25 dicembre 2011

La crisi, insaziato cormorano, terminato tutto il resto, addenta le sue viscere - La rassegna stampa (natalizia) di Eva

Questo è il primo Natale che passiamo insieme e, per prima cosa, scambiamoci gli auguri.  Avete aperto i pacchetti? I regali sono stati di vostro gusto? Avete in programma un pranzo in famiglia o qualcosa di diverso, tipo questo?
Come dite, i pacchetti erano pochi e per la maggior parte vuoti? Peccato, forse l'anno prossimo andrà meglio, ma anche no.
In ogni caso, neanche altrove son tutte rose e fiori, direi: in Russia, per dire, hanno fatto passi da gigante nella rincorsa all'occidente, e la vecchia barzelletta dell'era sovietica non fa davvero più ridere.   Ma come quale? Questa: "Cosa fa il capitalismo? Corre verso la rovina. E cosa fa il comunismo? Vuole superare il capitalismo".  Vero che non fa ridere?
Per rovinare il Natale a qualcuna c'è anche questa storia, in effetti, che ci auguriamo riguardi poche delle nostre affezionate lettrici. Questa, invece, è così tanto natalizia che sembra inventata, ma inventata bene.

24 dicembre 2011

Gnoccarella


Oggi parliamo di gnocchi: d'altronde è sabato, ci sta, come si dice. Per la precisione, di gnocchi di patate gratinati.
Su internet troverete centinaia di ricette, sotto i nomi più fantasiosi ed evocativi, ed accomunati dalla particolarità di cominciare dalle patate crude.  Credo di avervi già spiegato come la penso, visto che se ho bisogno di una camicia nuova non mi metto certamente a seminare il cotone.
Quindi gnocchi di patate al banco frigo del supermercato, e vanno benissimo, per quattro persone ne serviranno 750 grammi, così come serviranno due etti e mezzo di emmentaler svizzero (per favore, anche se costa meno non comprate quello francese o quello bavarese), una confezione di besciamella  da duecento grammi, un po' di parmigiano grattugiato e un po' di burro.
Per prima cosa, cuociamo gli gnocchi: ci vuole poco, sono pronti in uno/due minuti e si capisce che sono cotti quando vengono a galla.

22 dicembre 2011

Rassegna riflessiva di fine anno

Non so se è una cosa mia, o se anche voi avete la stessa sensazione, ma a me pare che - da quando il caravanserraglio del precedente governo ha finalmente tolto il disturbo - la bolla di esasperazione, grida, strepiti e titoloni si è sgonfiata di colpo, lasciando orfani di identità tutti i vecchi protagonisti, giornali compresi.

Nelle ultime settimane, infatti, sfoglio i giornali e trovo notizie di cronaca, politica ed economia, ma senza che nessuna necessiti di essere sparata a carattere di scatola rosso grassetto su tutte le prime pagine. E mi sembra che però i nostri quotidiani non sappiano bene come gestire la cosa, e brancolino a metà strada fra quello che erano e quello che dovrebbero essere.

20 dicembre 2011

La rassegna di Eva con qualche certezza e tanti dubbi

Siamo ormai nella settimana che precede al Natale, ve ne siete accorti? Chi ci fa il film direi che per ora c'ha sbattuto col muso, segno dei tempi o un'incalzante "ma anche basta"? Vedremo a fine stagione.
Intanto una cosa è certa: è morto il caro leader, il Grande Uomo, disceso dal Paradiso (e difficilmente ci risalirà), se volete qui trovate tutti i titoli del dittatore Kim Jong - Il.

18 dicembre 2011

La crisi se ne va passeggiando per il mondo - La rassegna stampa (internazionale) di Eva

In questa domenica ormai natalizia vorremmo raccontare solo belle notizie, ma non è possibile (non è mai possibile, purtroppo), quindi cominciamo subito con una notizia cattiva e con un'altra pure brutta.
Poi ci sarebbe anche questa che non sapremmo come catalogare, ma che ci sembra la dimostrazione che la distanza è una opinione; visto quello che si dice dall'altra parte dell'Oceano Pacifico, noi ci staremmo attenti.
Già: tra l'altro, cosa avranno da ridere questi qui?
Anche perché c'è una notizia che non avremmo voluto leggere: addio, Cesaria, ti ricorderemo anche così.
Noi siamo certamente contenti per questo, sia ben chiaro, ma sia del pari chiaro che su questa cosa qui abbiamo delle perplessità, ricordate?
Quasi senza accorgercene siamo arrivati alla nostra eterna cronaca italiana; e quindi continuiamo su questo tenore, visto che ci siamo.
La situazione economica è grave, indubbiamente,