24 aprile 2011

Notizie da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Lo sapevate che se vivete da sole siete strane? No, non lo dico io, leggete qui.
Visto che neanche il giorno di Pasqua ci liberiamo dei consueti studi scientifici, eccone un altro, questo: io sono pronto a giurare che non è vero, ma non sono uno scienziato.
Per la serie "e chissene", gira su internet questa grande notizia, ma io aspetterei a comprare il regalo per il piccolino, anche perché dicono che porti male.
Per la serie "battage mediatico", invece, questa sarebbe la formula che dovrebbe pronunciare la futura principessina di Galles (ma sul cappello non vogliamo dire niente?). Qui invece c'è l'elenco degli invitati, ove mai non vi fidiate delle poste e foste ancora lì ad aspettare l'invito.
Non mi sembra di cambiare argomento se vi sottopongo questa notiziola, visto che sempre di bambole stiamo parlando.
E se credete che sia tanto divertente a gravità zero, dovete ripensarci.
Da ultimo, più photoshop per tutti: lo voglio anche io sulla prossima foto per il passaporto.

23 aprile 2011

L'insostenibile leggerezza della birra


Farà freddo, farà caldo nei prossimi giorni? E voi, miei venti lettori, non sarete per caso fra quelli che organizzano i menù rigorosamente sulla base della stagione? Insomma, siete del tipo "poca carne d'estate perché è più pesante quando fa caldo"?
Ebbene, se la risposta è sì sto per darvi una delusione: anche d'estate la cucina può essere ricca, saporita e carnivora.
E quindi oggi parliamo di spezzatino alla birra, ricetta nordica quant'altre mai, che può essere declinata nella versione irlandese, belga o tedesca, secondo la birra che si ha in casa o si predilige: io ho provato la versione con birra tedesca in una bollente sera di luglio, e vi assicuro che vale la pena.
Per quattro persone ottocento grammi di spezzatino di vitellone, una bella cipolla bianca o gialla, una noce di burro e qualche cucchiaio di olio, un pugno di farina, un dado da brodo e mezzo litro di weissbier, la birra bianca tedesca fatta secondo le regole medievali della purezza, e anche una certa dose di pazienza, perché la cottura non è veloce.
Mentre fonde il burro nell'olio affettiamo la cipolla e facciamola imbiondire, poi passiamo la carne nella farina e mettiamola in pentola lasciandola sfrigolare per un paio di minuti a fuoco vivace.
A quel punto abbassiamo la fiamma, versiamo la birra (attenzione, un po' alla volta visto che schiuma), aggiungiamo il resto della farina ed il dado e, se ce n'è bisogno, acqua fino a coprire la carne.
Quanto tutto sobbolle passiamo la fiamma al minimo e mettiamo il coperchio: da qui bisogna contare almeno un'ora e mezza, magari aggiungendo un mezzo bicchiere d'acqua se si asciuga troppo. Provate con la forchetta prima di spegnere il fuoco e portate in tavola bollente; servitelo nei piatti fondi mettendo anche un cucchiaio, e accompagnatelo con la stessa birra che avete usato per la cottura.
Dopo mangiato, come me, rimpiangerete la caduta del Muro di Berlino, perché amerete tanto la Germania da essere stati molto più felici quando ce ne erano due.

Belkis

Le ho detto, in italiano, posso farti una foto? Vorrei portare a casa con me il tuo sorriso.

Lei ha sgranato gli occhi, esplodendomi in faccia una serie di sorrisi luminosi e intensi, tutti diversi, gioiosi, ammiccanti, qualcosa di buono e unico come la frutta, la frutta tropicale.
Al mattino Belkis è al buffet dei succhi di frutta, no, non dei succhi, dei frullati fatti al momento.
Frulla papaya, mango, ananas, meloni, banane per chi attinge da quelle brocche colorate di sole il primo nutrimento del giorno ma soprattutto attinge da lei la freschissima gioia di stare al mondo.

Una notizia da non perdere e un invito al boicottaggio - la rassegna stampa di Eva del 23 aprile


La Eva che scrive oggi abita molto, molto vicino a Faenza e, sebbene non sia stata toccata personalmente dalla grave crisi economica e occupazionale di questa cittadina, segue da sempre, come può, la vicenda dello stabilimento OMSA, che è stato delocalizzato in Slovenia, mettendo per strada circa 350 operai, la maggior parte dei quali sono donne.

E' in corso una campagna di boicottaggio dei marchi che fanno capo al gruppo Golden Lady e molto volentieri Eva l'appoggia, invitando a non acquistare calze, biancheria e costumi commercializzati come Golden Lady, Omsa, SiSi, Filo d'Oro, Philippe Matignon, Hue, New Legs, Arwa, Saltallegro, Serenella e, naturalmente, i Golden Point, che sono i negozi del gruppo, presenti in città, centri commerciali e outlet.
Le gambe nude sono sexy!



22 aprile 2011

Sex and Wisteria Lane

La prima puntata di Sex and the city andò in onda in Italia nel 2000 su TeleMontecarlo (Sì. TeleMontecarlo. Sì. Siamo vecchi.)

L'Eva che scrive ricorda nitidamente quella sera, complice anche un cartellone pubblicitario formato stadio che campeggiò sotto casa sua per settimane: l'idea di un telefilm (allora si chiamavano ancora così) in cui si raccontava di donne sessualmente disinibite e cacciatrici era così sconvolgente per l'Italia (non solo) di allora che venne creato un apposito programma contenitore di prima serata dove la puntata era seguita da un talk show in cui le ospiti parlavano delle proprie esperienze sessuali.
E, in effetti, le scopacchiate frenetiche delle quattro amiche erano qualcosa di mai visto a queste latitudini. Il meccanismo, tuttavia, mostrò ben presto la corda, specie quando ci rendemmo conto che il titolo corretto avrebbe dovuto essere "The product placement and qualcos'altro". Forse i più giovani fra i nostri lettori non lo ricordano, ma prima di Carrie & Co. essere fashion victim non era cool. Per n-i-e-n-t-e. E ben poche si sarebbero sognate di inerpicarsi su tacchi che l'Inquisizione riteneva disumani e crudeli.