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10 novembre 2011

Rassegna stampa che sperava fosse l'alba e invece tocca rimettersi a dormire per un po'

Ci avevate sperato molto?
Che desse le dimissioni subito, intendo.
O siete rimasti anche voi a guardare l'aggiornarsi delle ultim'ora con occhio disincantato e distaccato, avendo persino paura di sperare?
Ma vi siete fatti anche un'idea di quello che succederà dopo? Del tempo che ci vorrà per liberare l'aria anche delle ultime scorie di questa mentalità ammorbante che ci ha soffocati per diciassette anni?
E pensate che riusciremo a ricordare tutto? O non ci perderemo qualcosa per strada? Della sfacciataggine, supponenza, ignoranza, volgarità, becerume che siamo stati costretti a ingoiare?
Qui non abbiamo certezze. Qui aspettiamo ancora che la clessidra di lunedì finisca il suo giro.
E poi forse non stapperemo nemmeno più quella famosa bottiglia di spumate. Forse ci limiteremo a uscire per strada e guardarci intorno, per capire da che parte ricominciare a costruire.


















27 ottobre 2011

Rassegna stampa immaginifica e licenziabile

Lo confesso. Questa Eva qua è in assoluto la peggiore rassegnista del blog.

Giuro, mi impegno tantissimo, ogni mercoledì sera mi metto in giro per internet a raccogliere le perle dell'informazione nazionale e internazionale, con un occhio speciale dedicato all'economia e all'ecologia (non è vero, ma mi andava di semi-citare Bridget Jones), e poi puntualmente finisco qua davanti demoralizzata, sconfortata e con la voglia di scrivere l'ennesimo pezzo idiota su una serie americana o un improbabile film.


Mi sono interrogata a lungo sul perché capiti questo, a me che il blog l'ho voluto e lo amo ogni giorno. Ci ho riflettuto e alla fine mi son data una risposta, davvero molto italiana: non è colpa mia.
Ma sul serio non lo è. E' che il mercoledì c'è una strana congiuntura astrale per cui tutti i giornali del mondo si mettono d'accordo per pubblicare solo notizie imbarazzanti e tristi. Non ci credete?

Questa a destra è una foto pubblicata oggi dal Wall Street Journal. La didascalia è una citazione della canzone degli Wham e dice "Wake him up before he go-goes." (tra parentesi, qualcuno può spiegare a Repubblica che non basta inibire il "salva immagine con nome" via tasto destro, soprattutto se invece dalla fonte originaria è liberamente scaricabile?)

9 agosto 2011

Rassegna stampa pornopolitica del 9 agosto

I pochi lettori della Eva che scrive hanno ben chiaro che le rassegne stampa di Marela sono sui generis, dettate più da una parola chiave che da un tempo. 
Siamo tutti abituati a spulciare in rete, a inserire tra "i preferiti" i giornali on line che battono le notizie in tempo reale, con aggiornamenti che talvolta rasentano il voyeurismo. Viviamo guardando nel buco della serratura degli eventi e talvolta dimentichiamo che l'informazione ci viene propinata e si riduce alla notizia e alle sue conseguenze. Le conseguenze diventano esse stesse notizia e noi crediamo di essere informati solo perchè conosciamo le notizie. Illusione? Si, siamo tutti prigionieri degli effetti. 
Ci sono dei filoni di notizie che troviamo in ogni rassegna stampa (non casalinga come la nostra) e una semplice googlata riporta le altre 3421 notizie sul medesimo argomento pubblicate nell'ultima ora. E sull'onda del "mi piace" si diffondono nel mare magnum delle centinaia di amici di rete. 
“Le storie di sesso e politica sono come il Tour de France. Vanno seguite”. Sostiene un ragazzo francese sulla sua bacheca facebook . 

13 giugno 2011

Rassegna stampa anticipata del 14 giugno. Ma stiamo sul pezzo



Stavolta usciamo con un'edizione speciale. Due ore prima del 14 giugno ma, amici di Eva, non si può non esultare per il risultato raggiunto.

Per una strana congiunzione astrale, estremamente fortunata, la Eva che scrive può firmare quattro righe sulla vittoria della democrazia, ma soprattutto del popolo della Rete. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà ricordato come la prima web-consultazione elettorale della storia italiana: internet infatti è stato nei mesi scorsi il campo di battaglia della sfida referendaria. Ora alla luce dei risultati, si conferma il fatto che i social network non sono soltanto uno strumento di svago, ma una realtà importante per smuovere la partecipazione democratica dei cittadini. Oggi, dal primo minuto dopo le 15, il web si è trasformato nel luogo della festa.

El mundo parla della Monumental bofetada la que ha recibido Silvio Berlusconi, que ya no podrá agarrarse a presuntos problemas de agenda para no personarse en las vistas de sus procesos penales. Más del 95% de los votantes en los referendos que se celebraron entre el domingo y este lunes ha decidido derogar la ley de "legítimo impedimento" que desde abril del año pasado le servía a 'Il Cavaliere' de escudo judicial y a la que el 'premier' se aferraba para no sentarse en el banquillo de los acusados por los cuatro juicios que tiene pendientes alegando que sus obligaciones como primer ministro le imposibilitaban a ello.

Noi Eviste conosciamo bene la potenza del web (non a caso la redazione delle Stanze è formata da amici di rete) e partecipiamo attivamente a "Democrazia 2.0", una forma di partecipazione diretta del web-cittadino alla vita politica. E così tutti a festeggiare, ovviamente recuperando in rete gli indirizzi.

E, a proposito di rete, blog e passaparola vi informiamo che esiste una rete antitalebani. Leggete qui:

Il Dipartimento di stato e il Pentagono hanno già speso almeno 50 milioni di dollari per creare una rete indipendente di telefonia mobile in Afghanistan, usando i ripetitori delle basi militari nel Paese. L'operazione è mirata a contrastare l'abilità dei talebani a spegnere le telecomunicazioni afghane ufficiali. Il governo americano, inoltre, sta finanziando la creazione di reti wireless nascoste per permettere agli attivisti di comunicare oltre la portata dei governi in paesi come Iran, Siria e Libia.

E poi...

Dopo Usa e Canada La «Marcia delle zoccole» è approdata in Europa, in Australia e in America Centrale. Centinaia di donne in minigonna e scarpe con tacchi vertiginosi hanno sfilato per le strade per protestare contro chi dà la colpa alle vittime di violenze sessuali per indossare vestiti troppo succinti. Le SlutWalk (marce delle zoccole) erano iniziate ad aprile scorso a Toronto dopo che un ufficiale della polizia aveva dichiarato che le donne dovrebbero evitare di vestirsi come «sluts», zoccole, per non essere violentate o molestate. Le proteste si erano poi diffuse negli Stati Uniti e, durante il weekend sono state organizzate a Città del Messico, a Matagalpa, in Nicaragua, e nella capitale dell'Honduras, Tegucigalpa. A Città del Messico donne e uomini hanno manifestato insieme portando striscioni con le scritte: «No vuol dire no»

E, per finire, una precisazione.

Sembra davvero incredibile, ma a quanto pare la storia di Amina, la bloggersiriana rapita pochi giorni fa, era una bufala! Mentre il mondo si commuoveva per la scomparsa di questa giovane ragazza, Amina Abdallah Araf, ecco che veniamo a sapere che in realtà Amina non esiste e non è mai esistita! In realtà Amina era Tom, uno studioso quarantenne americano residente in Scozia, che ha finalmente confessato la verità.
L’uomo, che con la notizia del rapimento aveva fatto preoccupare moltissime persone in tutto il mondo, non crede di aver fatto nulla di male: “Non credo di aver fatto male a nessuno – ha scritto sul suo Blog -. Ho creato una voce per problemi che mi preoccupano fortemente”.


Voi cosa ne pensate? Come ci si può fidare delle identità che nascono su internet alla luce di fatti del genere?

Noi però ci abbiamo messo la faccia, visitate la pagina dei componenti. Ci troverete tutti lì.