14 aprile 2011

La bambola.

Dalla parte di LEI.
Un amico mi propone questo blog, forse per vedere come reagisco, se mi imbarazza.
Leggo l’articolo e non è male ma è palesemente scritto per far arrapare qualcuno, non necessariamente i maschi.
Avere un corpo da dominare e usare senza contraddittorio è il sogno di molti/e. Carne morbida ma inanimata, sempre consenziente.  Nell’articolo si descrive come conturbante un volto inespressivo, uno sguardo vacuo, una bocca semiaperta ma non invitante. No, non ci siamo.
La chiosa dell'articolo mi riporta a quanto c'è di inimitabile nel rapporto carnale, dall'odore della pelle al sudore,  dagli sguardi durante e al culmine, i toni della voce che cambiano modulati dal piacere,

Notizie da non perdere - La rassegna stampa di Eva del 14 aprile

Oggi ricorre il 99° anniversario dell'affondamento del Titanic.
L'anno prossimo sarà il centenario. Per allora, forse, avremo smesso di leggere notizie disperate di altre donne, e altri uomini, inghiottiti dal mare mentre inseguono una speranza?

E, mentre nel nostro mare le persone muoiono a grappoli, in Parlamento la deputata Carlucci, altrimenti nota come "Madama-Io-Parcheggio-Come-Mi-Pare", chiede una commissione d'inchiesta.
Sull'inefficiente gestione del dramma in corso? Sul problema dell'alloggiamento dei profughi? Sulla necessità di ottenere aiuti dall'Europa?
No.
Sul comunismo di cui sono impregnati i libri di testo nelle scuole. Perché questi, signori miei, sono p-r-o-b-l-e-m-i.

13 aprile 2011

Le notizie di Eva: nel caso vi fosse sfuggito qualcosa

Eva è contenta perchè ha scoperto che attraverso i social network le donne riescono a trovare lavoro. Quindi se una vostra amica, o compagna, moglie, figlia, è lì davanti ad uno schermo state tranquilli, semplicemente è alla ricerca di un'occupazione. Questa ricerca ovviamente non impedisce all'altra metà del cielo di occuparsi delle faccende domestiche, senza perdere in questo né dignità né amor proprio. Due aspetti che ultimamente sono stati messi a dura prova, ci consola il fatto che in questa nostra lotta per ri-affermare quel che in realtà dovrebbe essere naturale, le Eve di tutto il mondo hanno dalla loro parte anche i divi di Hollywood. Ma la questione sulla compra-vendita del corpo delle donne è anche argomento di un libro. Difficile scrollarsi di dosso un tariffario a favore di una vita non in vendita. E a riguardo, perdonatemi la digressione, devo citare una canzone di qualche anno fa: Life for a rent.

12 aprile 2011

Chi difende i deboli?


Ho letto una notizia che mi ha fatto piacere, i professori universitari hanno scritto una lettera al Presidente Napolitano per chiedere la censura del parlamentare che aveva offeso gravemente una parlamentare disabile (ne avevamo già parlato qui). Ho pensato che anche i professori dovevano avere provato quello che avevo provato io leggendo della cosa e vedendo i filmati in giro per la rete. Insomma, i professori universitari, quelli sono le menti del paese, caspita la pensiamo in modo simile.

La rassegna stampa di Eva del 12 aprile


Ci piace parlare di donne, nella nostra rassegna stampa. Di donne normali, di donne e uomini che vivono la loro vita con dignità e fatica.
In una società che ci chiede di essere giovani ed efficienti per essere visibili, che ci conforta con l’idea che invecchiare è bello perché a 80 anni si è molto più felici che a 20, ci rattrista non poco scoprire che una anziana over 75 su cinque, in Italia soffre della “sindrome di Penelope”.
Proprio lei, quella Penelope che attese per 20 anni il ritorno a casa del suo uomo, facendo e disfacendo una tela. Chi sono le Penelopi over 75 di oggi? Sono soprattutto vedove, sole e profondamente depresse, con quel tipo di sofferenza psichica che si ripercuote anche sul fisico. Ammalate di dolore e di solitudine, anziane che, nel loro cuore, continuano ad attendere qualcosa che non tornerà mai: un passato florido, una salute ormai compromessa, il proprio amore perduto.
Sono quelle donne che, spesso ricoverate per disturbi fisici, non vogliono più lasciare l’ospedale per paura di ritrovarsi a casa, da sole. “Si tratta di donne malate di attesa di affetti e di legami, come la vera Penelope. Un’attesa che si prolunga nel tempo e che sanno inconsciamente sarà senza fine”.
Ma non soffrono di solitudine solo le anziane.
La parola chiave della nostra rassegna ci porta direttamente alla notizia della "solitudine" degli imprenditori, che non sanno più fare il loro mestiere.
Lo ha detto Emma Marcegaglia, che afferma che il paese è diviso, che mai gli imprenditori si sono sentiti così soli.
Però essere soli con la pancia piena è sempre meglio che essere soli con lo stomaco vuoto, per dirla con Catalano, il filosofo dei ragionamenti lapalissiani di Indietro Tutta. E allora "meglio dal vivo che dal morto" vi ricordiamo che anche le famiglie si sentono sole: una su quattro non paga più il mutuo.
Ma tranquille, amiche e amici di Eva. Finalmente una notizia ci solleva: per mandare i nostri figli in Parlamento non sarà necessario investire sulla loro istruzione.
Lo leggiamo su lavoce.info. Il livello di istruzione dei nostri parlamentari è cambiato enormemente tra il 1948 e il 2006. La percentuale di nuovi eletti con una laurea, pari al 91,4 per cento all’ inizio della prima Legislatura, è diminuita costantemente sino a quota 64,6 per cento dopo le elezioni del 2006. Se ci si concentra sulle differenze tra la Prima e la Seconda Repubblica la percentuale di parlamentari laureati è scesa dall’80,5 al 68,5 per cento. E’ interessante notare che nello stesso periodo è tuttavia cresciuto il numero di donne parlamentari laureate (il 70,1 per cento) rispetto a quello degli uomini (il 68,2 per cento).
Insomma queste donne «Cu’ a scusa c’hanno sturiato, nun sanno passà manc’ a’spirapolvere. Mittete a culo a poppa e scirea!». La battuta tipica delle matronnole (donne di inciuci, abitanti nei paesini del sud) esprime il senso di un pensiero filosofico e sapienziale più articolato: «Sti’ femmene auanne s’ann’ levata a’ capezza» che traduce perfettamente l’espressione latina: «Mala tempora currunt» e la più contemporanea esclamazione: «L’epoca è cambiata!».
Se non ora quando!!! è sempre tempo di tornare in piazza.