8 febbraio 2012

Maternità, solidarietà, italianità

Il discorso sulla maternità, le tutele, i diritti e gli approfittamenti in Italia è complesso e andrebbe affrontato con pacatezza e in maniera approfondita.
Ma giusto così, per gusto personale, date un'occhiata ai commenti (per lo più di uomini) in calce a questo post del blog "femminile" del Corriere della Sera. Leggete e scoprite che la maternità è una scelta personale che non può ricadere sulla società e che nessuno chiede a nessuno di continuare a procreare.
Leggete, poi però tornate a parlarne qui.

7 febbraio 2012

War Horse


A un certo punto della sua vita, Steven Spielberg ha smesso di essere semplicemente Steven Spielberg e si è trasformato in una muta-forma che ogni volta non sai cosa tirerà fuori. Un filmaccio conservatore, latentemente razzista e pure un po' imbarazzante tipo la Guerra dei mondi o Munich, oppure una roba straziante come A.I. o magari un gioiellino perfettamente riuscito come The Terminal?
L'unica certezza è che un film ogni tot parlerà di guerra: anni fa Spielberg ha scoperto il tema e ha deciso che gli piaceva. Dopo aver approfonditamente proposto in diverse narrazioni la Seconda guerra Mondiale, il vecchio Steven si è accorto che c'era pure la Grande Guerra, e ha deciso di concorrere all'Oscar (lui è come Eastwood, capita proprio di rado che non ottenga candidature) con la storia dell'amicizia fra un uomo e un cavallo, War Horse, tratta dall'omonimo racconto per bambini di Michael Morpurgo.

La rassegna di Eva e le vane illusioni

L'Eva che scrive, dopo queste notizie, questa emergenza e questa eccezionale nevicata decreta che ebbene si, siamo a febbraio. Pieno inverno dunque, non un'illusione e quindi non proprio notizie.
Altra illusione e altro tema caldo, al contrario del gelo che avvolge l'Italia in questi giorni, è quella del lavoro, con la variante logistica e tutele, cercando si di evitare facili promesse, ma forse anche evitando di dire qualche castroneria di troppo che potrebbe risultare parecchio sgradevole. 
A pensarci bene sulla questione del lavoro vi invito a una riflessione, forse amara per lo studio da cui proviene, ma che, per chi legge, probabilmente colpisce molto, e cioè i rimpianti specie quelli legati al lavoro, niente illusioni, nessuna promessa.
E per restare in temi più concreti, c'è questa notizia, che più che grave come decisione ci sembra il minimo sindacale, ci piacerebbe anche leggere che all'espulsione sono seguite magari le sue dimissioni, troppo vero? Si, pura illusione.

Troppo...come questa storia, altro che illusioni, troppa realtà cruda e tutta insieme che va oltre l'immaginabile. E ce ne sono tante, come quella che viene raccontata qui, dove l'amore si mescola alla violenza, un connubio tristemente famoso, e dove solo l'amore per i figli riesce a far venire fuori la verità.

5 febbraio 2012

Il senso di Roma per la neve


Egregio Sindaco Alemanno, io, residente in Roma, nel 2008 non ho votato per Lei, e certamente non voterò per Lei nel 2013.
Ciò necessariamente premesso, vorrei chiederLe conto di quanto Ella ha fatto o non fatto tra giovedì e venerdì scorsi.  
Per esempio, giovedì pomeriggio Ella ha fatto depositare presso le stazioni della metropolitana dei sacchi di sale, da utilizzare alla bisogna: venerdì mattina i sacchi, dunque, erano pronti, li ho visti con questi miei occhi.  Ma erano ancora lì, accanto agli ingressi della fermata Colosseo, anche venerdì pomeriggio: mi rendo conto nel terzo millennio è difficile da capire, ma il sale non si sparge da solo, e non c'è neanche una app per farlo; o meglio, la app c'è, e si chiama pala.

Le parole che si usano


Ricevo e volentieri pubblico

"Le parole sono importanti" diceva Nanni Moretti in Palombella rossa. Lo sono sì, perchè servono a comunicare, servono a fare capire. Ma servono anche a non comunicare, servono anche a non fare capire. Dipende da come vengono usate. E dipende anche da chi le usa. Un esempio? L'azienda per cui lavoro ha deciso di fare pesanti tagli e ci sono alcune centinaia di persone convinte di  perdere il posto entro la fine dell'anno, se gli si chiede come descriverebbero la loro situazione probabilmente userebbero terrmini come "prossimi licenziati", forse qualcuno "licenziando" o "quasi cassa-integrato". L'azienda no, non usa questi termini, l'azienda parla di "esuberi", parla di "ricollocazioni", di "accompagnamenti" fino ad usare la definizione di "posizioni in trasformazione".