12 ottobre 2011

Rassegna stampa costernata ma non disperata

La situazione si fa pesante.
Impossibile ignorare i fatti accaduti da poche ore alla Camera, impossibile anche prevederne gli effetti immediati.
O forse sì, un ennesimo dannoso prolungamento di un'agonia.
Si narra che in almeno un paio di analoghe situazioni il presidente del consiglio (ma perchè chiamarlo premier? Siamo in Italia) si sia recato immediatamente al Quirinale per rassegnare le dimissioni.
Altro secolo, altra era, altri Presidenti del Consiglio.
C'è chi ha messo le bollicine in frigo, chi predispone bandierine e già sogna caroselli di auto che nemmeno ai Mondiali del 2006, ma... ma dopo?
Pensiamo al dopo, per favore. Diamoci da fare perchè un dopo ci sia, soprattutto.
Quando mi vengono in mente certe parole un brivido mi serpeggia per la schiena, anche perchè i tempi sono stretti ed i problemi indicibilmente grandi.
Servono uomni di buona volontà.
Già, quando si invocano uomini di buona volontà è perchè non va per niente, ma proprio per niente bene.

11 ottobre 2011

A dangerous method di sabato sera


Che dire di un film che dura 99 minuti e in cui sembra che parlino per 187?

Diciamo innanzitutto che è bello, ma verboso, verboso, verboso che vorresti acchiappare la sceneggiatura originale e sbianchettare un po' i dialoghi qua e là.

Diciamo che se andate a vederlo perché "è il nuovo film di Cronenberg" potete anche lasciar perdere: Cronenberg risulta assolutamente non pervenuto.



Diciamo oltretutto che se andate a vederlo nella speranza di qualche scenetta piccante fra la Knightley e Fassbender potete anche andare direttamente a mangiare la pizza: ce ne sono un paio, ma sono invitanti ed erotiche come quelle dei film di Greenaway. Cioè zero.

Rassegna stampa di chi dice no e di chi osa

Possiamo dirlo? Va bene, lo diciamo: no.
Cominciamo da qui,: il carcere e le pene corporali per aver recitato in un film. La realtà è andata ben oltre la rappresentazione artistica, una giovane attrice a cui non era permesso di recitare. Le autorità islamiche iraniane le hanno voluto ricordare che costa anche caro infrangere i divieti, e di molto.
Hanno detto no anche  gli editori, un no contro il ddl intercettazioni, che restringe il diritto all'informazione dei cittadini e che da ogni parte, anche all'estero, suscita dubbi clamorosi, ci guardano come se fossimo degli alieni e non è bello.
E anche qui si dice no, in un intervento piuttosto significativo: ma di cosa hanno parlato? L'agenda non era chiarissima. Ma non era meglio sedersi tutti insieme? Si, in effetti sarebbe meglio, ma magari essere tempestivi e non aspettare che gli altri facciano qualcosa e poi randellarli senza proporre altro. E gnègnègnè non ce lo vogliamo mettere? Fare i dispetti a Francia e Germania non credo ci porterà tanto lontano.

9 ottobre 2011

Tu querida presenC.I.A.


Come anziano del blog, mi corre l'obbligo di commemorare oggi Ernesto Che Guevara, quarantaquattro anni dopo la sua morte.

Hasta siempre comandante.

Rumore e furore con significato - La rassegna stampa (lessicale) di Eva

Per questa domenica, lo giuriamo, non parleremo di cose troppo sgradevoli, almeno nei limiti del possibile. Cominciamo quindi dal segnalare un'intervista che forse ci racconta qualcosa di interessante su Hollywood, o forse no.
Per restare in tema, ecco le imprescindibili immagini di una cinquantenne acqua e sapone ed una scottante denuncia degli incerti del mestiere di attore.
Dall'altro capo del mondo, un'altra galleria di immagini, sperando che non vi venga in mente di imitare queste ragazze.
Oggi è una rassegna stampa di servizio, quindi beccatevi questa inchiesta per la tutela della salute e diamo per fatte tutte le battutone sull'uso alternativo del mal di testa, grazie.