2 giugno 2011

Rassegna stampa con le lacrime agli occhi - Notizie del 2 giugno 2011

Oggi è la festa della Repubblica Italiana.

Non sappiamo voi, ma l'Eva che scrive si sente un po' come dovevano sentirsi in quel periodo tutti quelli che nemmeno per un attimo avevano perso la speranza e, platealmente o tacitamente, avevano combattuto per lasciarci un Paese di cui essere orgogliosi.
L'arancione di cui si sono tinti gli ultimi giorni dopo quell'arcobaleno profetico la costringe a sperare che sia finalmente giunto il momento di sentirsi fieri e felici di essere nati qui e ora.

1 giugno 2011

Le cause di Eva - SI SI SI SI

La Corte di Cassazione ha dato il via libera al referendum sul nucleare, sostenendo che il quesito si può ora applicare alle norme previste dal cosiddetto dl Omnibus.

Eva invita tutti i suoi lettori ad andare a votare il 12 e 13 giugno prossimo, ricordandovi che i referendum riguarderanno anche la privatizzazione dell'acqua e la norma di legge sul legittimo impedimento.

Eva invita altresì tutti i suoi lettori a rivolgere un pensiero grato ai giudici della Corte di Cassazione, che in questo momento ci sono taaaaanto simpatici.

Informazioni utili qui.

La rassegna stampa di Eva del 1 giugno: le notizie da non perdere


La Eva che rassegna non vi parla di politica, passando per le città italiane famose per aver segnato il passo alle ultime elezioni. No vi parla di politica passando attraverso la rete perchè inizia a diventare scomodo esprimere le proprie idee attravero i soliti canali. Meglio farlo in una maniera più tecnologica.
Sorvolando ancora sulle notizie più attuali, rivestite di speranza, mi dirigo direttamente in russia.  Solo la tecnologia permette questo spostamento repentino. E infatti rieccomi di nuovo in Italia. Per fare un salto in chiesa e accendere una candela di ringraziamento.
E ancora ci si domanda come mai ha vinto?. Motivi ce ne sono e anche tanti, ma soprattutto siamo convinti/e che si tratteranno di quota rosa di un certo peso, che non passa per gli zeri degli euro.
Questo richiamo riporta alla mente la faccenda "Ruby" non tanto per questo, ma perchè la fanciulla ,
vuole darsi al cinema.
Passando dal cinema all'arte ci fermiamo a venezia. Dove l'Eva che rassegna vi saluta e vi da l'arrivederci.
La prossima volta che scoverà le notizie per voi, lo farò dall'altro capo del mondo.
Enjoy it, sia questo giorno che gli altri a venire.

31 maggio 2011

Rinascita




Se dovessi definire il senso di queste elezioni non potrei farlo se non con questa immagine: la speranza, la rinascita, il sorriso. Niente ceroni, parrucchini, urla sguaiate, offese e attacchi alle donne e agli uomini che "tirano la carretta" e affrontano la vita quotidiana con il senso di responsabilità e il dovere civico di chi crede nella democrazia, nella correttezza istituzionale, nel diritto alla felicità. Nei toni bassi e nell'urlo del silenzio.

Se dovessi definire il senso e il significato di queste elezioni non potrei farlo se non con la voce di un compagno lontano, che ti chiama e ti fa gli auguri perchè "almeno lì ce l'avete fatta e siamo felici per voi".

Se dovessi definire l'emozione più grande di questi giorni non potrei farlo se non con le lacrime di mia figlia, 18 anni e l'attenzione e la gioia di ascoltare Umberto Eco. E, nello stesso medesimo modo, definirei emozione grande quel sorriso del prof. Onida in una metro affollata, mentre sorride e scruta il volto chiaro e pulito dei ragazzi avvolti nelle bandiere, colorati di rossetto arancione, sospesi e sorpresi dalla possibilità di vincere una battaglia impari.
All'arroganza e alla sfacciataggine delle donne "di potere" hanno risposto le donne normali, quelle che erano in casa a cucire le borse di Pisapia, le creative che hanno ribattuto colpo su colpo alle cattiverie e ai colpi bassi.
E' stata la vittoria dell'ironia, della tranquillità, della creatività. E' stata la vittoria di chi crede che un futuro migliore passi attraverso persone che non rincorrono gli avversari ma raccontano le proprie speranze, rimarcano le proprie idee, sussurrano a voce bassa nell'orecchio del proprio vicino, come in un gioco antico, la parola libertà. Fino ad arrivare all'ultimo della fila che ha ripetuto, in questo gioco del telefono senza fili, la parola libertà, diritti, uguaglianza, giustizia. Una fila lunghissima, che non si interrompe perchè noi, dalla nostra, abbiamo persone vere e non figuranti, donne vere e non manichini costruiti, gente che scende in piazza perchè ci crede e, soprattutto, gratis.
Scusate se è poco.

Rock 'n' Roses - La seconda storia

Non era una ragazza come le altre. Anche in quel tempo e in quel luogo: gli anni ’60 e la Factory di Andy Warhol, in cui non essere come gli altri era il requisito minimo per entrare. 

Di origine tedesca, nata nella Germania occupata dai nazisti (il padre morì in un campo di concentramento), il suo vero nome era Christa Päffgen. 
Il nome Nico le fu dato dal fotografo Herbert Tobias come tributo a un suo ex-amante, il regista Nico Patapakis. 

Prima cosa era bella, diafana, di una solarità oscura, Joan Baez cantata da Tom Waits. 
A dare un riflesso cupo alla sua bellezza era sia la voce, roca e sensuale, di un inglese con accento europeo, sia il fatto che era la cantante dei Velvet Underground.