30 agosto 2011

Rassegna stampa: un po' per celia e un po' per non morire

Per molti ieri è stato "il rientro dalle ferie" e ci si immaginava tutti con le scrivanie colme di fogli, documenti e corrispondenza che solo al pensiero veniva da piangere. Alla fine siamo sopravvissuti e la rassegna stampa di oggi è una via di mezzo tra il serio e il faceto, leggerezza e approfondimenti su quanto è successo.
C'è da chiedersi cosa facciano adesso a New York, dopo che per giorni avevano previsto il remake di "The day after tomorrow" e invece (per fortuna) nell'isoletta di Manhattan si giocava scanzonati a Times Square sotto la pioggia, bei momenti.

29 agosto 2011

I'm bad

Di fronte a un film da 95 minuti, la cui trama ha smesso di essere originale più o meno ai tempi di Eschilo, e le cui recensioni sono assolutamente contradditorie, la motivazione che ti spinge a vederlo deve essere profonda, affondare le radici in quel morso atavico che ti accompagna da quando hai cominciato a comprare le prime videocassette.

Così è stato anche per l'Eva scrivente verso Bad Teacher, e la motivazione si chiama Jason Segel, più noto forse come il peluchone gigante di How I Met Your Mother e autore di quel gioiellino passato inosservato che è Forgetting Sara Marshall.

28 agosto 2011

Per prima cosa uccideremo tutti gli orfani - La rassegna stampa (di fine agosto) di Eva


Ci siamo posti una domanda ed abbiamo chiesto la risposta alla Rete. La domanda è: cosa sarà delle pensioni di reversibilità, la risposta è questa, ma anche questa; o addirittura questa.
In realtà le pensioni, tutte insieme, sono il bancomat dei governi, e no, non ce lo siamo inventato noi questo modo di dire. E non da oggi, per la verità, ma adesso la cosa, anche se non seria, è veramente diventata grave.
Soprattutto quando si riesce a dire seriamente che bisogna intervenire sulle pensioni di chi non ha mai lavorato e, considerato l'oratore, viene il dubbio che faccia della finissima ironia (poi lo si guarda in faccia ed il dubbio sparisce), dimenticando che chi ha lavorato potrebbe non essere in grado di godersela, la pensione, cosa che sembra sempre più possibile man mano che si va avanti, e che magari lascia degli eredi.
Per fortuna i nostri governanti non hanno letto Swift, dando in realtà l'idea che la lettura non sia proprio la attività che prediligono, altrimenti chissà questa storia delle pensioni come potrebbe concludersi.

27 agosto 2011

Cotolette vendute


A questa ricetta occorre una premessa: sono perfettamente conscio della divisione filosofica tra cotoletta alla milanese e fettina panata romana: a casa mia, dove non siamo assolutamente milanesi, comunque, si è sempre parlato di cotoletta per indicare la fettina panata.
Qui però suggerisco una cosa completamente diversa, che non è fritta nell'olio o rosolata nel burro: la facciamo al forno.
Sempre per le solite quattro persone, servono quattro belle fette di vitello o di maiale, due uova, parmigiano, pangrattato e una tazzina da caffè di latte per la panatura e prosciutto crudo e formaggio emmenthaler o simile.
Per la panatura preparate una frittata - sì, proprio così - con le uova ed il parmigiano aggiungendo il latte goccia a goccia fino a che non sarà sufficientemente liquido il composto; poi passate le fettine di carne nell'uovo, nel pangrattato, ancora nell'uovo e ancora nel pangrattato: si chiama doppia panatura, e rende gonfia ed appetitosa anche la carne più sottile.
Foderate la placca del forno con un foglio di carta da forno (e che altro?) e metteteci sopra la carne; su ogni fetta, un cucchiaino d'olio, una fettina di formaggio ed una di prosciutto, in quest'ordine. Poi, dieci minuti nel forno tradizionale a centottanta gradi, e senza grill, per favore: vi accorgerete che non ci sarà neanche bisogno di lavare la placca, e le cotolette saranno comunque gustose.
Provate a berci sopra un lambrusco vivace: in fondo questo è un omaggio quasi dietetico alle cotolette alla bolognese.

26 agosto 2011

Alla ricerca della dignità di tutti



Qualche tempo fa abbiamo letto queste notizie (con l'aggiunta di un meno noto corollario), e allora abbiamo pensato di sentire la diretta interessata.

Con Alessandra Bernaroli, bancaria, segretaria sindacale e sposata - così ancora si considera lei - con una donna prima del cambiamento di genere, quando era ancora Alessandro, abbiamo conversato per un'ora.

Al di là della gradevole parlata della pianura a sud del Po, è stata una chiacchierata simpatica, franca e molto istruttiva.

Insomma, la signora Bernaroli, a' sensi della legge 164/1982, completa le procedure per il cambio di sesso, ma c'è un problema: è sposata con una donna, ed il Comune va in crisi;