25 agosto 2011

Le amiche della sposa

Esce anche in Italia "Le amiche della sposa" (Bridesmaids), scritto e interpretato dalla Saturday Night Liver Kristen Wiig.
Promossa e venduta come la risposta femminile alle commedie volgarotte e testosteroniche genere Una notte da Leoni, non poteva che attirare l'attenzione dell'Eva cinefila in cerca di qualcosa di poco impegnativo con cui riempire una rarissima serata estiva casalinga.

23 agosto 2011

Le leggi fondamentali della stupidità umana.


C'è un piccolo, stimolante, intelligente libretto, dal titolo "Allegro ma non troppo", sottotitolo "Le leggi fondamentali della stupidità umana".
L'autore è Carlo Maria Cipolla, uno storico specializzato in storia economica.
Leggendo il libretto, formato tascabile per un'ottantina di pagine, si ha la sensazione di una persona intelligente, infatti chi lo ha conosciuto ne parla di uno studioso attento, lucido nelle sue analisi, acuto, qualità che si intuiscono senza fatica nelle sue parole, insieme ad un'ironia a volte dissacrante ed inaspettata per come ti aspetti che sia un professore emerito di Storia Economica. 

L'opera si divide in due saggi, il primo è un'ironica storia economica e sociale del Medioevo, il secondo analizza la stupidità umana, arrivando a definire le leggi che la governano. Un ottimo riassunto si trova qui, ma è certo meglio leggere l'opera originale. Lo stupido viene analizzato dettagliatamente in tutti i suoi aspetti, ma la cosa interessante è che Cipolla ne da anche una definizione con la terza legge della stupidità: "Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita".

21 agosto 2011

L'estate del nostro scontento - La rassegna stampa (col caldo africano) di Eva


Diciamo la verità, in questa seconda metà di agosto ci farebbe piacere parlare di tante cose, anche in occasione della rassegna stampa domenicale: cose belle e cose brutte, che ci diano però una certa idea dell'Italia.
Invece no.
Anche perché qui da noi non si parla più di politica, ma soltanto di casta: abbiamo provato a immettere questo termine in un diffuso motore di ricerca, e guardate un po' cosa è venuto fuori.
Abbiamo fatto lo stesso nel motore di ricerca interna del quotidiano milanese che sembra avere il diritto d'autore sul termine, e questi sono i risultati.
Il quotidiano romano usa il termine con più pudore, ma ci sono parecchie risposte anche lì, non vi pare?
Il gioco può continuare: provate con il vostro quotidiano on line preferito, e vedete l'effetto che fa.
Ecco, l'estate in cui si parla solo di questo, e si riduce tutto ad una questione di stipendi più o meno elevati, è l'estate in cui dobbiamo riconoscere che la politica italiana si è ridotta a pendolare tra Silvio Berlusconi e Beppe Grillo - l'alfa e l'omega del populismo e dell'antipolitica.
Ed è la politica di un'Italia che ci piace sempre meno.

20 agosto 2011

Quiche wide shut



Cucina internazionale, più o meno, ovvero la versione casareccia e semplificata della Quiche Lorraine: se volete quella originale andate a Nancy.

Oltre ad un po' di pazienza, serve un foglio di pasta brisè che potete trovare al banco frigo, una confezione di panna per cucinare, due uova, un pugno di pancetta a dadini e formaggio parmigiano in scaglie.

In un piatto amalgamiamo la panna con le uova e la pancetta: se il composto risultasse troppo liquido, possiamo aggiungere una manciata di parmigiano grattuggiato.

Lasciamo riposare il composto e foderiamo una teglia da forno con la pasta brisè, lasciandola accoppiata al foglio di carta da forno con il quale è generalmente venduta, così non c'è neanche bisogno di aggiungere burro per la cottura.

A questo punto, versiamo il ripieno nella teglia e rincalziamo la pasta in eccesso sui bordi; dobbiamo anche rifilare la carta da forno che sporge, perché se ce ne è troppa fuori potrebbe addirittura prendere fuoco. Il parmigiano in scaglie servirà a coprire l'impasto, come per chiuderlo.

Forno a 200 gradi, per un quarto d'ora, e tenete le dita incrociate, perché se riesce è veramente molto buona.

18 agosto 2011

Schiavitù di condominio



Leggo un breve articolo che mi colpisce molto, inizia in questo modo:
"Uno scantinato, una ventina di ragazze cinesi alla macchina da cucire fino a 12 ore al giorno, qualche materasso per la notte e un fornelletto per cucinare il minimo necessario a recuperare le energie. Sono le nuove schiavitù urbane, che si insediano sempre più spesso nel palazzo di fianco.".
Viene facile immaginare che si parli di uno di quei casi di cinesi sfruttatori di altri cinesi.
Potrebbe essere parte di un articolo di Libero o della Padania? Potrebbe. Ed essere in un articolo di un qualche giornale/blog/rivista di una qualche parte della sinistra? Si fa più fatica a pensarlo. 

Spesso è comodo procedere in modo schematico, almeno su certi argomenti come  ad esempio quando si parla di sfruttamento degli immigrati irregolari. Chi è di una parte parla di immigrati sfruttati da italiani, per l'altra parte i cattivi hanno colori della pelle e linguaggi che vengono da lontano.
In questo modo si perde però di vista la realtà, che è banalmente quello che succede mentre troppo spesso ci si chiude dietro a parole ed idee che altro non sono che muri, ed allora capita di ritrovarsi schiavi di quelle parole e di quelle idee. La realtà è quello che succede, non quello che ci piacerebbe, nel bene o nel male, che succedesse. Nel guardare alle cose del mondo sarebbe il caso di separare i fatti dalle opinioni, con approccio anglosassone, da noi si tende invece ad usare un altro metodo, le opinioni che spiegano i fatti.