Per questa domenica, lo giuriamo, non parleremo di cose troppo sgradevoli, almeno nei limiti del possibile. Cominciamo quindi dal segnalare un'intervista che forse ci racconta qualcosa di interessante su Hollywood, o forse no.
Per restare in tema, ecco le imprescindibili immagini di una cinquantenne acqua e sapone ed una scottante denuncia degli incerti del mestiere di attore.
Dall'altro capo del mondo, un'altra galleria di immagini, sperando che non vi venga in mente di imitare queste ragazze.
Oggi è una rassegna stampa di servizio, quindi beccatevi questa inchiesta per la tutela della salute e diamo per fatte tutte le battutone sull'uso alternativo del mal di testa, grazie.
Un piatto di pastasciutta dovrebbe anche ricordare qualcosa, scatenare un meccanismo simile a quello delle maddalene di Marcel Proust. E allora, questo che vi propongo oggi mi ricorda la costiera sorrentina, le troppe curve della vecchia statale che offre, a chi non guida, scorci meravigliosi, ed il caldo delle estati senza condizionatore nell'automobile di mio padre.
I paccheri sono dei rigatoni più grandi e più corti, dovrebbero essere quelli dei pastifici di Gragnano, ma
"Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare."
(Anna Politkovskaya)
A cinque anni da quel tardo pomeriggio, Eva vuole ricordare il coraggio di chi, amando il suo mestiere, non si lascia intimidire, di chi non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi mettere il bavaglio.
E la notte russa, a modo suo, ha fatto gli auguri a Putin, che proprio oggi compie gli anni. L'inchiesta ancora in corso presume troppe cose, cinque anni sono tanti e la verità piace a pochi.
O semplicemente prima forse non eravamo arrivati a questo livello di eccellenza.
Poi invece incappi nel finale dei Sopranos.
Poi invece guardi la prima puntata di Glee.
E ancora una volta fai i conti con i mille volti di uno stesso Paese, che può usare le stesse parole per chiudere di colpo la storia di un boss mafioso e per aprire la strada alla voglia di rivalsa di un gruppo di ragazzini.
E ti ricordi perché lo ami o lo odi così intensamente, da sempre.