18 giugno 2011

La retorica delle mele ovvero "chi non ascolta si candida alle sberle"



Mai come in questo momento la politica è stata così lontana dai cittadini. Mai come in questo tempo si tocca con mano il divorzio tra paese e potere politico. Mai come in questo momento l'arroganza e la volgarità offendono i lavoratori, tutti, e non solo i precari .

Imbarazzante. Non ci sono altri aggettivi per definire le ultime affermazioni del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, pronunciate a margine del convegno “I Giovani Innovatori”.
Il ministro, di fronte ad una rappresentate dei “Rete dei precari della P.A.“, non solo ha rifiutato qualsiasi tipo di confronto, ma ha pensato bene di lasciare l’incontro pronunciando poche, semplici parole: «questa è la peggiore Italia».
Un commento sprezzante, inaccettabile proprio perché arriva da un ministro della Repubblica e, nello specifico, da colui che dovrebbe preoccuparsi proprio dei problemi degli impiegati pubblici. Ai pochi, temiamo molto pochi, che non hanno potuto ascoltare le parole del Ministro lasciamo il video originale caricato su Youtube.
Lo stesso Brunetta, peraltro, era intervenuto solo 24 ore prima nella trasmissione “Otto e mezzo“, condotta da Lilli Gruber e in onda su La7. 

Già lì aveva detto : «Basta con la retorica del precariato – aveva attaccato – visto che ci sono 4 milioni di stranieri che vengono a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare, quando ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, quando ci sono le imprese che cercano specializzazioni che non trovano perché nessuno vuol fare quei lavori. Basta con la retorica – ha poi proseguito – ci vuole concretezza. Ogni tanto c’è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: “Bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette”, lei risponde sempre “eh no!”. Se vuole lavorare, invece, quello è il modo migliore. Scaricare la cassette! Per tutti gli italiani! E magari anche raccogliere le mele delle sue parti».

Renato Brunetta - Ministro della Repubblica
Si, ma se Brunetta piange Stracquadanio non ride. E allora vi rimandiamo al lusinghiero giudizio sul popolo del web. 
Ma ci consola far parte del popolo del web. E di non aver bisogno di essere una donna orizzontale. Sicuramente non abbiamo bisogno di fare coming out.
"Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza - insiste Stracquadanio - non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato".



L'ingegno

L'Aquila disse ar Gatto: - Ormai so' celebre.
Còr nome e co' la fama che ciò io
me ne frego der monno: tutti l'ommini
so' ammiratori de l'ingegno mio! - 

Er Gatto je rispose: - Nu' ne dubbito.
Io, però, che frequento la cucina,
te posso di' che l'Omo ammira l'Aquila,
ma in fonno preferisce la Gallina...

(Trilussa) 

17 giugno 2011

Eva guida con Manal - #Women2Drive


Sono le quindici di venerdì 17 giugno.
In Arabia Saudita le donne si sono messe al volante per protestare contro la legge che vieta loro di guidare.
Eva non può non essere al loro fianco e non suonare il suo simbolico clacson.

Dai ragazze, accensione, frizione, prima e via!
Buon viaggio.





Per esprimere sostegno:
Il blog ufficiale: http://www.saudiwomendriving.blogspot.com/
Su Facebook: https://www.facebook.com/Women2Drive?sk=wall e
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Su Youtube: http://www.youtube.com/user/HonkforSaudiWomen
Su Twitter hashtag #Women2Drive

Dov'è la Persia?

Chi ha avuto l'onore di incrociare Persepolis quando era ancora meno che un fenomeno di nicchia sa che il primo problema che si presenta è capire come si pronunci correttamente il nome dell'autrice.
Istintivamente, l'Eva che scrive ha optato subito per Marian Satrapì e, a quanto pare, non è andata troppo lontana dalla verità. 

Rassegna stampa di un'Eva che vorrebbe veder cambiare il mondo... più in fretta.

Il matrimonio. Ci si sposa(va) innamorati e desiderosi di percorrere insieme tutta la strada possibile, nell'unione di intenti, nel desiderio di dare forma alla complicità psico fisica, alla voglia di fare "ditta" di una coppia che si ama.
Poi capita che si cambi, che il tempo maturi in modo diverso i componenti della coppia, che la vita trasformi caratteri ed abitudini sino ad arrivare all'estremo, il cambio di sesso di uno dei due. Il che non significa la fine dell'amore e degli altri requisiti che ho elencato prima, significa unicamente il riconoscimento della vera identità di uno dei due. Lo Stato però decide di no, che non è giusto e il divorzio tanto avversato da alcuni partiti (gli stessi i cui componenti lo applicano alla grande e a volte in modo seriale) viene imposto ad una coppia che si ama. Accade a Bologna.

16 giugno 2011

Rassegna videosolidale del 16 giugno

In questi giorni in cui per lunghi momenti ci è sembrato che davvero questo Paese sia molto, ma molto meglio di come per anni hanno cercato di spacciarlo (anche se, in fondo ai nostri evici cuori, la domanda rimane invariata: "Ma dove cappero siete stati in questi 17 anni?", ferma restando la soddisfazione per aver assistito al risveglio collettivo), alcune immagini ci sono rimaste particolarmente impresse: