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18 agosto 2012

La zucchina del soldato

Sarà per vie dei sapori forti, o per via di una certa sorpresa nel gusto, ma il piatto di pasta che vi presento oggi merita il titolo del post.
Per la pasta, il formato d'elezione e la farfalla (absit iniuria verbis, lo so, stiamo viaggiando sul crinale del pecoreccio e sempre a rischio di mettere il piede in fallo), due belle zucchine romane, cento grammi di speck già a dadini ed una tazzina da caffè di panna che potrete anche evitare di utilizzare se gradite un piatto più leggero).

24 marzo 2012

Beer Runner

Sì, stavolta potrebbe essere cucina fusion, visto che per condire la pasta preparo stavolta un intingolo che starebbe forse meglio su di uno stinco di maiale, o qualcosa del genere, insomma un piatto di quelli ricchi e potenti tipici del nord dell'Europa.
Birra, guanciale, cipolla e panna, un giro d'olio e una noce di burro, e possiamo cominciare.
Mentre scaldiamo l'olio in una capiente padella antiaderente, affettiamo una bella cipolla e facciamola appassire per qualche minuto a fuoco medio; quando l'olio torna a sfriggere aggiungiamo il guanciale tagliato a dadini. Anche per questa preparazione vi suggerisco le comode vaschette che lo presentano già pronto, e per quattro persone basta una vaschetta.

4 giugno 2011

Pennette 451


Negli anni '70 ero l'utilizzatore finale della cucina di mia madre e di mia nonna: solidi piatti della tradizione, senza tanti fronzoli, con il motto "less is more" che è venuto di moda in questi ultimi anni.
Inoltre, frequentavamo poco i ristoranti, per una certa abitudine al basso profilo; ho quindi schivato una moda dell'epoca, ovvero la resistibile ascesa della panna nei menù alla moda.
A distanza di quarant'anni, sono ancora più contrario che favorevole alla panna, per due distinte ragioni: la prima è che se metti la panna sulla pasta, sul pesce, sulla carne o sulle verdure senti solo il sapore della panna, la seconda è che questo apparentemente innocuo intingolo decuplica l'apporto calorico di quello che si mangia.
Così quando mia figlia mi ha suggerito di preparare le pennette alla vodka ho provato a resistere suggerendo alternative più dietetiche, ma lei si è dimostrata più testarda di me.
Per le pennette alla vodka, quindi, ho scelto la ricette più semplice ma anche più spettacolare: per quattro persone servono centocinquanta grammi di pancetta a dadini, duecento grammi di passata o di polpa di pomodoro, una confezione di panna da cucina e mezzo bicchiere di vodka.
In una padella antiaderente e con un filo d'olio faccio tostare per qualche minuto la pancetta, poi verso la vodka e la fiammeggio (sì, proprio come nel film di Fantozzi, state pronti con il secchiello con ghiaccio ed acqua per spegnere l'incendio).
Quando la vodka è consumata e l'incendio è spento aggiungo il pomodoro e quando comincia a sobbollire la panna, a filo.
Riporto a bollore con la fiamma bassa e con un cucchiaio di legno amalgamo il tutto: il colore dovrà essere di un bel rosa.
Non più di dieci minuti sul fuoco dall'aggiunta della panna: nonostante tutto è un sugo rapido.
Se non vi siete dati fuoco alle sopracciglia, buon appetito.