4 dicembre 2011

Un bacio, lungo come la mia manovra - La rassegna stampa (equa) di Eva

In questa mattina di dicembre, dopo che ieri qui a Roma si sono alternati sole e pioggia, siamo semplicemente in attesa di sapere quello che il Governo ci cucinerà per il prossimo futuro, ma un giro d'orizzonte lo facciamo ugualmente.
Possiamo cominciare da qui, per esempio, per ricordare che in Italia si muore ancora di febbre altissima, e non è una bella cosa.
Poi ci sarebbe questa storia, che conferma come studiare è veramente utili, o questa, che dimostra che internet a qualche cosa serve.
La bolletta dell'ENEL è troppo elevata? Non per questo signore, che è comunque preferibile a quest'altro, secondo noi.

3 dicembre 2011

La compagnia dell'agnello


Ovviamente dipende dalla stagione, in genere si mangiano a Pasqua, ma ormai si trovano quasi tutto l'anno, un ristorante di cui sono cliente propone addirittura quello della Nuova Zelanda, e non è precisamente a chilometri zero, ma tant'è.
Sto ovviamente parlando dell'agnellino di latte - a Roma si dice abbacchio - o anche capretto molto giovane, altrimenti prende un gusto veramente troppo forte.  E se avete problemi etici, senza rancore, ci vediamo la settimana prossima.
Se state ancora leggendo, vi suggerisco invece una semplice cottura anche di un agnellino non troppo giovane che possa in qualche modo dominarne il sapore.
La coscia,fatta tagliare dal macellaio (non provate neanche a farlo a casa) come per preparare degli ossibuchi, è indubbiamente la parte con più sostanza, e quindi la più indicata.
Ungete con una certa generosità la placca del forno di olio extra vergine di oliva e poneteci sopra le fette di carne, condite con poco sale, pepe, prezzemolo ed aglio; negli spazi liberi, ancora qualche spicchio d'aglio e patate tagliate a fette abbastanze grosse, diciamo a quarti.
Forno a 180 gradi (senza grill) ed un'oretta di pazienza, con la precisazione che la placca dovrà essere posta piuttosto in basso nel forno, altrimenti si rischia di dar fuoco a tutto il pranzo.
Godetevelo con un buon rosso dei Lazio: vi assicuro che esistono, a cominciare dal Cesanese del Piglio, che però è difficile da trovare nella forma tradizionale, con la punta di pepe.

1 dicembre 2011

Rassegna sconcertata che si consola con la Nutella

Stamattina, mentre si lavava i denti (momento quotidiano che si rivela sempre misteriosamente fecondo per i pochi neuroni in suo possesso), l'Eva di turno pregustava il momento in cui si sarebbe apprestata a redigere la sua prima rassegna d.B. (dopo B.) e per celebrare degnamente una tale importante giornata ha persino pucciato la Kinder Brioss nella Nutella (libidinosissimo).

Dopodiché ha affrontato la sua giornata (rimpiangendo la Nutella quando stuzzicava le insipidissime gallette di mais in ufficio), si è occupata delle sue solite incombenze e alla fine si è seduta davanti al pc per regalarsi un momento indimenticabile. E ha dovuto correre in cucina a prendere il barattolo di Nutella per non precipitare nella disperazione.

Ma le notizie in questo Paese non migliorano mai?

29 novembre 2011

Tutte le idiosincrasie di Un giorno

***WARNING: SPOILER INSIDE! Questo post parla a chi ha letto il libro o visto il film, anticipandone svolte e colpi di scena***


Premessa 1: io detesto questo tipo di finali (vedi anche alla voce L'eleganza del riccio). Ho litigato con amici e familiari, per questo. Ma proprio non me ne capacito e non me ne convinco. Sì, lo so, è la vita vera che va così, è il realismo che irrompe nelle pagine romanzate per una nuova contemporaneità, è l'unica possibile svolta che mantenga la veridicità della narrazione.
Sarà pure. Io rimango convinta che sia il comodo escamotage degli autori a corto di idee. Perché, per quanto mi sforzi, non riesco a farmi venire in mente un solo finale simile da parte di grandi scrittori come Dickens, Austen, Manzoni, Pirandello, persino Verga, che pure di verismo ne dovrebbe sapere qualcosa.

Rassegna stampa di lotta e di governo

Ci siamo. Le settimane che ci porteranno al 5 di dicembre saranno quelle decisive e ci si sente da una parte rassegnati, le cose vanno chiamate col loro nome, dall'altra quasi increduli: ma ci avvisano anche? In effetti ogni giorno c'è la previsione che dice che si scende ancora di un gradino ed è sempre peggio, in fondo è un preavviso.
Con poco preavviso Marchionne ha chiuso i cancelli di Termini Imerese e la FIOM già oggi fa sapere di non essere contro questo Governo a prescindere, ma il 16 si sciopera e non è una mobilitazione preventiva.
Nel frattempo si scopre questo e succede anche questo, lotte in famiglia all'ultimo sangue si direbbe.
E se prima erano tutti uniti verso l'obiettivo (?) oggi non sembrerebbe più così, e anche qui, la vittoria di qualche mese fa non sembra aver messo tutti d'accordo e non è uno spettacolo bello da vedere.
E insomma tutti si danno da fare, è una corsa piena di ostacoli, manovre ancora allo studio e nel frattempo pillole di saggezza vengono elargite generosamente da chi vorrebbe dire a tutti cosa è meglio fare, anche quando e soprattutto non è richiesto e stantìo.