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13 agosto 2011

E dopo il 12... arriva il 13 agosto 1961. Quando dicono "pettegolezzi" c'è da temere



Walter Ulbricht il 15 giugno del '61, durante una conferenza stampa internazionale, smentisce seccamente le voci sul progetto della costruzione di un muro a Berlino per dividere le due Germanie: "Ho sentito anch'io questi pettegolezzi, sono falsi. Nessuno ha intenzione di farlo". La storia oggi ci dice che era una menzogna. 

La mattina del 13 agosto 1961 i berlinesi scoprono infatti che nel cuore della loro città sta nascendo una divisione fatta di filo spinato, blocchi di cemento anti-carroarmati e barricate. I collegamenti fra la zona est e quella ovest sono bloccati e i cittadini della prima non possono più entrare nella seconda. Sono le "prime pietre" del famigerato Muro, che la propaganda chiama "il muro di protezione contro i fascisti". Gli Alleati reagiscono con moderazione, troppa moderazione, e la "protezione" cresce in fretta, raggiungendo i 166 chilometri di lunghezza e i 4 metri di altezza. Centosessantasei chilometri che tagliano 192 strade di Berlino, sancendo la definitiva separazione fra i due blocchi. Passare il Muro diventa impresa assai rischiosa, tanto che un centinaio di berlinesi dell'est moriranno nel tentativo di scavalcarlo, uccisi dai Vopos di guardia: l'ultima vittima è Chris Gueffroy, il 6 febbraio del 1989.
Chris Gueffroy non poteva saperlo: gli sarebbe bastato pazientare ancora pochi mesi e lui sarebbe ancora vivo. E libero. Il 9 novembre di quell'anno, Günther Schabowski, leader della Sed (il partito comunista) di Berlino est, annuncia infatti la resa: con parole ambigue dice che da quel momento il Muro viene aperto per permettere "viaggi personali all'estero". Sono le sette di sera, poco dopo scoppia una festa spontanea alla porta di Brandeburgo e nella Kurfürstendamm di Berlino ovest. Il Muro viene fatto a pezzi. E comincia un'altra storia, che porterà alla caduta dell'Urss e dei suoi regimi satellite nell'Europa orientale.



12 agosto 2011

12 agosto 1944. Una strage dimenticata.

Il 12 agosto del ’44

Fu un massacro...

All’alba del 12 agosto, reparti di SS, in tutto alcune centinaia, in assetto di guerra, salirono a Sant’Anna da Vallecchia-Solaio, Ryosina, Mulina di Stazzema e Valdicastello, utilizzando queìali portatori alcuni uomini catturati precedentemente nella piana della Versilia.
Verso le sette il paese era ormai circondato. Gli abitanti non pensavano ad una strage, ma piuttosto ad una normale operazione di rastrellamento. Molti uomini infatti fuggirono, nascondendosi nei boschi. 

Troppo tardi si accorsero delle reali intenzioni dei nazisti. 
Così lo scrittore Manlio Cancogni narra gli avvenimenti di quella terribile giornata:


« I tedeschi, a Sant’Anna, condussero più di 140 esseri umani, strappati a viva forza dalle case, sulla piazza della chiesa. Li avevano presi quasi dai loro letti; erano mezzi vestiti, avevano le membra ancora intorpidite dal sonno; tutti pensavano che sarebbero stati allontanati da quei luoghi verso altri e guardavano i loro carnefici con meraviglia ma senza timore nè odio.
Li ammassarono prima contro la facciata della chiesa, poi li spinsero nel mezzo della piazza, una piazza non più lunga di venti metri e larga altrettanto una piazza di tenera erba, tra giovani piante di platani, chiusa tra due brevi muriccioli; 
e quando puntarono le canne dei mitragliatori contro quei corpi li avevano tanto vicini che potevano leggere negli occhi esterrefatti delle vittime che cadevano sotto i colpi senza avere tempo nemmeno di gridare.
Breve è la giustizia dei mitragliatori; le mani dei carnefici avevano troppo presto finito e già fremevano d’impazienza. Così ammassarono sul mucchio dei corpi ancora tiepidi e forse ancora viventi, le panche della chiesa devastata, i materassi presi dalle case, e appiccarono loro fuoco.
E assistendo insoddisfatti alla consumazione dei corpi spingevano nel braciere altri uomini e donne che esanimi dal terrore erano condotti sul luogo, e che non offrivano alcuna resistenza.
Intanto le case sparse sulle alture, le povere case di montagna, costruite pietra su pietra, senza intonaco, senza armature, povere come la vita degli uomini che ci vivevano erano bloccate.

21 luglio 2011

Rassegna di un'estate che sembra settembre - Notizie del 21 luglio

Strana estate questa, che si è fatta assaporare per un istante e poi è tornata a nascondersi dietro pioggia e vento fresco, attenuando un po' quell'illusione che si ripete ogni anno di ritrovare sempre un momento in cui nulla è cambiato, sentiamo sulla pelle le stesse sensazioni di quando eravamo giovani e quei tre mesi erano come un lunghissimo capodanno in cui proporsi una nuova vita e nuovi progetti.
Sono anche giorni di ricorrenze dolorose, che ci costringono a prendere coscienza di quanto poco siano davvero cambiate certe cose, le stesse che ci proponevamo invece di rovesciare quando pensavamo fosse il nostro turno di rivoluzionare il mondo.
Come dice qualcuno, in quei giorni abbiamo perso tutti.

25 maggio 2011

42

La componente nerd di Eva ricorda a tutti i suoi lettori che oggi è il Towel Day, il giorno in cui si commemora Douglas Adams e la sua trilogia in quattro volumi.

Addio Doug, e grazie per tutto il pesce.