8 aprile 2011

Vietato vietare


Era lo slogan dei ruggenti anni '60, nei campus universitari statunitensi. Chi di noi non è più giovanissimo lo collega ai primi jeans a zampa d'elefante, alle camicie a fiori ed ai capelli lunghi.
Adesso è diventato, su questa confezione, vietato invecchiare; la pena è di dieci euro, tanto costano questi fogli d'aloe.
Ah, dimenticavo: in vendita in farmacia - nella specie quella di piazza Capranica a Roma - e lì fotografato.

La scienza e il taglio di capelli

1994. Notte d'estate.
Battage pubblicitario martellante, spot e musica accattivanti, sensazione di novità possente.
Facciamo un tentativo e, senza saperlo, assistiamo alla nascita di una nuova era televisiva. L'età d'oro delle serie tv americane (e inglesi), quella che, a tutt'oggi, non accenna a finire.
In poco tempo, X-Files riempie il vuoto lasciato da Twin Peaks e diviene fenomeno di costume mondiale.
A riguardarla oggi, ti accorgi subito di quanto sia latentemente complottista e paranoide, ma sa ancora stimolare e stuzzicare un intelletto curioso.
E comunque, a quei tempi, non si era mai visto niente di simile. Certi temi, certe immagini, certi effetti speciali, in tv, sui canali principali, erano davvero fantascienza.
Soprattutto, non si era mai visto un personaggio come Dana Scully.
C'erano state le brave ragazze come Joanie "Sottiletta" Cunningham e le giovani perdute, à la Laura Palmer, ma non c'era mai stata una donna scienziato, razionale, con i piedi per terra. L'avevamo vista di sfuggita al cinema, nel Silenzio degli innocenti, ma era durato un attimo e poi più niente.
E in Dana ritrovavamo parecchio di quella Clarice Sterling che sentiva belare gli agnelli. Non solo un taglio di capelli discutibile e i vestiti dismessi (vi ricordate i tailleur della prima stagione?), ma anche l'ambivalenza fra approccio scientifico e attrazione per il lato oscuro della luna, la malvagità di Hannibal l'una e il fascino ciancicato di "Spooky" Mulder l'altra.
Impiegammo pochissimo, a immedesimarci in Dana. Finalmente, una donna diversa dal modello che pensavamo di dover emulare o raggiungere.
A noi piaceva soprattutto perché era capace di rimettere in discussione anche le sue certezze più granitiche, se la realtà la costringeva a farlo. E perché aveva quel modo di fare intenerito e materno verso Mulder (uno che susciterebbe la sindrome del "Io ti salverò" pure in Margherita Hack). E poi perché ogni tanto tirava fuori un'ironia lieve lieve che ti costringeva a guardarla sotto tutt'altra luce.



Dopo di lei, non siamo rimaste orfane a lungo. Gli sceneggiatori-americani-santi-subito hanno dato vita alla sua tuttora unica erede naturale, la crime scene investigator di Las Vegas Sara Sidle.
Lei era figlia degli anni '90, vestiva un po' meglio delle due antenate, mettendoci perfino un tocco di grunge, e aveva lo spazietto fra gli incisivi superiori.
Innamorata di uno stereotipo freudiano e con un bagaglio bello grosso alle spalle, spesso si lasciava trasportare dalla rabbia di cui era intrisa e combinava gran bei casini. Ma di solito era una super-professionista, pungente e talentuosa in un lavoro che alla maggior parte di noi faceva abbastanza schifo (indimenticabile la puntata in cui smucina i resti nello stomaco di un cadavere<--dettaglio disgustoso, da leggere solo su libera scelta). 
Aveva un bel rapporto con i colleghi uomini, cameratesco e fraterno, depurato da qualsiasi sottotesto sessuale, ma alle colleghe donne piaceva di meno, e questo noi lo capivamo bene. Ed è stata fantastica quando ha mandato a farsi fottere quel gran bastardo di Hank, che si era dimenticato di dirle di essere fidanzato con un'altra.

Donne scienziato e scientifiche, razionali ma con un retrogusto idealista, dall'armadio a mezza anta e i capelli malriusciti. Erano belle, le serate con loro.

Le notizie da non perdere - La rassegna stampa di Eva


Oggi è venerdì. Fa caldo, c'è il sole e, nonostante il sonno ghirico che tutti sembriamo portarci addosso, c'è anche quel lieve pizzicorio dentro il naso, quella vibrazione del suono di fondo dell'universo che sussurra "E' primavera, Eva!".

E allora, solo per oggi, abbiamo deciso di fare una rassegna un po' particolare, evitando accuratamente le notizie orribili e regalandovi una selezione di quelle speranzose, forti, combattive, anche buffe, se possiamo.
Perché è primavera Evisti!

Quindi, cominciamo subito con l'eterna battaglia fra le donne e la tecnologia: la vecchietta che cercava rame e ha tolto la rete all'intero stato della Georgia ci ha fatti sorridere con tenerezza (e speriamo che le autorità abbiano abbastanza buon senso da chiuderla qui e basta).
Con la coppia in luna di miele fantozziana, invece, ci siamo sinceramente sganasciati.

Su questa, invece, in redazione si è lungamente discusso se fosse "a tema" o meno col blog. Ma poi, siccome che la maggioranza di suddetta redazione è formata da donne, ha vinto la loro opinione. Ovviamente.
Perciò ecco qui a voi un bel decalogo di consigli utili per un sano e salutare shopping.
E a riprova che noi siamo sempre più belle, brave, buone, ciccaciccaciccabum, la scienza viene a dirci che rendiamo le famiglie perfette (e una come Michelle non poteva che mettere su una famiglia così).

Abbiamo già detto che oggi vogliamo sovvertire un po' la rassegna stampa? Lo ripetiamo e in sovrapprezzo ci mettiamo anche una notizia che sembrerebbe gossip, ma poi proprio gossip non è: Eva dichiara tutta la sua simpatia per Kate Middleton e vota a favore di fiori e minibus. Go Kate go!

Vogliamo anche parlare di nucleare? Proviamoci con una specie di lettera aperta ad Angela Merkel e ai suoi cambi di fronte ma presentata col sorriso!

Un ritratto di donna: Eva ama il buon vino ed apprezza le donne che ne hanno fatto la loro professione:  impariamo a conoscerle... a Vinitaly.
E dopo il vino e i piaceri della vita parliamo di Eva sportiva, che corre, pedala, nuota, si tiene in forma. Sappiamo alimentarci correttamente per compensare le energie perdute con lo sport? Ecco una risposta.
Ancora un'info dietetica, con la primavera gli abiti si alleggeriscono, i corpi si scoprono e i rotolini di ciccia diventano un (o il) problema. Una soluzione per lo zucchero c'è, senza rinunciarvi.

Chiudiamo infine in bellezza annunciandovi l'elezione di una donna presidente. In Kosovo. Un brindisi a lei!

7 aprile 2011

L'estetica della donna nel cinema, nel tempo, nei tempi.


Volti bellissimi di attrici famose, rimaste tali nel tempo.
Volti resi memorabili da interpretazioni intense, da presenza carismatica, da una bellezza indicibile e che hanno caratterizzato la loro epoca.
Vedere il lavoro di Philip Scott Johnson ci impone una riflessione sulla bellezza femminile nel tempo, su coloro che l'hanno incarnata nel cinema, che da sempre ci hanno proposto modelli femminili da coltivare, sognare,  imitare.
Vedere questi visi stupendi trasformarsi in pochi istanti l'uno nell'altro diverso per forma e proporzione è scioccante.
La trasformazione continua ne accentua le irregolarità, le proporzioni diverse, le asimmetrie, eppure sono bellezze indiscutibili, una per una.
C'è un che di inquietante nell'osservare la continua metamorfosi e proprio ciò ne alimenta la suggestione.
Quasi tutti questi volti di donna sono invecchiati, stropicciati, violati dagli anni e da vite vissute fra alcol, droghe, passioni violente e sofferenze psicologiche, visi risparmiati dall'intervento di un chirurgo plastico, anche se si narra che Marlene Dietrich si fosse fatta estrarre i molari per accentuare gli zigomi, lo stesso per Michelle Pfeiffer, ormai cinquantenne e quindi messa da parte.
Quelle bellezze così diverse fra loro non si sono mai omologate, fiere della loro diversità, della loro unicità.
Non soltanto l'attrice, la velina, la showgirl del momento ma anche ognuna di noi dovrebbe riflettere su quanto di unico, non importa se imperfetto, ci consente di esprimere un viso che appartiene soltanto a noi, che ci accompagna e si segna e cambia con noi, con le nostre lacrime e i nostri tanti sorrisi, quello che ad alcune delle veline, schedine, postine o aspiranti tali e a tante signore over 40 della serie "non mi rassegno" non è più concesso, tristi vittime di una paresi voluta.
Una paresi della mente, un'omologazione del pensiero, una resa incondizionata all'apparire.
Un perdere la memoria visiva della propria storia di donna.
Anche se, una punturina piccola piccola, forse... ma senza esagerare.

Le notizie da non perdere - La rassegna stampa di Eva del 7 aprile

Sapete quando saremo veramente soddisfatti e appagati di quello che facciamo qui? Il giorno in cui non saremo costretti a riportare per l'ennesima volta notizie orripilanti come questa o questa.
Quel giorno non è oggi, chiaramente, visto che, fra le altre, ci tocca segnalare anche una notizia di cui ci vergogniamo personalmente: ricordate la votazione di fiducia al governo Berlusconi a dicembre scorso? Dai, quando fuori studenti e poliziotti si picchiavano e dentro la Camera i Parlamentari saltavano da uno scranno all'altro come nel mercante in fiera? "Vengo con te! No, quello offre di più, vado con lui!". Ecco. A distanza di quattro mesi, cominciamo a vedere gli effetti di tutte quelle crisi di coscienza, nella persona di Maria Grazia Siliquini, nuovo membro del consiglio di amministrazione di Poste Italiane.

Siccome però dopo un po' anche a Eva viene la nausea, a forza di leggere tanto schifo, per oggi la finiamo qui con le notizie serie e passiamo a qualcosa di più evanescente e divertente.
Leggiamo infatti con sgomento che
a) qualcuno vuole andare a cercare i resti di Monnalisa (a occhio e croce, dopo 469 anni nemmeno Grissom di CSI riuscirebbe a trovare niente);
b) tali resti potrebbero trovarsi oggi sotto una discarica.
Son iniziative necessarie ed encomiabili, di questi tempi. Mai più senza.

Il Messaggero ci informa invece che, secondo una recente ricerca, le mamme sono le persone maggiormente colpite da stress. Per fortuna, però, Madre Natura (che non a caso è donna) ci rifornisce di armi segrete con le quali continuare a provare a farcela, ed ecco qua che la caffeina si rivela essere nostra alleata. Chissà se non sia anche compensativo di una certa, primigenia, insoddisfazione.

Vogliamo segnalare anche un divertente editoriale della sezione "Donne" de L'Unità che prende di mira la cara, vecchia (ma quando mai?) Barbie e la curiosa visione dell'universo, la vita e tutto il resto che hanno i pubblicitari della Mattel.
E, sempre a proposito di pubblicità, l'altro giorno vi raccontavamo dell'impegno preso da alcune aziende per un uso più responsabile dell'immagine femminile.
A quanto pare, qualcosa si sta smuovendo davvero.
Per dire, Giovanna è vestita.