora istantaneamente di lei. Grissom non si accorge di niente.
Susan inciampa.
Rimpinzandosi di Vicodin (e guardato con aperta invidia da Warrick), House conduce tutti gli astanti nella camera di Edie.

FADE IN

20 maggio 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane - parte terza

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- Avete trovato niente, voi, ragazzi?
- Nnte.
- No, amica. Niente di interessante per noi.
Sara si esibisce dunque in un riassunto di quanto è accaduto, nel disperato tentativo di recuperare l’attenzione di tutti gli spettatori che, a questo punto, si limitano a guardare le figure. – Una normale casalinga va a fare visita alla sua vicina, e la trova riversa in terra priva di sensi, con un orso bianco in salotto intento a smangiucchiare il tappeto. Mi chiedo cosa ci sia dietro. Qualcuno ha parlato con la vicina dei muffin?
- Sì, io, il Capitano Brass, che nonostante il grado nessuno mi fa mai fare niente di più interessante che interrogare la gente presente sulla scena del crimine, quando poi lo sanno tutti che, se uno si trova sulla scena, è sicuramente innocente.
- Guardati dai tuoi vicini, ma cerca quelli lontani. Shakespeare lo fa suggerire da un personaggio minore. Che cosa ha detto la signora Van De Kamp? – chiede Grissom, per poi allontanarsi lasciando tutti in sospeso.
- La signora Van De Kamp stava portando dei muffin a Edie Brit per chiederle un favore. Pare infatti che Edie Brit in passato abbia cercato di concupire l’ex fidanzato di Susan Mayer, la madre single che abita… abita… beh, qui nel quartiere – taglia corto Brass, incapace di ricordare se casa Mayer abbia i glicini o le boungavillee sul portico e pertanto impossibilitato a distinguerla dalle altre. – L’ex fidanzato della signora Mayer, tale Mike Delfino, idraulico con precedenti penali e imparentato con Zach Young, giovane miliardario che faceva la corte a Gabrielle Solis, la caliente latina che in questo momento sta mordendo il polpaccio della nostra Cath, ha avuto a che ridire più volte con il marito di Bree Van De Kamp, Orson Hodge, da non confondersi con il nostro Hodges, dentista con un passato in clinica psichiatrica, e la signora Van De Kamp voleva chiedere a Edie Britt (ma c’è una ragione per cui dobbiamo sempre chiamare con nome e cognome tutti i personaggi che nominiamo?) se poteva portare in vacanza Mike Delfino, così che lei e Orson Hodge potessero avere via libera per cancellare un po’ di prove che rimandavano a Mike Delfino e Orson Hodge in merito al caso di omicidio di una certa Monique Poulier, che tra l’altro era stata l’amante del marito di un’amica di Bree Van de Kamp che, quando è venuta a saperlo, ha sequestrato in un supermercato Lynnette Scavo, Julie Mayer e l’ex amante e madre della figlia naturale di Tom Scavo, uccidendo quest’ultima, cosa per la quale Lynnette ha ancora i sensi di colpa, visto che è stata lei a rivelare all’amica di Bree Van de Kamp che la donna era stata a letto con suo marito, e pertanto ha deciso di accogliere in casa l’orfana, che per vendicarsi la farà arrestare per abusi e maltrattamenti. Quando è entrata ha trovato Edie Britt in terra e un orso bianco in salotto.
Gli agenti della Scientifica, in grado di memorizzare un tale profluvio di nomi e informazioni nel tempo che il Capitano ha impiegato a illustrarlo, e senza sbagliare un solo nome o collegamento, commentano quanto appreso ciascuno a suo modo.
Warrick Brown: - Nulla di importante, quindi.
Nick Stokes: - lahsngrenwo .anauuronbva, nnè bhweuw?
Greg Sanders: - Non è importante ciò che dico. Io servo solo a rappresentare l’incupirsi di un animo solare quando ha a che fare ogni giorno con morti e cadaveri, e non dico nulla di decisivo dall’ultima puntata della quinta serie.
Sara Sidle: - Come sempre, dietro le bianche facciate dei quartieri-bene si nascondono orribili nefandezze. È davvero un triste mondo.
In quel momento sopraggiunge affannata Lynnette: - Correte! Hanno chiamato dall’ospedale. Ci vogliono tutti lì!
- Perché?
- Perché il narratore è amico degli sceneggiatori di Lost e, quando non sa come cavarsi d’impiccio, fa cose improbabili e ingiustificate!

CUT TO

13 maggio 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane - parte seconda

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TITOLI DI TESTA.
La testa di un manichino che morde una mela mettendo in bella mostra l’apparecchio azzurro per i denti arriva dal fondo dello schermo nero vorticando con un lievissimo ralenty, sulle note di una canzone a caso degli Who.

Grazie al canale preferenziale che la polizia è stata costretta ad aprire per non intasare le linee convenzionali con le numerose e frequentissime chiamate provenienti da Wisteria Lane (e alla cui gestione sono solitamente piazzati i novellini o gli outsider antipatici ai capi), in poco meno di mezz’ora Edie è stata già trasportata all’ospedale più vicino e ricoverata nell’unica stanza disponibile – in realtà l’unica stanza tout-court, non se ne sono mai viste altre – e la sua villetta è stata isolata dal nastro giallo della scientifica, accorsa sul posto perché il Turno di Notte accorre su qualunque caso, anche quando è pieno giorno e la scientifica non c’entrerebbe un piffero. 
Le amiche circondano Bree nel vano tentativo di consolarla, ma nulla può fermare i composti singhiozzi della donna: - Quel… Quell… sigh!... quell’orribile orso… sniff!... stava sporcando tutto il pavimento! 
- Sendo t, chci fanoso biadqst pti? – chiede (ma doppiato l’effetto si perde, mentre in lingua originale il giovane mascelluto dà il meglio del suo favoloso accento texano) il bell’agente della scientifica al politicamente corretto collega di colore. 
- Non lo so, amico, davvero non lo so. Non si sono mai visti, orsi bianchi, da queste parti. 
Preceduto da Billy, il suo scarafagetto da compagnia, e con il viso atteggiato alla più totale assenza di espressioni umane,

6 maggio 2011

CSI m.d. Lost In Wisteria Lane

***WARNING: SPOILER INSIDE***


Mary Alice’s voice off [la camera si muove con carrellata dall’alto verso il basso e poi segue il percorso della strada principale]: A Wisteria Lane ha piovuto una sola volta. Nevica a Natale, qualche volta passa un tornado, ma per il resto dell’anno il tempo è sempre bello, soleggiato e temperato. Non c’è ragione perché questa mattina sia diversa. E in effetti è un giorno di sole a Wisteria Lane.
Susan Mayer è appena inciampata nel tappeto del salotto sotto lo sguardo indulgente di sua figlia Julie, serenamente aggrappata alla sua boccetta di tranquillanti. Rialzandosi da terra, e mentre cerca di parare la caduta della brocca dal lavello, Susan intravede dalla finestra una scena tipica delle mattine di sole a Wisteria Lane: Bree Van de Kamp sta attraversando il viale principale con un cestino pieno di giganteschi muffin appena sfornati. Non ci sono nuovi vicini su cui curiosare, né eventi di particolare rilievo sono venuti a turbare la sonnolenta quiete del ricco sobborgo. Non sono nati bambini, non sono stati annunciati fidanzamenti, nessun diploma né laurea. Se fosse accaduto qualcosa di simile, Susan lo saprebbe sicuramente, a Wisteria Lane le cose succedono soltanto a lei e alle sue tre amiche. Al massimo, ai loro compagni o ai loro figli. Gli altri abitanti di Wisteria Lane fanno solo numero.
Bree cammina con l’elastico e slanciato passo da donna con filo di perle incorporato, il sottile sorriso evitarughe e l’immancabile, inevitabile, improcrastinabile golfino RomeoeGiulietta.

29 aprile 2011

4 scene al femminile che ti hanno ricordato perché sei un serial-addicted.

1) Sara Sidle che recita le tabelline per sopravvivere al deserto. Il bracciolo del divano porta ancora i segni delle unghie che hai affondato mentre guardavi quella meravigliosa, disperata, determinazione. (minuto 3.53)


2) Il pre-finale e il finale della quarta stagione di Desperate Housewives. Le lacrime agli occhi perché sapevi perfettamente che con le amiche funziona così.


3) Il matrimonio di Phoebe. Perché erano passati gli anni, e sentivamo di star arrivando alla fine. Ma era tenero e romantico.


4) Il finale dei Soprano. Che non è al femminile, ma è il miglior pezzo di storia della storia della tv scritto finora dagli sceneggiatori-americani-santi-subito. E poi, non è forse la Vita, la grande protagonista di quella scena?

22 aprile 2011

Sex and Wisteria Lane

La prima puntata di Sex and the city andò in onda in Italia nel 2000 su TeleMontecarlo (Sì. TeleMontecarlo. Sì. Siamo vecchi.)

L'Eva che scrive ricorda nitidamente quella sera, complice anche un cartellone pubblicitario formato stadio che campeggiò sotto casa sua per settimane: l'idea di un telefilm (allora si chiamavano ancora così) in cui si raccontava di donne sessualmente disinibite e cacciatrici era così sconvolgente per l'Italia (non solo) di allora che venne creato un apposito programma contenitore di prima serata dove la puntata era seguita da un talk show in cui le ospiti parlavano delle proprie esperienze sessuali.
E, in effetti, le scopacchiate frenetiche delle quattro amiche erano qualcosa di mai visto a queste latitudini. Il meccanismo, tuttavia, mostrò ben presto la corda, specie quando ci rendemmo conto che il titolo corretto avrebbe dovuto essere "The product placement and qualcos'altro". Forse i più giovani fra i nostri lettori non lo ricordano, ma prima di Carrie & Co. essere fashion victim non era cool. Per n-i-e-n-t-e. E ben poche si sarebbero sognate di inerpicarsi su tacchi che l'Inquisizione riteneva disumani e crudeli.

19 aprile 2011

"Rosalie, porta questo fiore sulla tomba"

Ieri su tutti i giornali campeggiava la notizia "E' morto Osamu Dezaki".

Scorrendo le homepage, di corsa, in ufficio, in un attimo di pausa, il pensiero collettivo della popolazione mondiale normo-nerd è stato "Chiiii?". Ma, per una volta, i giornalisti italiani hanno saputo scegliere un titolo (quasi) esatto, riassuntivo ed esauriente, in grado di paralizzare l'intera generazione di attuali trentenni e far loro comparire uno strano sguardo negli occhi.
Osamu Dezaki è stato infatti regista di un numero strabiliante di quei cartoni animati che, negli anni '80, alle 4 di pomeriggio, richiamavano davanti alla tv un intero esercito di mini-spettatori armati di latte e tegolini, gli stessi che oggi si sono trasformati in serial-addicted praticanti, e si assiepano davanti alle televisioni alle nove di sera, armati di bibite dietetiche e ansiolitici.
Fra le sue opere si annoverano Rocky Joe, Lupin III, Remi... e Lady Oscar.
L'Eva che scrive oggi è stata parte integrante dell'esercito pomeridiano di allora e si fregia del grado di feldmaresciallo in quello serale di oggi, per cui sa perfettamente che cosa abbia significato Lady Oscar per la sua generazione.
Vedete, se non fosse caduto di recente il centocinquantesimo anniversario, molte di noi, forse, a bruciapelo, non avrebbero saputo dire l'anno dell'unità di Italia, e sicuramente senza Colin Firth si sarebbero domandate se c'era la monarchia in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale.