27 agosto 2011

Cotolette vendute


A questa ricetta occorre una premessa: sono perfettamente conscio della divisione filosofica tra cotoletta alla milanese e fettina panata romana: a casa mia, dove non siamo assolutamente milanesi, comunque, si è sempre parlato di cotoletta per indicare la fettina panata.
Qui però suggerisco una cosa completamente diversa, che non è fritta nell'olio o rosolata nel burro: la facciamo al forno.
Sempre per le solite quattro persone, servono quattro belle fette di vitello o di maiale, due uova, parmigiano, pangrattato e una tazzina da caffè di latte per la panatura e prosciutto crudo e formaggio emmenthaler o simile.
Per la panatura preparate una frittata - sì, proprio così - con le uova ed il parmigiano aggiungendo il latte goccia a goccia fino a che non sarà sufficientemente liquido il composto; poi passate le fettine di carne nell'uovo, nel pangrattato, ancora nell'uovo e ancora nel pangrattato: si chiama doppia panatura, e rende gonfia ed appetitosa anche la carne più sottile.
Foderate la placca del forno con un foglio di carta da forno (e che altro?) e metteteci sopra la carne; su ogni fetta, un cucchiaino d'olio, una fettina di formaggio ed una di prosciutto, in quest'ordine. Poi, dieci minuti nel forno tradizionale a centottanta gradi, e senza grill, per favore: vi accorgerete che non ci sarà neanche bisogno di lavare la placca, e le cotolette saranno comunque gustose.
Provate a berci sopra un lambrusco vivace: in fondo questo è un omaggio quasi dietetico alle cotolette alla bolognese.

26 agosto 2011

Alla ricerca della dignità di tutti



Qualche tempo fa abbiamo letto queste notizie (con l'aggiunta di un meno noto corollario), e allora abbiamo pensato di sentire la diretta interessata.

Con Alessandra Bernaroli, bancaria, segretaria sindacale e sposata - così ancora si considera lei - con una donna prima del cambiamento di genere, quando era ancora Alessandro, abbiamo conversato per un'ora.

Al di là della gradevole parlata della pianura a sud del Po, è stata una chiacchierata simpatica, franca e molto istruttiva.

Insomma, la signora Bernaroli, a' sensi della legge 164/1982, completa le procedure per il cambio di sesso, ma c'è un problema: è sposata con una donna, ed il Comune va in crisi;

25 agosto 2011

Le amiche della sposa

Esce anche in Italia "Le amiche della sposa" (Bridesmaids), scritto e interpretato dalla Saturday Night Liver Kristen Wiig.
Promossa e venduta come la risposta femminile alle commedie volgarotte e testosteroniche genere Una notte da Leoni, non poteva che attirare l'attenzione dell'Eva cinefila in cerca di qualcosa di poco impegnativo con cui riempire una rarissima serata estiva casalinga.

23 agosto 2011

Le leggi fondamentali della stupidità umana.


C'è un piccolo, stimolante, intelligente libretto, dal titolo "Allegro ma non troppo", sottotitolo "Le leggi fondamentali della stupidità umana".
L'autore è Carlo Maria Cipolla, uno storico specializzato in storia economica.
Leggendo il libretto, formato tascabile per un'ottantina di pagine, si ha la sensazione di una persona intelligente, infatti chi lo ha conosciuto ne parla di uno studioso attento, lucido nelle sue analisi, acuto, qualità che si intuiscono senza fatica nelle sue parole, insieme ad un'ironia a volte dissacrante ed inaspettata per come ti aspetti che sia un professore emerito di Storia Economica. 

L'opera si divide in due saggi, il primo è un'ironica storia economica e sociale del Medioevo, il secondo analizza la stupidità umana, arrivando a definire le leggi che la governano. Un ottimo riassunto si trova qui, ma è certo meglio leggere l'opera originale. Lo stupido viene analizzato dettagliatamente in tutti i suoi aspetti, ma la cosa interessante è che Cipolla ne da anche una definizione con la terza legge della stupidità: "Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita".

21 agosto 2011

L'estate del nostro scontento - La rassegna stampa (col caldo africano) di Eva


Diciamo la verità, in questa seconda metà di agosto ci farebbe piacere parlare di tante cose, anche in occasione della rassegna stampa domenicale: cose belle e cose brutte, che ci diano però una certa idea dell'Italia.
Invece no.
Anche perché qui da noi non si parla più di politica, ma soltanto di casta: abbiamo provato a immettere questo termine in un diffuso motore di ricerca, e guardate un po' cosa è venuto fuori.
Abbiamo fatto lo stesso nel motore di ricerca interna del quotidiano milanese che sembra avere il diritto d'autore sul termine, e questi sono i risultati.
Il quotidiano romano usa il termine con più pudore, ma ci sono parecchie risposte anche lì, non vi pare?
Il gioco può continuare: provate con il vostro quotidiano on line preferito, e vedete l'effetto che fa.
Ecco, l'estate in cui si parla solo di questo, e si riduce tutto ad una questione di stipendi più o meno elevati, è l'estate in cui dobbiamo riconoscere che la politica italiana si è ridotta a pendolare tra Silvio Berlusconi e Beppe Grillo - l'alfa e l'omega del populismo e dell'antipolitica.
Ed è la politica di un'Italia che ci piace sempre meno.