Ieri era sabato e, con tutti i negozi aperti, forse neanche ce ne saremmo accorti della ricorrenza, dal momento che non abbiamo neanche sentito gli aerei a volo radente sui nostri tetti. Per fortuna ci sono state le polemiche (questo post su un blog mainstream dice veramente tutto, anche nei commenti) a tenere viva l'attenzione, anche sul terremoto infinito. Ah, per quello che può valere, qui la pensiamo come questa commentatrice, e con questo possiamo parlar d'altro, dopo aver registrato, per dovere di cronaca, la contenuta rabbia della cassiera del super sotto casa al lavoro anche oggi: lei ce l'aveva con il Comune di Roma, noi, premesso che il sindaco Alemanno ha tutte le colpe di questo mondo, la abbiamo invitata a rivolgere la sua ira contro chi ci ha impedito di votare e ci ha regalato altri diciotto mesi di un parlamento molto burlesque.
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3 giugno 2012
2 giugno 2011
La Repubblica di tutti

Ecco, non è facile, è una storia di tanti anni fa.
Allora, il 2 giugno 1946 gli italiani decidevano il loro futuro a suffragio universale, con una scelta semplice da farsi, bianco o nero, monarchia o repubblica, senza spazio per le alchimie e le sfumature di grigio.
Dopo sessantacinque anni ricordiamo quel giorno e ci dimentichiamo del 27 dicembre 1947, neanche un anno mezzo dopo, che ebbe in quel 2 giugno la base e ne costituì lo sviluppo.
Sessantacinque anni di Repubblica Italiana, e la ricordiamo con una vecchia foto in bianco e nero: da sinistra, Alcide De Gasperi (DC) Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Rossi (PLI) Ministro Guardasigilli, Enrico De Nicola Capo Provvisorio dello Stato e, ultimo a destra, Umberto Terracini (PCI) Presidente dell'Assemblea Costituente.
La Repubblica di tutti gli Italiani nasce così, e ci sembra molto bello questo scatto che raccoglie un cattolico trentino nato suddito di Francesco Giuseppe, un liberale toscano, un monarchico napoletano ed un comunista ligure; per una Italia che abbraccia tutti e di tutti ha bisogno, quindi, e su questa strada c'è ancora molto da percorrere.
Facciamolo insieme.
Allora, il 2 giugno 1946 gli italiani decidevano il loro futuro a suffragio universale, con una scelta semplice da farsi, bianco o nero, monarchia o repubblica, senza spazio per le alchimie e le sfumature di grigio.
Dopo sessantacinque anni ricordiamo quel giorno e ci dimentichiamo del 27 dicembre 1947, neanche un anno mezzo dopo, che ebbe in quel 2 giugno la base e ne costituì lo sviluppo.
Sessantacinque anni di Repubblica Italiana, e la ricordiamo con una vecchia foto in bianco e nero: da sinistra, Alcide De Gasperi (DC) Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Rossi (PLI) Ministro Guardasigilli, Enrico De Nicola Capo Provvisorio dello Stato e, ultimo a destra, Umberto Terracini (PCI) Presidente dell'Assemblea Costituente.
La Repubblica di tutti gli Italiani nasce così, e ci sembra molto bello questo scatto che raccoglie un cattolico trentino nato suddito di Francesco Giuseppe, un liberale toscano, un monarchico napoletano ed un comunista ligure; per una Italia che abbraccia tutti e di tutti ha bisogno, quindi, e su questa strada c'è ancora molto da percorrere.
Facciamolo insieme.
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